Il tempo della Pasqua è ormai alle porte, la Pasqua è un momento di rinnovamento spirituale, di fortificazione della fede e dell’amore verso il prossimo. Il giorno di Pasqua si è soliti scambiare, per la gioia di bambini e adulti, uova di cioccolato, e nei supermercati se ne trovano di tutte le grandezze, gusti e colori.
Ai tempi dei nostri nonni non era così, l’arrivo della Pasqua era simboleggiato in un altro modo, ovvero con Sa pippia cun s’ou. In una società 2.0 dove spesso e volentieri la tecnologia ha sostituito il lavoro artigianale, in alcune realtà, la fiammella delle antiche tradizioni regionali continua ad essere alimentata con cura e perseveranza. Facendo tesoro delle preziosità che i nostri nonni ci hanno tramandato, in questo modo si porta avanti un’eredità ineguagliabile, in quanto sintomatica della nostra autenticità ed identità culturale. I dolci, così come il cibo, sono elementi identitari, in quanto sulla base della loro preparazione ed ingredienti utilizzati, si denota il bagaglio culturale della società che lo realizza, esaltando le sue peculiarità e permettendo in questo modo di distinguersi rispetto ad un’altra società. I dolci della tradizione sarda, così come i pani delle feste, quelli cerimoniali, possiedono un’importante valenza comunicativa sul piano simbolico, in quanto spesso legati a momenti sacri, cerimoniali e rituali, evidenziando un momento diverso- cioè di festa- rispetto al tempo ordinario.
Durante la Settimana Santa, in diversi paesi del Sulcis come a San Giovanni Suergiu ad esempio, in alcune famiglie continua ad essere fortemente presente la tradizione della panificazione. Santu Anni, su logu e su pani, così si diceva nei paesi limitrofi, denominazione ad oggi ancora attuale, la Pasqua è il periodo dell’anno in cui ci si riunisce per la realizzazione delle Pippias cun s’ou, bamboline di pasta decorate con creatività da mani sapienti. Oltre alle bamboline vengono realizzati sas portas (cestini), is pilloneddus (gli uccellini) le borsette e is coccois. I pani pasquali appena descritti possiedono una o più uova, volte a simboleggiare la vita e la creazione, la vittoria quindi della vita sulla morte. Con is pippias cun s’ou si ha modo di assaporare gli antichi e genuini sapori del passato, non tralasciando il fatto che la loro realizzazione, diventa nelle case, momento di aggregazione, di allegria e di racconto, e soprattutto è un modo per non dimenticare chi eravamo, perché è solo attraverso la conoscenza del passato che si giunge ad una consapevole conoscenza di chi siamo e della nostra identità culturale.
Fanny Marongiu
