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Pensando all'avvicinarsi del Santo Natale

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Pensando all'avvicinarsi del Santo Natale, tradizionalmente ma convinto, scrivo per gli Amici e per quanti vorranno leggere le mie riflessioni. Il freddo ha preso possesso di tutto. Gli alberi spogli e grigi dormono nella campagna, nei viali e nelle piazze. La gente, si aggira frettolosa, silenziosa, imbacuccata nei capotti e negli scialli spesso inadeguati a difendere dal gelo. Gli usci si chiudono, mentre i comignoli continuano a fumare.
Non il gridare festoso dei bambini che rientrano dalla scuola, non il chiamarsi di casa in casa, non l’abbaiare dei cani … Il paese più che strano appare sofferente … stregato, come uscito da una favola.
Nel roseto, un bocciolo attende che tutto attorno si faccia silenzio e nel segreto della notte, illuminato dalla pallida luce della luna, si apre alla vita e sorride ai tenui colori dell’aurora. Per gradi prende confidenza con la luce e riscalda le sue tenui corolle ai raggi del sole.
Con lui si svegliano al nuovo giorno gli uccellini che fra i rami bevono la rugiada del mattino; svolazzano felici e cantano la gioia di esistere.
Un gattino gioca con i fili d’erba …
Si aprono gli usci: i bambini con gli zainetti sulle spalle si chiamano l’un l’altro … la stradina che porta alla scuola si anima di corse e di voci. Una campanella suona argentina.
Una notte di duemila anni fa a Betlemme un Bocciolo umano si è aperto alla vita. Nelle poche e povere case tutti dormivano ancora quando la notte veniva rotta dal vagito di un neonato. La Mamma, Maria, lo aveva dato alla luce in una grotta adibita a mangiatoia e forse rifugio dei pastori. Il bocciolo è Gesù! Si, quel Gesù che noi abbiamo imparato a conoscere, cresciuto fra di noi e che con noi ancora cammina e per sempre camminerà.
E’ nato lontano dal chiasso, dalla ricchezza, dal vociare alterato dei potenti … fra la bellezza di una notte stellata e serena, cullato fra le braccia della Mamma, ninnato dalla dolce melodia, dall’uomo sofferente ormai dimenticata.
“Gloria a Dio e Pace in terra agli uomini amati da Signore!”
Li sentite?! Sono loro, gli Angeli! Si fanno annunziatori della nascita di Gesù, il Dio con noi! Ma come, annunciano l’evento ai pastori, ai poveri, agli ultimi, ai senza voce e senza diritti?!
La notte, nei palazzi dei re e dei potenti si fa festa, baldoria fino all’alba. Non hanno udito il vagito del nuovo nato e d’altronde, occupati in giochi di potere, non avrebbe avuto alcun interesse la nascita di un bimbo! Ne nascono e ne muoiono tanti!
“Vi è nato un figlio! Andate, lo troverete avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia”.
Sono sempre gli angeli ad annunziare e invitare i pastori che, subito, lasciate le loro greggi, si avviano festanti e curiosi.
Ma si, è una storia vecchia di duemila anni, buona per i bambini, per i semplici e i creduloni!
Eppure questo bambino, chiamato Gesù, era stato annunciato e profetizzato secoli prima dai Libri sacri fin dai primordi dell’umanità, come il Messia, il Figlio di Dio, il Salvatore, il Dio con noi.
Le pagine della storia parlano della sua vita fra di noi, del suo insegnamento e testimonianza! Ma, sarebbe sciocco convincere chi non crede e festeggia il Natale senza Gesù.
Il Natale è la festa della Famiglia, - “Vi è nato un figlio!” -: Gesù è nostro Figlio, fratello, nipote … Riappropriamoci del Natale, difendiamolo dal consumismo, dagli orpelli, dalla mondanità … ritorniamo a Gesù, la vita nuova, la sola capace di sciogliere il gelo della vita.
Che in ogni famiglia cristiana non manchi il Presepe, povero, essenziale, costruito assieme, con Amore. Non potrò partecipare personalmente alla Santa Messa?! Non ha importanza. Facciamo si che la nostra Famiglia sia Chiesa e Grotta dove Gesù nasce.
Natale ci parla di umiltà, di povertà, di tenerezza, di serenità, di amore … di pace … di rinascita.
Rinascita! La situazione di pandemia che il mondo vive ci chiama all’urgenza di rinascere dentro, disponibili con umiltà e spirito di servizio a dare speranza, Il segreto è ritornare alla purezza propria del bambino - come dice Gesù -, trovare dentro di noi la capacità di smussare le asperità, le incrostazioni del tempo che hanno creato attorno al nostro cuore insensibilità e indifferenza.
Al paralitico che chiedeva il miracolo, Gesù dice come prima cosa: “Ti sono rimessi i tuoi peccati”. La pace dell’anima sta al fondamento di ogni rinascita personale e comunitaria. Altrimenti, si debellerà sì il Coronavirus, grazie all’intelligenza insita nell’uomo, ma persisterà il peggior virus, quello della sete di potere e di dominio da parte del più forte, di chi, soffiando sul malessere manovra le masse e incita alla violenza. Questo è il virus più diffuso nel mondo e il più difficile da estirpare.
Da sempre ho amato il Natale e l’ho posto a fondamento dell’esistenza della Comunità umana.
“GLORIA A DIO E PACE IN TERRA AGLI UOMINI AMATI DAL SIGNORE”!
Franco Perella

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