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Portovesme. Alcoa annuncia l’avvio dello smantellamento degli impianti, il sindacato si oppone.

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«Alcoa ha annunciato oggi che avvierà le attività propedeutiche alla riqualificazione del suo sito di Portovesme per lo sviluppo di nuove opportunità di business. La decisione è stata presa dopo aver constatato l’impossibilità di trovare un acquirente per lo smelter.» La notizia è stata data con una nota da Arnaldo Ragozzino, responsabile Media contact di Alcoa in Italia. L’attività produttiva è stata interrotta a novembre 2012 e lo stabilimento è stato definitivamente chiuso ad agosto 2014. A partire dall’interruzione dell’attività produttiva, considerevoli sforzi sono stati compiuti per trovare un acquirente idoneo, ma le condizioni del mercato dell’alluminio non lo hanno consentito. «Abbiamo collaborato quasi quattro anni con il Governo italiano per trovare un acquirente idoneo per lo stabilimento – ha affermato Rob Bear, vice presidente di Alcoa Trasformazioni -. L’obiettivo è adesso proseguire con l’adempimento dei nostri obblighi e preparare il sito per attrarre nuovi business e creare opportunità di lavoro.» «La prima fase della riqualificazione ha riguardato la bonifica del suolo del sito che ha avuto inizio nello scorso mese di marzo. Questa fase sarà ora affiancata da un processo di dismissione graduale, che avrà inizio entro la fine dell’anno. Tutti i lavori – conclude la nota – saranno eseguiti nel pieno rispetto delle normative vigenti.»
L’annuncio dato da Alcoa ha avuto vasta eco tra i lavoratori e le organizzazioni sindacali.
«Il comunicato di Alcoa a firma di Rob Bear, vice presidente delle attività di Transformation, appena emesso, è sintomatico della gravità della situazione – denuncia Marco Bentivogli, segretario generale Fim Cisl -. In realtà, non è assolutamente vero che Alcoa in questi quattro anni dalla chiusura dello smelter, abbia collaborato con il Governo alla ricerca di un nuovo acquirente; Alcoa ha impedito sia la visita dello stabilimento, sia le due dilegence a qualsiasi nuovo investitore. E’ bene che il ministro Calenda e il Premier Renzi prendano rapidamente in mano la situazione, giunta ormai oltre il limite della disperazione.»
«Il programma annunciato il 5 agosto scorso dal ministro – aggiunge Marco Bentivogli – prevedeva la ricerca di nuovi investitori a fine di questo mese, anche per questo la decisione di Alcoa appena giunta, ancora una volta, non aiuta verso una soluzione positiva. Chiediamo che venga convocata immediatamente Alcoa e si chieda di rettificare la propria posizione, la situazione è già gravissima e in autunno si rischia la disperazione totale con la fine della copertura degli ammortizzatori sociali. Il prossimo incontro – conclude Marco Bentivogli – è previsto il 5 settembre al ministero dello Sviluppo economico.»

gp Cirronis

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