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Nuxis. Bene la prima teatrale proposta dalla ludoteca Adest e da tutte le associazioni del paese

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Domenica scorsa, di primo mattino, educatrici, volontarie del Servizio Civile, componenti del Gruppo Folk Sant’Elia Nuxis, dell’associazione socioculturale Su Coromeddu e i genitori dei bambini della ludoteca Adest hanno allestito la scenografia per la messa in scena della commedia “SA DOMU DE SA DONNA”. Per tutta la giornata hanno lavorato gomito a gomito concludendo a notte fonda con lo sgombero dei materiali e della vegetazione utilizzati per la scenografia.
Dire che è stato un successo è sicuramente il risultato più bello per chi ha recitato, ideato e scritto la rappresentazione. "E' stato il battesimo sulla scena per la prima volta di tanti piccoli attori - spiegano gli organizzatori- lo spettacolo teatrale potrebbe non è stato eccellente dal punto di vista scenico, sicuramente lo è stato per la ricchezza di rapporti umani che ha generato e per l’impegno profuso per la realizzazione. La condivisione, l'aiuto reciproco, la conoscenza e l'aspetto ludico ed educativo che ha prodotto è di gran lunga l'aspetto migliore di ciò che è stato rappresentato- concludono- In una società dove i rapporti di "buon vicinato", quelli che permettevano il confronto e generavano comunità, sono molto fragili o addirittura inesistenti, la ludoteca rappresenta oggi una valida alternativa". A fine serata e dopo aver offerto un assaggio di prodotti locali, si è tenuta una discussione in lingua sarda, de is contus po fai a timi. Discussione moderata da Luca Sarriu e animata dagli interventi di Roberto Pinna e Guido Cadoni.
Le ludoteche Adest, si inseriscono nel territorio del basso Sulcis con l’intento di garantire ai bambini e ai loro genitori un luogo educativo protetto dove attraverso il gioco, possano scoprire valori quali l’amicizia, la cooperazione e la condivisione. Gli educatori della cooperativa Adest e le ragazze del Servizio Civile Nazionale tra le attività programmate all’interno del Servizio Ludotecario Adest comprendente i paesi di Santadi, Nuxis e Villaperuccio, dedicano ampio spazio alla riscoperta della cultura della Sardegna. Ritenendo fondamentale per una crescita adeguata dei bambini la conoscenza e la salvaguardia delle proprie “radici” a tal proposito, da circa un anno e con l’aiuto della popolazione anziana del basso Sulcis, si sono raccolte diverse leggende e “contus antigus”. Tra tutte le leggende, una in particolare ha attratto la curiosità dei bambini e degli operatori.
Tale mito racconta di una nobildonna che “andara a Casteddu ponend is ferrus de su cuaddu a s’arrovesciu po no cumprendi abui depera andai, poita ca di fura bestiamini mera in su monti, aici non si cumprendera abui furriara” (contus de sa genti dde Nuxis). L’ Angius-Casalis indica questa signora come la nobile Benedetta marchesa di Massa e giudicessa di Calari vedova di Barisone II Serra-Lacon, cacciata in esilio a Nuxis da Lamberto (secondo marito) e Ubaldo Visconti. La Donna si spostava a Cagliari per osservare l’agire dei due fratelli.
A Nuxis sono ben evidenti i resti murari della villa medioevale ai piedi del monte Tamara, in prossimità della sorgente Sa Turri. Storia e leggenda si intrecciano e, in seguito alla morte della nobildonna il suo fantasma vaga per i luoghi della dimora terrena.
Il lavoro relativo alla leggenda/storia de “SA DOMU DE SA DONNA” si articola in diverse fasi, quali:
1. Racconto orale della leggenda/storia, sperimentazione della tradizione orale come forma comunicativa
2. Rielaborazione grafica della leggenda per la creazione di un calendario, mirato alla condivisione con la comunità del lavoro svolto in ludoteca
3. Rielaborazione e trasposizione della leggenda finalizzata alla drammatizzazione
4. Trasposizione scenica della storia/leggenda teso alla sperimentazione di una nuova forma di comunicazione
5. Realizzazione di un Foto Romanzo e pubblicazione dello stesso in una rivista regionale, volto alla condivisione a diffusione regionale dei lavori dei bambini delle ludoteche Adest.
Certamente il progetto nelle sue fasi iniziali non prevedeva gli sviluppi attuali. La realizzazione della commedia dal forte valore educativo, lo stesso fotoromanzo e la sua pubblicazione offrono ai bambini nuove forme comunicative e una notevole esperienza oltre al saggiare il lavoro in cooperazione.
La conoscenza del gruppo, del lavoro sinergico, che in questa età è rivolta all’amicizia e al gioco, pone le basi per lo sviluppo di capacità fondamentali per la società futura. Importante ricordare che attraverso il gioco e perciò con una modalità leggera e piacevole, l’educatore ha la possibilità di proiettare nel futuro la crescita adeguata dell’individuo.
La realizzazione di tali passaggi ha necessitato di un impegno non indifferente di risorse umane. Oltre il personale educativo della cooperativa e attraverso la richiesta di Agiuru Torrau, sono stati coinvolti il professor Roberto Curreli gli esperti di lingua sarda Roberto Pinna e Guido Cadoni commediografo e regista teatrale, che avendo riconosciuto la validità educativa del progetto e i possibili risvolti storici che potrebbero dare visibilità al Sulcis, hanno ritenuto fondamentale continuare a portarlo avanti e offrire il loro personale contributo.
Da circa sei mesi i vari Attori del progetto lavorano fianco a fianco, ognuno con la propria competenza componendo un mosaico con i diversi aspetti, fino alla serata della rappresentazione teatrale del 19 luglio.
Claudia Serra

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