Care amiche e cari amici che seguite i miei post su facebook e che leggete questo articolo sul quotidiano online TG24-Tentazioni della Penna, vi confesso che, dopo l’entusiasmante viaggio della scorsa estate in Crimea e nell’antica Caffa, per il 2020 avevo programmato di visitare la città di Bukhara e la leggendaria Samarcanda con l’intento di ripercorrere una parte del viaggio di Marco Polo. La chiusura di quell’angolo di mondo agli occidentali, non riuscito ai Tartari dell’Orda d’oro guidati dal Khan Ganibek, è purtroppo avvenuta a causa di un nemico invisibile non ancora sconfitto. Come tutti voi, in questi mesi ho osservato le regole del lockdown, continuerò a rispettare scrupolosamente le norme anche nel viaggio di studio in Francia che ho appena iniziato. Se avrete la pazienza di leggermi nei prossimi giorni, vi parlerò di una Francia poco conosciuta. E’ una storia che si intreccia con il Rinascimento italiano, con Leonardo da Vinci, ma anche con gli antichi Shardana che portavano in Provenza l’ossidiana del Monte Arci e l’argento e con Giulio Cesare che conquistò la Gallia. E’ una storia che inizia con la visita al villaggio troglodita di Barry a Bollene, a pochi km di Avignone, la città dei papi.
P.S. il covid è ancora tra noi e c’ è anche in Francia, ma rispettando il distanziamento, usando la mascherina e lavandomi spesso le mani non mi fa paura. Ad ogni buon conto, oltre a tutte le precauzioni, ho portato con me anche un termometro laser col quale, due volte al giorno, mi misuro la temperatura.
Angelo Mascia.