E’ paradossale che un ciclone tropicale si sia abbattuto in piena Barbagia, in zona montana, non molto tempo fa sede di nevicate, anche abbondanti. Al netto delle responsabilità da parte di orrori edilizi in terra, si può osservare come i fenomeni atmosferici, un tempo ignoti in Sardegna, oggi siano presenti, ma che non si voglia guardare in alto, al fine di scoprirne le cause.
In alto, non solo perché dall’alto provengono i fenomeni, ma soprattutto perché molto in alto stanno gli interessi che, anche in questo, come in altri casi, sarebbe imprudente infastidire.
Certo se continuassimo a scaldare l’atmosfera con la combustione di fossili come stiamo facendo da ormai quasi due secoli di “Rivoluzione” industriale, non ci basterebbero le lacrime per piangere i morti che anche in questa catastrofe, stanno aumentando ogni anno nel mondo, catastrofi ambientali che non si limitano a riversarsi sui territori appartenenti a chi le causa, ma, essendo, per esempio, l’atmosfera priva di confini, gli scarichi di decine di migliaia di aerei che quotidianamente ci sorvolano, andranno a riguardare non solo i territori, sede degli aeroporti di partenza e di arrivo, ma anche cittadini innocenti in altre zone.
Ma come si potrà fermare l’industria turistica, che sembra essere la massima responsabile degli inquinanti viaggi aerei intercontinentali, ritenuta indispensabile “per la conoscenza e la fratellanza tra i popoli”, da chi non pensa mai ai guadagni spaventosi che da essa derivano?
E chi avrà l’ardire di chiedere agli americani, noti detentori del primato in Democrazia, se sia lecito che scarichino miliardi di tonnellate di inquinanti nell’atmosfera che appartiene a tutti, proprio a loro che stanno organizzando viaggi turistici sulla Luna, per i quali si sono prenotati attori e “uomini di cultura”?
In una trasmissione RAI pomeridiana è stato dichiarato che l’Italia paga un prezzo per l’inquinamento da combustibili fossili di 53 miliardi di Euro l’anno; non so come ciò sia stato calcolato, ma raccontata così, la cosa avrà poco seguito. Nessuna ridda di servizi televisivi pluri-quotidiani, nessun appello a scienziati, anche perché, quelli veri, in quest’ambito sono tutti d’accordo tra di loro, nessuna caccia al negazionista, in quest’ambito pronto a dire che non c’è nessun problema ambientale, soprattutto se a dirlo si viene ben pagati.
Bitti è entrata prepotentemente nei televisori degli italiani, ma in fretta ritornerà nel dimenticatoio, così come succederà alla spiaggia di Maladroxia, definita da Alberto Lamarmora “la più bella spiaggia del Golfo di Palmas”, contemporaneamente alla giornata di Bitti, scomparsa per una sciroccata mai vista prima. Non se ne parlerà più, un po’ per paura che non ritornino i turisti, un po’ per non “mettere il naso sugli affari degli altri”, cioè di quelli che dalle nostre disgrazie continuano indisturbati a guadagnare.
Pier Giorgio Testa
PERISCOPIO SULLA SOCIETA'. BITTI, OH CARA !
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