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Sant'Antioco. Con la consacrazione dell'altare e la dedicazione la Basilica restaurata è stata sancita la restituzione del tempio alla comunità

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Il primo agosto, in occasione della 661/ma Festa estiva di Sant'Antioco Martire Patrono Massimo della Sardegna, la città di Sant'Antioco, con la cerimonia delle dedicazione dell'altare e della Basilica dedicata al Santo patrono, ha vissuto un momento intenso ed emozionante culminato nella firma dei verbali curati dalla cancelleria diocesana di Iglesias in cui si è sancita la restituzione al culto della Basilica del IV secolo completamente restaurata, alla comunità. Si è svolta infatti la cerimonia di dedicazione, prevista dai riti ecclesiastici, della riapertura della basilica dopo gli importanti lavori di restauro, conservazione e consolidamento durati un anno e mezzo. Nel corso della cerimonia il Vescovo Monsignor Giovanni Paolo Zedda ha officiato il rito della dedicazione del nuovo altare che sarà impreziosito da un'artistica tovaglia realizzata e tessuta, in alcune parti in bisso, dalle le sorelle Pes, artiste di tessitura e cultrici della autentica tradizione cittadina, che ne hanno fatto dono alla Basilica. Si tratta di una tovaglia lavorata al telaio orizzontale seguendo le antiche tecniche della tessitura antiochense, I colori riportano la veste e il martirio del santo. In un giardino di fiori con il cuore di nostro signore con all'interno il cuore di sant Antioco e la palma del suo martirio racchiuse da 33 spighe ai lati per ricordare gli anni di Gesù. La tovaglia è impreziosita al centro con il simbolo del corpo di cristo, l'uva e la spiga rappresentano il sangue e il corpo di cristo, le palme al entro dei cuori realizzati in bisso marino proveniente dalla scuola del maestro Italo Diana donato alle sorelle Pes dalla figlia Emma Diana. La funzione, con inizio alle 10,30 e terminata alcune ore dopo, è stata presieduta dal Vescovo della Diocesi di Iglesias, Monsignor Giovanni Paolo Zedda e si è svolta alla presenza del cancelliere della Diocesi Don Carlo Cani, del rettore della Basilica don Mario Riu, dei sacerdoti delle parrocchie cittadine, forania e diocesi. Presenti inoltre alla cerimonia il sindaco Ignazio Locci, giunta e consiglio comunale di Sant'Antioco, sindaci del territorio, autorità civili e militati e associazioni di volontariato. Considerate le misure di prevenzione anti Covid e i posti limitati, per consentire a quante più persone possibili di partecipare alla celebrazione, la Santa Messa è stata trasmessa in diretta streaming nel canale YouTube del Comune. Si è svolta infatti la cerimonia di dedicazione, prevista dai riti ecclesiastici, della riapertura della basilica dopo gli importanti lavori di restauro e consolidamento durati un anno e mezzo. Nel corso della cerimonia il Vescovo Monsignor Giovanni Paolo Zedda ha officiato il rito della dedicazione del nuovo altare impreziosito da un'artistica tovaglia realizzata e tessuta, in alcune parti in bisso, dalle artiste di tessitura e cultrici della tradizione cittadina, le sorelle Pes che ne hanno fatto dono alla Basilica. La funzione, con inizio alle 10,30 e terminata alcune ore dopo, è stata presieduta dal Vescovo della Diocesi di Iglesias, Monsignor Giovanni Paolo Zedda e si è svolta alla presenza del cancelliere della Diocesi Don Carlo Cani, del rettore della Basilica don Mario Riu, dei sacerdoti delle parrocchie cittadine, forania e diocesi. Presenti inoltre alla cerimonia il sindaco Ignazio Locci, giunta e consiglio comunale di Sant'Antioco, sindaci del territorio, autorità civili e militati e associazioni di volontariato. Considerate le misure di prevenzione anti Covid e i posti limitati, per consentire a quante più persone possibili di partecipare alla celebrazione, la Santa Messa è stata trasmessa in diretta streaming nel canale YouTube del Comune, mentre numerosi fedeli hanno potuto seguire direttamente la funzione dai banchi del tempio dove sono stati ammessi in base alle regole anti assembramento. La cerimonia è iniziata con una breve processione che ha condotto sino al nuovo portone della Basilica le reliquie del Martire scortate dal vescovo. A accoglierli sulla nuova porta d'ingresso su cui è stato realizzato un rosone che riporta sul vetro la scritta "Aula micat". l'iscrizione trovata sulla copertura delle spoglie del Martire quando nelle catacombe fu ritrovata la tomba, il progettista l'architetto Antioco Marongiu che ha brevemente annunciato la fine dei lavori di restauro e conservazione del tempio e come tradizione ha poi bussato al portone che si è aperto consentendo così dopo aver superato subito dopo l'ingresso, il nuovo battistero abbellito da una scultura del sassarese Franco Scassellati che rappresenta il battesimo di Gesù di attraverso il nuovo pavimento realizzato in marmo bianco di Orosei, l'ingresso ufficiale e la presa in possesso della sua “casa” delle reliquie del martire Antioco ucciso dai soldati romani intorno al 125 nelle catacombe che si trovano sotto il tempio che adesso riposeranno nella speciale nicchia ricavata sotto il nuovo altare. Il rito ha poi visto il vescovo aspergere con un ramo d'ulivo intriso di acqua santa il popolo e le pareti del nuovo edificio in memoria del Battesimo. E' seguita poi la liturgia della parola come durante la messa. Poi la lettura delle scritture, del vangelo e l'omelia del vescovo dal nuovo Ambone, centro di tutta la liturgia cristiana, realizzato anch'esso in marmo bianco con fattezze spigolose che ricordano la palma del martirio come le spine di pesce figura che sin dagli inizi dell'era cristiana raffigurava il Cristo. <La comunità cristiana potrà rincontrasi in questo edificio -ha detto il vescovo- stringendosi alle reliquie del nostro Santo protettore, che con la sua testimonianza ha offerto alla nostra terra il dono della fede che potrà così continuare>. Alla liturgia della parola sono seguiti poi i riti propri della dedicazione. Dopo il canto delle litanie dei santi sono state deposte sotto l’altare, che è stato abbellito con mazzi di fiori, le reliquie del martire Antioco. E' seguita poi l’unzione dell’altare e delle pareti, l’incensazione dell’altare, del popolo e delle pareti. Infine l’illuminazione a festa dell’altare e della chiesa che ha strappato un caloroso applauso dei fedeli presenti. Poi la cerimonia è proseguita normalmente come una santa messa per culminare, dopo un breve intervento del rettore della Basilica Don Mario Riu <Ringrazio il vescovo, le autorità e tutti coloro che si sono spesi per la realizzazione dell'opera- ha detto Don Mario Riu – il Signore ha portato a compimento ciò che Lui ha voluto>. Infine la cerimonia si è conclusa con la firma dei verbali di cui ha dato lettura il cancelliere della diocesi don Carlo Cani. <Con gioia ed emozione, ho sottoscritto i verbali di riconsegna della Basilica di Ssnt'Antioco Martire alla Diocesi di Iglesias e alla Parrocchia- ha commentato il sindaco Ignazio Locci- Una “restituzione” che avviene dopo gli importanti lavori di restauro e consolidamento che l’hanno resa ancora più bella, affascinante e accogliente. Opere che resteranno nella storia della nostra Comunità e nel cuore dei fedeli. In occasione della Festa del Patrono della Sardegna, si è perfezionato il rito della Dedicazione della Basilica al Glorioso Martire: a partire da oggi, dunque, lo “scrigno” che custodisce le reliquie del Patrono di tutti i sardi sarà nuovamente dedicato al culto. E potrà essere ammirato in tutta la sua bellezza in un rinnovato splendore>.

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