NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
19
Sun, Apr
0 Nuovi articoli

Cagliari. Indetta la seconda edizione del Premio CORECOM Sardegna "GIANNI MASSA"

Ritagli
Aspetto
Condividi

Il Comitato regionale per le comunicazioni della Regione autonoma della Sardegna (CORECOM), in qualità di organo di consulenza della Regione per l’elaborazione e l’attuazione delle politiche regionali nel settore delle comunicazioni, contribuisce alla promozione di adeguate iniziative affinché si favorisca l’educazione ai media, nonché l’uso responsabile dei mezzi di comunicazione, la conoscenza, la capacità di analisi e di interpretazione critica dei linguaggi, dei contenuti e dei messaggi trasmessi. In questo quadro, a tutela e garanzia dell’utenza, con particolare riferimento ai minori, alla luce del successo conseguito lo scorso anno, il Comitato indice per l’annualità 2020 la seconda edizione del Premio CORECOM Sardegna “GIANNI MASSA”.

GIANNI MASSA
Autorevole punto di riferimento nel mondo dell’informazione isolana, iniziò la sua carriera giovanissimo, a soli 17 anni, nel Corriere di Tripoli e per vari decenni ha rappresentato la personificazione dell’AGI in Sardegna, l’Agenzia giornalistica nella quale era stato assunto nel 1960. E’ stato, altresì direttore responsabile del Messaggero Sardo, il periodico fondato nel 1969 col finanziamento della Regione, per tenere i contatti con gli emigrati sardi nel mondo ed ha collaborato con diverse testate, tra le quali il quotidiano milanese Il Giorno. Ha ricoperto l’incarico di Vicepresidente dell’Associazione Stampa Sarda e di Presidente del Co.re.rat, il Comitato regionale antesignano dell’attuale Corecom.


IL CONCORSO 
Per l’edizione 2020 il tema individuato è quello relativo all’uso consapevole delle tecnologie telematiche da parte dei RAGAZZI, con particolare riferimento ai fenomeni dell’incitamento all’odio, del bullismo, del cyberbullismo e del cyberstalking.

Tali fenomeni sono noti da tempo nella loro gravità, tanto che fin dal 2004 la Commissione europea ha istituito il “Safer internet day”, la giornata mondiale per la sicurezza in Rete, che si celebra ogni anno, il secondo martedì del mese di febbraio, con l’obiettivo di far riflettere studenti e studentesse sull’uso consapevole degli strumenti tecnologici e sul ruolo attivo che possono esercitare utilizzando la rete in modo sicuro e positivo.

Del problema si è occupato anche il legislatore nazionale che è intervenuto approvando la legge n. 71 del 2017 (prima firmataria la senatrice Elena Ferrara) “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo.”

Come sottolineato dalla relazione che accompagna la proposta di legge: “Il «cyberbullismo» è un fenomeno che si è sviluppato a seguito dell’ampio utilizzo dei mezzi di comunicazione online da parte di giovani e preadolescenti. Il termine indica l’atto di bullismo compiuto da un soggetto (cyberbullo) che, prevalentemente mediante i social network, offende la vittima mediante la diffusione di materiale denigratorio (testi, foto e immagini) o la creazione di gruppi «contro».

Si tratta di un uso inappropriato della rete, realizzato fuori dal controllo degli adulti, con cui i ragazzi si scambiano contenuti violenti, denigratori, discriminatori, rivolti a coetanei considerati «diversi» per aspetto fisico, abbigliamento, orientamento sessuale, classe sociale o perché stranieri. Dalla ricerca realizzata da Ipsos per l’organizzazione Save the Children si evince che i 2/3 dei minori italiani riconoscono nel cyberbullismo la principale minaccia che aleggia sui banchi di scuola, nella propria cameretta, nel campo di calcio, di giorno come di notte.

Per tanti di loro, il cyberbullismo arriva a compromettere il rendimento scolastico (38 per cento che sale al 43 per cento nel Nord-Est), riduce il desiderio di frequentazione sociale (65 per cento, con picchi del 70 per cento nelle ragazzine tra i dodici e i quattordici anni) e può comportare una serie di conseguenze psicologiche compresa la depressione (57 per cento, percentuale che sale al 63 per cento nelle ragazze tra i quindici e i diciassette anni, mentre si abbassa al 51 per cento nel Nord-Est).

Per il 72 per cento dei ragazzi intervistati (percentuale che sale all’85 per cento per i maschi tra i dodici e i quattordici anni e al 77 per cento nel Sud e nelle Isole) rappresenta la maggior minaccia del nostro tempo.

È percepito come pericolo più grave rispetto al problema della tossicodipendenza (55 per cento), della molestia da parte di un adulto (44 per cento) o del rischio di contrarre una malattia sessualmente trasmissibile (24 per cento)”.

Come si legge sempre nella suddetta relazione “diverse sono le modalità per mezzo delle quali i ragazzi raccontano di poter mettere in atto i comportamenti aggressivi una volta individuata la vittima: si rubano e-mail, profili, o messaggi privati per poi renderli pubblici (48 per cento), si inviano sms/mms/email aggressivi e minacciosi (52 per cento, lo fanno soprattutto le femmine preadolescenti, la cui percentuale raggiunge il 61 per cento), vengono appositamente creati gruppi «contro» su un social network per prendere di mira qualcuno (57 per cento), o ancora vengono diffuse foto e immagini denigratorie o intime senza il consenso della vittima (59 per cento, con picchi del 68 per cento nel Nord-Est), o notizie false sul soggetto da colpire (58 per cento).

La modalità d’attacco preferita dai giovani cyberbulli è la persecuzione della vittima attraverso il suo profilo su un social network (61 per cento)”.

Considerando che anche nella precitata legge viene a più riprese indicata la “necessità di favorire nei ragazzi comportamenti di salvaguardia e di contrasto, agevolando e valorizzando il coinvolgimento di ogni altra istituzione competente, ente o associazione, operante a livello nazionale o territoriale, il CORECOM Sardegna ha inteso cogliere questo invito dedicando l’edizione 2020 del Premio “Gianni Massa” al tema dell’uso consapevole delle tecnologie telematiche da parte dei ragazzi nei termini delineati, con l’obiettivo di promuovere, in continuità con le altre iniziative assunte in passato, un’occasione di riflessione critica su un fenomeno che si presta ad essere analizzato sotto numerosi aspetti ( sociologici, psicologici, pedagogici , giuridici, sociali ecc.).

 

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Iscriviti!! E' Gratis

Iscriviti attraverso il nostro servizio di abbonamento gratuito di posta elettronica per ricevere le notifiche quando sono disponibili nuove informazioni.
Pubblicità