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Carbonia. Progetto Azzardo: non chiamiamolo gioco – la prevenzione inizia nelle scuole

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Carbonia si pone all'avanguardia per il contrasto del gioco d'azzardo. Cambia il regolamento per le sale e strumenti del gioco e lancia un Progetto di prevenzione e contrasto al gioco d’azzardo patologico chiamato “Azzardo: non chiamiamolo gioco”, rivolto agli alunni delle scuole medie inferiori. E' finanziato dal Comune di Carbonia e realizzato dall’Associazione ASSI.GAP Onlus Associazione Sarda per lo Studio e gli Interventi sul Gioco d’Azzardo Patologico, in collaborazione con le Scuole cittadine e la ASL 7. L'iniziativa, partita il 5 novembre con tre giorni di incontri con la scuola Media Satta, proseguirà il 17 con la scuola Media Gritti e successivamente con la Don Milani, in attesa della definizione del programma con le altre scuole cittadine.
Intanto, per contrastare il gioco d’azzardo, nella seduta dello scorso 2 novembre del Consiglio Comunale ha modificato anche le regole. L'assemblea civica ha accolto all’unanimità la proposta della Giunta per la modifica del Regolamento comunale per le sale pubbliche da gioco e l’installazione di apparecchi di intrattenimento e svago. Grazie alla modifica non solo le sale da gioco, ma anche le sale bingo e le agenzie di scommesse devono distare più di 500 metri da asili, scuole di qualsiasi ordine e grado, ospedali, luoghi di culto, cimiteri, ricoveri e in generale da locali destinati all'attività educativa e socio-assistenziale. Il nuovo Regolamento dispone anche che gli edifici di proprietà del Comune di Carbonia non possano ospitare sale da gioco, sale bingo e agenzie di scommesse che ospitino apparecchi per il gioco d’azzardo e simili. Inoltre non potranno poi essere presenti in edifici ricadenti all'interno del centro matrice del Piano Urbanistico Comunale di Carbonia. ”La modifica del Regolamento- spiega il sindaco Giuseppe Casti- rientra in un quadro complessivo
“Da diverso tempo ci stiamo adoperando per contribuire a contrastare un fenomeno di particolare gravità sociale, diffuso in tutto il territorio nazionale. L’azione dell’Amministrazione comunale e l’intervento delle associazioni vuole stimolare un cambiamento culturale. La diffusione del gioco d’azzardo patologico può essere fermata da un impegno collettivo che coinvolga l’intera cittadinanza. A essere chiamata in causa è la coscienza di ciascuno di noi, che deve sentirsi parte attiva in questa importante campagna. Colgo questa occasione per ringraziare tutti gli operatori commerciali che si sono rifiutati di installare nelle rispettive attività “slot machine” e apparecchi simili e tutti coloro che hanno deciso di non affittare i propri locali a chi è intenzionato a installare apparecchi riconducibili al gioco d’azzardo. Gli interventi dell’Amministrazione comunale, l’impegno delle associazioni e le azioni dei singoli cittadini, sono esempi e testimonianze importanti di come, tutti insieme, possiamo sconfiggere questa nuova patologia che crea danni molto gravi a coloro che cadono nella trappola della dipendenza e alle loro famiglie.”

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