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Qui Parlamento. Dalla camera dei deputati Francesco Sanna

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Dai primi di settembre è ripresa a pieno ritmo l'attività politica e il lavoro in Parlamento. I temi dell'agenda politica riguardano l'EMERGENZA UMANITARIA: migliaia di cittadini fuggono dall'Africa e dall'Oriente verso L'Europa a causa delle guerre, delle persecuzioni e della fame.

L'Europa politica purtroppo, pur con qualche buona iniziativa dei singoli Stati, non ha ancora dato una risposta efficace e univoca a favore dei profughi.
L'azione diplomatica italiana, per una politica comune di accoglienza, comincia però a trovare alleati (Germania e Francia) e ciò mi induce a sperare in una soluzione positiva per i rifugiati, all'altezza dei valori civili di solidarietà su cui si fonda la cultura europea.


RIFORME E LEGGE DI STABILITA'
Nelle Aule parlamentari affrontiamo i problemi interni all'Italia: Riforme e Legge di Stabilità. Sulle riforme costituzionali, e in particolare sull'abolizione del "bicameralismo perfetto", con la nascita del Senato delle autonomie, composto da 100 membri eletti nelle Regioni, tra consiglieri regionali e sindaci, sembra profilarsi un accordo.
Lunedì parteciperò alla Direzione nazionale PD che farà il punto sul tema, indicando una soluzione capace, spero, di garantire l'unità dei democratici e una solida maggioranza in Senato.
Che ci possa stare una indicazione popolare e contestuale alle elezioni di coloro che andranno a Palazzo Madama. Ma i futuri senatori rappresenteranno le istituzioni che gli designano, e dovranno avere ben saldo e continuativo il rapporto con le istituzioni da cui vengono, e quindi è opportuno mantenere una elezione di secondo grado. Come mi è capitato di dire con un paradosso in una intervista a Radio Radicale potremo sì avere i singoli senatori eletti dal popolo, ma il Senato dovrà essere designato dai Consigli Regionali, perché in caso contrario si perderebbe il senso vero della riforma ( far partecipare le autonomie locali e regionali alla formazione delle leggi che impattano su di loro, e distinguere tale partecipazione dalla rappresentanza della nazione e dall'indirizzo politico che si esprime nel potere di dare e togliere la fiducia al Governo).

Molto importante è anche il lavoro che nelle prossime settimane ci attende sulla Legge di Stabilità. I primi segnali della ripresa che provengono da vari settori economici, la diminuzione della cassa integrazione, e l'aumento dell'occupazione con la crescita dei contratti stabili, necessitano di "Una manovra espansiva e non di rigore" (cit. M. Renzi). Per questo la Legge di Stabilità prevederà tagli alle tasse e investimenti per lo sviluppo di circa 20 miliardi di euro.

E mentre in Sardegna il Consiglio Regionale si appresta a discutere della riforma degli Enti Locali, alla Camera dei Deputati, in Commissione Affari Costituzionali, il Partito Democratico ha chiesto di calendarizzare la discussione del progetto di legge a mia prima firma sulla revisione dello Statuto sardo sulla medesima materia.

VERTENZA SARDEGNA
In questo quadro come parlamentari sardi siamo impegnati, insieme a Francesco Pigliaru, a mantenere acceso il faro sulla Vertenza Sardegna, in particolare sui temi delle entrate, dell'industria ( costo energia e ripresa produttiva nei poli industriali) e dell'ammodernamento infrastrutturale dell'Isola. Nei giorni scorsi ho partecipato a Palazzo Chigi alla riunione con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti e la RSU ALCOA, che ha passato in rassegna i temi della vendita dell'unico stabilimento italiano di produzione di alluminio primario con chances di ripartenza. Nei giorni successivi ho seguito passo passo i colloqui del Governo con il Commissario europeo alla Concorrenza e successivamente gli esiti della riunione tecnica che ha registrato l'impegno della Commissione Europea a dare risposte alla proposta italiana sul prezzo dell'energia entro metà di ottobre. Io spero e credo in una soluzione che faccia andare avanti il negoziato per la vendita tra ALCOA e Glencore.

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