Un anno, non lontano da noi, in una terra abitata da esseri dotati di intelligenza, accadde una catastrofe. Da qualche tempo, un tempo che potremmo paragonare al nostro anno di 12 mesi, da qualche parte dello stesso pianeta, gli abitanti cominciarono a morire a causa di un nemico invisibile quanto tenace. Dalle altre parti del pianeta, i pareri non scientifici, cominciarono a suddividersi tra lo scetticismo, l'apocalittico, quello magico-religioso e il negazionista. La comunità scientifica invece, brancolando a tentoni o tentativi, cercava di barcamenarsi per trovare nuove cure per gli abitanti...quelli coi pareri contrastanti rispetto all'oggetto della questione. Vari esponenti del palazzo decisionale, passando dalla sottovalutazione, derisione e negazione, ben presto si ritrovarono in una situazione senza precedenti e alla quale dover far fronte con cautela e velocità. Situazione paradossale: cautela e velocità. Quasi un ossimoro.
Essendo un pianeta diviso in settori, ciascun settore cerco di trovare soluzioni, non basate sull'esperienza, data la novità, ma sull'intuito, la cultura, le tradizioni proprie di quel settore. Data questa modalità che per comodità potremmo definire "creativa", in molti morirono per tentativi, non meno scientifici del bastone utilizzato dai primi abitanti di quello stesso pianeta. "Per prove ed errori"...molti!
Un Settore, quello di cui vogliamo parlare, colpito duramente fin dal principio e per ironia della sorte, quello guardato con sufficienza dai Settori limitrofi, a livello decisionale generale, pensò percorribile l'adozione di un piano di ricovero casalingo onde evitare ulteriori e imprecisati catastrofici scenari. Si può immediatamente immaginare che gli abitanti, reagiro a seconda della loro propensione negazionista, magico-religiosa ecc... Qualunque fosse il pensiero di ciascuno, l'imposizione "per il bene del paese" del capo supremo del settore, obbligò tutti a un tempo di stand-by. Anche gli approvvigionamenti diventarono difficili e, mano a mano che le restrizioni si facevano più drastiche, l'ingegno s'aguzzava. Gli organi d'informazione, fatti dalle persone di quel pianeta, dentro le informazioni mettevano un pochino del loro pensiero e districarsi in un limbo vasto di parolai, divenne tortuoso. In quel tempo, la popolazione di quel Settore, trovò modi per non cedere e soccombere alla solitudine sociale con un sistema di "vulimmosse bbene" che passava dal commovente strettissimo allo smielamento falso. Un afflatto a distanza e la speranza, finito il tragico momento, di un pianeta diversamente migliore. Col tempo, molti morti dopo e indici T/Q, T/K e QI 0, il Potere Decisionale, aprì le gabbie. Se tra i lettori ci fossero gli appassionati dell'horror, è facile immaginare la scena di uno dei tantissimi film sugli zombies. Velocizzando i fotogrammi, si potrebbero immaginare, orde di abitanti notevolmente appesantiti, bianchi come cenci, abbigliati stretti, giacché non si poteva nemmeno andare negli spacci ad acquistare abiti uscire dall'antro per andare in ogni dove immaginabile. Tutti liberi di riprendere la vita, con lo spauracchio della morte. Il Potere Decisionale di un Settore emozionale come "vulimmosse bbene", si trovò a dover arginare l'esuberanza e così pensò bene di riparare i musi e gli arti, con delle barriere. Intanto, sempre più euforici per la libertà e sempre meno attenti ai parolai e ai comitati scientifici, gli abitatori del Settore, passarono dall'affetto al "chicazzoseifreganullaamedite" e, al termine di una bella stagione in contrasti, piano piano, cominciava a paventarsi l'ipotesi di un nuovo stand-by obbligatorio.
I parolai ripresero a parolare. I Comitati Scientifici a propagare teorie in contrasto e il Potere Decisionale a proporre suggerimenti di comportamento e spauracchiare chiusure in modo altalenante.
Diversi abitanti, si fecero riprendere dalla paura. Molte fobie cominciarono a riprender piede, la scaricabarillite divenne la malattia principale e ai Merlino incaricati di trovare la pozione magica, toccavano ora gli allori, ora le pire.
Un piccolo abitatore del settore, un giorno, chiuse la macchina paroliera, aprì la porta, guardò di fuori e vide la bellezza del tutto e pensò alle tante, troppe altre volte che quello stesso pianeta, quegli stessi abitanti, in epoche differenti, avevano attraverso avversità immani sopravvivendo. Pensò che il grande segreto stava nel viveve per vivere e non nel vivere per non morire.
Quel piccolo abitante pensò anche che avrebbe affrontato ciò che il momento avrebbe presentato senza troppi sconvolgimenti. Ricordò una frase senza senso apparente e non gli sovveniva dove l'avesse sentita, tuttavia in quel momento gli tornava utile, piano piano la recitò all'immensa bellezza...
"Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie"
Claudia Serra
foto web