Ebbene sì, i numeri parlano chiaro: il nostro Parco Archeologico di Sant'Atioco cresce e si conferma sempre più un’attrattiva, tappa irrinunciabile per chi sceglie di visitare questo pezzo di Sardegna. Un grazie speciale va naturalmente alla cooperativa Archeotur che lo gestisce, alla sua Direzione scientifica, a quanti quotidianamente si spendono per mettere a frutto il nostro vasto patrimonio.
<consentitemi di sottolineare che in questi anni la nostra attenzione è stata altissima e se cresciamo l’impegno è evidentemente di tutti spiega il sindaco Ignazio Locci- compreso quello profuso da questa Amministrazione Comunale nel riuscire a riaprire al pubblico la Necropoli Punica e l’Acropoli romana dopo 23 anni. O ancora nel mettere in campo gli investimenti passati nel Museo archeologico Ferruccio Barreca, nel Cronicario, nella cosiddetta “Tomba dell’egizio”, cui si sommano quelli attuali>. Proprio recentemente, infatti, hanno preso avvio nel Museo Barreca lavori e interventi multimediali con finanziamenti PNRR per 481 mila euro mentre è in corso di approvazione un progetto per la valorizzazione dell’intero Parco con fondi del Ministero dell’Interno che ammontano a 200 mila euro.
<Senza dimenticare che proprio in questi anni le nostre bellezze culturali e archeologiche sono diventate “grandi” -commenta l'assessore alla culturara Luca Mewreu- ggruppandosi in quello che oggi chiamiamo “Parco Storico e Archeologico di Sant’Antioco”. La strada è come sempre ancora lunga, ma siamo certi sia quella giusta per valorizzare il tesoro culturale antiochense>.
Sant'Antioco. Turismo culturale. “Un anno da incorniciare”.
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