“Sto montando tutto, vado via. Il Comune ha voluto così e così sarà. Chiara Vigo però, non finirà andrò dove altri mi accoglieranno”. Sono le parole decise che pronuncia Chiara Vigo, maestro dell'arte di tessere il bisso, mentre ripone in buste e scatoloni le opere e i suoi lavori esposti al museo del bisso a Sant'Antioco. Chiara Vigo lo afferma con determinazione dopo l'ultima ordinanza di sfratto che le hanno inviato gli uffici del Comune dopo appena 24 ore dalla sentenza del Tar che ha deliberato di non essere idoneo a derimere la richiesta di sospensiva del provvedimento, avanzato da Chiara Vigo in opposizione alla decisione del Comune. Ordinanza che le impone di lasciare entro cinque giorni i locali al piano terra del Monte granatico conosciuti come il Museo del Bisso a causa di una segnalazione degli uffici preposti alla sicurezza che hanno dichiarato non a norma l'impianto elettrico. In città da ieri non si parla d'altro. Ancora una volta la città, politica e l'opinione pubblica si divide tra favorevoli e contrari se Chiara Vigo debba o meno rimanere al montegranatico a gestire ancora il suo museo del bisso. “non si tratta di essere favorevole o contrari. L'Amministrazione in passato l'ha sempre sostenuta - spiega il sindaco Mario Corongiu- se c'è qualcuno che vuole sostituirsi agli atti degli uffici o ha delle idee per risolvere il problema legalmente, lo faccia”.Conosciuta in tutto il mondo ha fatto muovere in suo favore personalita e persone dello spettacolo come l'attrice Maria Grazia Cucinotta che ha promosso anche una raccolta di firme per mantenere in vita il Museo del bisso. Invece la sentenza del Tar adesso non solo non ha concesso la sospensiva dell'ordinanza, ma ha rimandato la questione ad una possibile ma improbabile causa civile.
(Tito Siddi - articolo completo su l'Unione sarda di oggi 1-ottobre 2016)