Capita spesso di sentire nei vari mezzi di comunicazione la parola sovranista usata come espressione di spregio riferita ad un pensiero forte che richiama all’indipendenza di una Nazione, indipendenza che a sua volta nasce dalle caratteristiche culturali, etniche e ideali di un popolo, che in quella Nazione si riconosce e nelle quali crede.
Brutto neologismo, con quel suffisso “ista”, che indica persona fissata o fanatica o interessata a furfanterie, in questo caso veteronazionaliste , ma in altri casi, per esempio con il termine “ambientalista” si cerca di continuare a indicare un mondo di persone bizzarre, un po’ fuori dagli schemi, pervicacemente fissate su temi di scarsa importanza che invece stanno diventando di interesse comune, o almeno dovrebbero esserlo. Continuando con l’esempio oggi il tema dell’Ambiente è così denso di preoccupazioni, anche per i rischi della salute di tutti, che tutti appunto ce ne dovremmo occupare attivamente.
Però basta storpiare un termine con l’aggiunta del citato suffisso e si può ottenere di ridicolizzare avversari o in generale quelle persone dotate della possibilità di rompere le uova nel paniere, cioè di smascherare intenti non comunicabili. Non ci vuole molto: soprattutto in Italia, se lanci uno slogan o almeno una parola, ci saranno milioni di “ripetitori” pronti a farla circolare, convinti pure di essere, per questo, più apprezzati.
Dall’altra parte ci sono, invece, i Sovrani, quelli veri, senza “isti”, quelli che già comandano davvero e che sperano di essere Sovrani anche sulle nuove aggregazioni di Stati nel mondo globalizzato. Qualcuno potrà immaginare per esempio Elisabetta smettere di essere Regina di Gran Bretagna, del Canada, dell’Australia, della Nuova Zelanda e di altri 20 Stati- ancora colonie di sua maestà? E gli USA smetterebbero di governare su tanti Stati extraterritoriali, come Panama o Costarica anche senza che ciò risulti ? Qualcuno, a proposito, ha mai osservato come i Presidenti del Consiglio italiani, prima di diventare tali, vadano a chiedere un placet agli USA?
Più prosaicamente l’antisovranismo predicato ci permetterà di vedere americani cantare canzoni di Battisti, Paolo Conte o Lucio Dalla e gli Inglesi apprezzare la Moda italiana, dopo che hanno riempito il mondo di luoghi comuni sulla loro presunta, ma mai verificata, eleganza?
Dubbi sul fatto che la guerra tra Sovrani e Sovranisti sarà vinta dai primi e che sarà solamente un’ulteriore occasione di governare la finanza mondiale, approfittando anche dell’Europa Unita e quasi tutta supina alle voglie del Mercato?
Quando Renzi propose il Referendum sulle modifiche alla Costituzione Italiana, fino al giorno prima decantata come la migliore del mondo anche da quel Benigni, costretto a cambiare idea subito dopo, sperava di cancellare la dicitura che sul popolo SOVRANO?
P.G.Testa