È ancora autunno ma le temperature sono quelle invernali , una pioggia di foglie cade dal cielo colorando di bruno-ramato marciapiedi e quel che è rimasto del manto erboso. Pochi giorni ed è ormai Natale, nell'anno disseminato di assenze e di abbracci negati . Le distanze si estendono sempre più , mentre volteggiano i ricordi dei tanti natali in un turbinio di emozioni . L'albero, il Presepe , i doni, i volti amati ,ma più di tutto l'atmosfera gioiosa , quasi magica dei giorni della vigilia. Allo scorrere delle immagini una grande tristezza mi assale, non voglio piangere , già troppe lacrime la terra si è portata via bagnando domande che non troveranno risposte insieme alle preghiere silenziose in fondo ad una chiesa . Le vie della città si sono vestite di luminarie, travestite di luci su luoghi deserti dove le ombre si spandono sugli edifici che brulicano di vita , un formicaio di vite senza regine . Francia , 24 dicembre 1970 il grande tavolo ovale è apparecchiato a festa , anche le prolunghe sono state montate per fare spazio e accogliere più commensali . I' Albero di Natale troneggia nella sala da pranzo fino a toccare il soffitto, e, sotto , il presepe fa da fondamenta rilucendo nell'attesa di Gesù Bambino . Noi piccoli si andava a dormire presto la sera , ma la notte del 24 si aspettava eccitati l'arrivo di Babbo Natale con i suoi doni . Quell'anno però, avevo fatto arrabbiare molto i miei , non ricordo cosa avessi combinato, all'epoca potevamo ancora giocare in sicurezza in strada ed io non ero proprio una bambina "convenzionale", ero un maschiaccio che faceva pure a botte , giocavo con le biglie , tornavo a casa ogni tanto con i pantaloni strappati , mi arrampicavo sugli alberi e portavo sempre i pantaloncini sotto la gonna ...ma adoravo le bambole , gli animali, colorarmi le unghie umettanto con la lingua la punta dei fiammiferi , truccarmi le palpebre con il borotalco e avevo pure , ahimé, tagliato con le forbici il collo a barchetta dell'abito da sposa di mia madre che non ero riuscita a togliermi nella concitazione per paura di essere sgridata....per fortuna lei se n'è accorta anni dopo ! Quell'anno , appunto , forse, Babbo Natale per me non sarebbe arrivato, non mi ero comportata bene per meritarmi qualche strenna natalizia, ma nonostante tutto io aspettavo con trepidazione il suo arrivo . Così allo scoccare della mezzanotte senza vederlo Babbo Natale era arrivato e come una Cenerentola era scappato via lasciando come scarpetta di vetro tanti doni , ma non i miei ! Ero già pronta ad esternare il melodramma della mia disperazione quando comparve mia madre con 2 pacchi enormi infiochettati dicendomi che Babbo Natale aveva deciso di darmi un'altra possibilità , tra le lacrime li aprii e vi trovai la corrozzina inglese e un bambolotto biondo , con occhi e un vestito di maglia azzurri ,ciuccio , biberon e disco pianto incorporato . La scena è immortalata in più fotografie , conservate in un cassetto nella casa paterna . Quella carrozzina è stata poi per i due anni successivi , il mezzo di trasporto di mio fratello più piccolo, Albert, che a forza infilavo lì dentro con il fondo di cartone che fortunamente ha retto il suo peso evitando rovinose cadute sul pavimento ! Da quel Natale sono tracorsi tanti decenni , tanti altri si sono succeduti . Li conservo dentro di me come memoria della mia anima insieme alle persone care e a quelle che non ci sono più , sono tutti un pezzo di casa che mi porto dietro. Lontana dalla mia isola, lontana dagli affetti questo Natale non sarà lo stesso , dallo schermo di un telefono abbraccerò mia madre , cercando di inspirare il profumo della gioia e della condivisione che lei ci ha insegnato , abbraccerò fratelli e nipoti , amici lontani , velato di malinconia , non avrà lo stesso calore ma avrà il sapore dell'attesa e della speranza , l'arte della lontananza che ci siamo abituati a dipingere . Tra pochi giorni costellerò il mio Albero di addobbi e luci, insieme al mio Presepe ripetendo gli stessi gesti degli anni passati e forse sentirò un po' nell'aria lo spirito del Natale e la sua magia .
Donatella Pintus