Mustafa è un nostro amico e ha quarant’anni, due figli e una moglie in Senegal. Il piccolo ha compiuto tre anni ieri. Non lo vede da due anni, non l’ha visto a Natale, non l’ha visto a Capodanno ed è piuttosto probabile che l’unico ricordo che il bambino ha del padre sia un’immagine proiettata da un telefonino. L’unica relazione possibile con i suoi cari, da due lunghi, maledetti, anni. Il telefonino e una connessione wifi, ciò che qualcuno sostiene che lui - per essere accolto da noi - non debba avere. Mustafa a volte lavora per 50€ la settimana, quasi tutto va giù in Senegal: per la casa, la moglie, i figli. Secondo voi è vita? Sì, lo è. La prossima volte che vi lamentate della settimana bianca che salta, del bar chiuso alle 18.00, del cenone rinviato, pensate a Mustafa e ritenetevi fortunati di essere nati da questa parte del Mondo
Michele Piras