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Sant'Antioco. Migliaia di visitatori hanno affollato Sant'Antioco per la 658/ma sagra di primavera

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Migliaia di visitatori hanno affollato Sant'Antioco per la 658/ma sagra di primavera. “Sa festa Manna” in onore di Sant'Antioco Martire patrono della città del Sulcis e dell'intera Sardegna. Più che soddisfatti gli amministratori che da qualche anno, insieme alle autorità ecclesiastiche, stanno riportando la sagra agli antichi splendori. <Numeri straordinari, una cosa che non si era mai vista - sottolinea il vice sindaco Marco Massa- Valorizzare la tradizione è una scommessa vinta>. Due i momenti salienti in cui si è respirata aria di grande festa. Domenica con la sfilata folkloristica, organizzata  dalla Pro loco Cittadina. Decine i gruppi folk provenienti di ogni parte della Sardegna hanno sfilato in un susseguirsi di colori, canti e suoni di organetti. Bis nel pomeriggio nel lungomare per “Sa cursa de su Santu” e l'esibizione delle pariglie. < Si è vista tanta gente e tante risposte da parte dei cittadini- dice Gianni Baghino presidente della Pro Loco- E' certamente il biglietto da visita per il futuro coniugando le sagre religiose, la tradizione e l'economia del paese>. Il momento di intenso di fede  si è vissuto lunedì con la solenne processione e la moltitudine di fedeli assiepati lungo le vie. Dopo la messa concelebrata nella Basilica del V secolo dal Vescovo di Iglesias Monsignor Giovanni Paolo Zedda  che nella omelia ha sottolineato il valore della fede in Sant'Antioco, si è svolta la solenne processione. Un corteo ricco di un centinaio di cavalieri in costume tradizionale seguiti da una trentina di gruppi folk, banda musicale, traccas e suonatori di launeddas provenienti da tutta la Sardegna. <Ogni volta sfilare per la sagra  è un'emozione– dice  Giorgio Zara, responsabile del gruppo folk Isola di Sant'Antioco- per noi è sempre un onore>. Il corteo ricco dei colori dei corpetti, delle gonne plissettate e dall'intensità dell'azzurro delle mantiglie  ha attraversato le vie più importanti della città ornate con rami di palma a significare il martirio del protomartire sulcitano. In braccio alla mamma, che sfilava in costume, anche Alessio di appena sei mesi. < L'ho portato con me per devozione e promessa- dice la mamma Daniela Calabrò- una emozione intensa che spero di potergli trasmettere>. Sicuramente le stesse vie e slarghi che 2000 anni fa anche il medico Antioco ha calcato per curare anime e corpi con la luce della fede in Cristo.  Poi a chiudere la fseta solo gli scoppi e  i colori dei fuochi artificiali.

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