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Sant'Antioco. Splendore e fede per la 656.ma sagra in onore di Sant'Antioco Martire

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Si è celebrato lunedì scorso il giorno più importante della sagra più antica delle Sardegna in onore di Sant'Antioco martire, giunta quest'anno alla 656/esima edizione, patrono della omonima città, del sulcis e dell'intera Sardegna. Un'isola che è scesa numerosa per onorare il martire mauritano nell'antica Sulci, oggi Sant'Antioco, luogo dove il primo martire cristiano della Sardegna santo e medico, ha ricevuto la palma del martirio. A rendere più solenne la giornata più importante dell'anno santo straordinario concesso dal pontefice per i 400 anni del ritrovamento delle reliquie del martire, che la tradizione vuole deportato dalla Mauritania, per non essersi sottoposto ad abiura dall'imperatore Adriano, la presenza di monsignor Giovanni Angelo Becciu sostituto segretario di stato pontificio. Ad aprire la giornata è stata una messa solenne, celebrata nella piazza antistante la Basilica del IV secolo dove nel 1615 furono rinvenute le spoglie mortali del martire, presieduta da Monsignor Becciu e concelebrata con i vescovi e presbiteri delle dieci diocesi isolane. "siamo qui ancora oggi a testimoniare come Antioco tanti secoli fa la nostra fede in Cristo di cui fu eroico testimone –ha sottolineato nell'omelia monsignor Becciu- Fede che come allora è ancora perseguitata". Al termine della Messa mons Becciu, dopo la benedizione, ha annunciato anche la concessione dell'indulgenza. Il momento di grande pathos di fede si è però vissuto la sera con la solenne processione. Dalla basilica verso il lungomare, in un itinerario antico di secoli, l'imponente statua di Sant'Antioco che l'iconografia vuole moro e la teca con le sue reliquie, appena restaurate, ha lasciato la Basilica per farvi rientro due ore più tardi dopo avere attraversato le più importanti vie cittadine adornate con fiori e foglie di palma. Ad accompagnarlo tutto il clero sardo, autorità civili e militari, centinaia di cavalieri, decine di gruppi in costume tradizionale a rappresentare tutte le provincie sarde, quattro traccas, suonatori di launeddas, banda musicale e migliaia di fedeli in un tripudio di fede, preghiere e accorate richieste di intercessione.

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