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PERISCOPIO SULLA SOCIETA'. Addio Montiferru! Di P.Giorgio Testa

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“Il Montiferru è caratterizzato dalla presenza di cospicue riserve idriche, sia superficiali sia sotterranee. I motivi di tale abbondanza sono legati alla posizione del massiccio e alla sua conformazione geologica. L'area viene infatti colpita dai venti umidi provenienti dal mare, in particolare dal Maestrale, che giunge frontalmente dalla valle del Rodano caricandosi di umidità nel suo tragitto sopra il mare. 08 13 montiferruQueste condizioni determinano nella zona forti precipitazioni, tanto che alla quota sommitale del monte Urtigu la piovosità media annua supera i 1100mm. Ogni inverno sono abbastanza frequenti le nevicate con il manto nevoso che però riesce a mantenersi qualche giorno solo nelle cime più elevate. L'abbondanza delle sorgenti, e quindi il mantenimento dell'acqua anche nella stagione più secca, è invece direttamente legata alla costituzione geologica della montagna, costituita quasi esclusivamente di rocce vulcaniche che sono tanto più permeabili a seconda della presenza o meno di fessurazioni e dall'ampiezza delle stesse, andando ad alimentare i solitamente piuttosto grandi bacini sotterranei, falde acquifere che danno origine a sorgenti tra le quali si evidenziano le sorgenti di Sant'Antioco, vicine a Scano Montiferro, tra le più grandi della Sardegna, con una portata d’acqua che, in inverno e in primavera, raggiunge i 200 litri al secondo. Sono almeno due i principali corsi d'acqua che si generano nel massiccio.”
Questa descrizione, rinvenuta su Wikipedia, non potrà più esserci. E’, anche in questo caso, bastato un giorno per distruggere ciò che era stato creato e mantenuto per decine di secoli se non di millenni. Di una zona boschiva alla cui estremità diversi paesi hanno vissuto tenendo alta, amabile e amata la loro identità sarda restano le lacrime di un pastore che, anziano, vede scomparire un punto di riferimento che lo ha accompagnato tutta la vita, insieme alla rabbia di quelle popolazioni e di quanti, temendo quello che è successo, avevano avanzato un suggerimento, totalmente inascoltato: la Prevenzione.
“Ma per fare prevenzione ci vogliono soldi e noi non ne abbiamo.” Noi chi? La Regione o lo Stato? O sono due diverse poli, utili solamente per il rimpallo di responsabilità?
Oggi le arcinote disquisizioni se siano arrivati elicotteri che forse sono meno utili dei Canadair, se inviati in ritardo o che non agiscono al buio, sembrano totalmente inutili, anche perché elicotteri e Canadair non è mai risultato a nessuno che impediscano gli incendi, arrivano come è naturale spesso in ritardo rispetto alla distruttività del fuoco: questa non è prevenzione, ma solo un tentativo, spesso insufficiente, di riduzione del danno.
A questo glossario errato, anche in altri ambiti, siamo abituati da tempo
In Medicina, per esempio, dobbiamo dire che la lotta al cancro si realizza con i controlli sanitari frequenti, in quanto notoriamente “prevenire è meglio che curare”. L’errore è proprio lì! Quando una persona sana si sottopone ad accertamenti e gli viene scoperto per caso un cancro, non è stata fatta prevenzione, ma solo DIAGNOSI PRECOCE, che è certamente molto utile , ma non è prevenzione, che significa impedire che il cancro si formi, per la quale bisognerebbe lottare contro interessi economici e politici, nazionali e non, per impedire lo sversamento di inquinanti nell’aria che respiriamo e nei cibi che assumiamo.
Un’operazione di vera prevenzione la fece l’Esercito forse 40 anni fa, presidiando il territorio con campi estivi nei boschi sardi e in quell’anno non si ebbero incendi. So che oggi alcuni “indipendenti” storcerebbero, come si è già sentito, il naso, ma si deve essere ancora grati ai militari di allora per quella importante esperienza. Qualcuno penserà che l’Esercito italiano debba essere impiegato in Afganistan o in Iraq, con i bei risultati ottenuti, per cui da quando gli eserciti, per 20 anni occupanti , si sono ritirati, sono ritornati i Talebani. Per quelle missioni i soldi c’erano. Oggi a noi ci vengono lasciate diatribe se siano i pastori o gli speculatori o gli interessati ai rimboschimenti o gli stagionali a causare gli incendi, mai fortuiti; come si vede sempre di denaro stiamo parlando!

Pier Giorgio Testa

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