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Teulada. Presentato Riu Mannu – the land(g)uage grabbing di Micheli Ladu.

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Giovedì trenta luglio nel giardino della Casa Baronale di Teulada è stata presentato Riu Mannu – the land(g)uage grabbing, un romanzo in lingua sarda pubblicato da NOR Edizioni nel 2019, scritto da Micheli Ladu, classe 1975 orignario di Ollolai e operatore dell’ufficio linguistico regionale. Ad introdurre Annalisa Caboni, coordinatrice degli sportelli linguistici della Provinicia del Sud Sardegna, che ha spiegato come il romanzo sia “piccolo” nel numero delle pagine ma davvero “grande” nei ragionamenti. È l’autore stesso a spiegare la motivazione di questa scelta: il “sardo” non ha bisogno di molte parole per farsi comprendere e dunque in maniera assolutamente leggera e divertente, muovendo da un’esperienza comune a tutti i nati dagli anni 50 agli anni 80 (la visita di leva), nel racconto vengono trattate tematiche molto profonde che vanno inevitabilmente ad immergersi in quello che è il “Riu Mannu” dell’identità di noi sardi, che è un qualcosa di estremamente complesso e necessariamente “liquido”, in perenne cambiamento e movimento.

Ladu a domanda precisa ha spiegato che ha scritto in sardo per necessità: è la lingua, con tutte le sue sfumature (sappiamo benissimo come molte espressioni tipicamente sarde siano difficilmente traducibili in italiano con immediatezza) che aiuta a creare una visione del mondo diversa. Inoltre il testo vuole essere anche un esperimento linguistico che potrebbe essere letto come un tentativo di costruire un ponte sul Riu Mannu costituito dalle tante varietà locali. Ovviamente la base lessicale è barbaricina, ma con grande abilità l’ autore – sposato con una orrolese e residente a Cagliari da molto tempo perciò conoscitore anche delle varietà più meridionali – sfrutta a pieno la ricchezza della lingua sarda utilizzando in maniera frequente all’ interno della stessa frase dei geosinonimi (chessa e modditzi, pipiu e pitzinnu, mandicare e papare) in modo da rendere comprensibile il testo, ovviamente con un minimo di impegno, a chiunque conosca una qualsiasi varietà locale di sardo. Ad agevolare ulteriormente la comprensione la costruzione essenziale e lineare dei periodi descrittivi e dei dialoghi che riflettono perfettamente il modo il di parlare dei sardofoni.

Dunque una lettura consigliatissima per chi ama la lingua sarda e più generale le “questioni” di Sardegna.

Roberto Pinna

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