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Il miracolo di Sanremo

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Chiusa la teca del santo protettore del canto italiano il sommo sacerdote Conti tira le somme che, a giudicare dagli articoli nazionali, si chiudono in positivo.
Dunque ha ripetuto il miracolo. Era dai tempi di baudiana memoria che non si assisteva a un così grande successo. E’ stato un festival politicamente corretto che lascia tutti contenti a metà, scontenti a metà. La stampa oggi osanna il Direttore Artistico nonché Presentatore. In queste righe, più o meno, si farà altrettanto e sarà l’ennesima riverenza a Conti “cinque, sei sett e ott..”

Conti è stato un equilibrista portentoso. Lo chef del Q.B., il conduttore del colpo al cerchio e alla botte e , per restare nella botte, ha saputo ubriacare la moglie e salvaguardare anche il vino.
Nella settimana successiva al dibattito sulle unioni civili, sulla Famiglia e con ancora la sfilacciature, il carrozzone sanremese e il suo direttore si sono inseriti nella questione bilanciandola.
Accontentando chi è a favore delle unioni in tutte le diverse forme: con dei nastrini esibiti appesi al microfono o dipinti sugli occhi. Atteggiamento folcloristico sull’onda del “purché se ne parli” ma che infastidisce proprio perché non se ne è parlato ma si è presentato un tema che mal si adattava alla festivaliera kermesse.

E…per tornare al cerchio e alla botte vince tra i grandi la canzone degli Stadio che esalta l’Amore Paterno. Un Padre che ama sua Figlia, che le offre le sue rinunce. Che le insegna la clemenza e che indossa la corazza del cavalier cortese. Un Padre disneiano poco credibile e molto all’uopo. I cattolicissimi Stadio portano a casa anche il premio per le Cover con una canzone di Dalla, “La Sera dei Miracoli”.
Molto lontana dal Disperato Erotico Stomp che tra puttane di sinistra e masturbazioni in solitaria sarebbe stata senza dubbio più attinente alla realtà di un Paese ipocrita fino al midollo.

Parlando di ipocrisia poi, come non citare Renato Zero. Lasciato al passato l’esibizionismo, le provocazioni e gli eccessi che non si addicevano al salotto buono e di famiglia che è sempre stato Rai 1.
il “CantAttore” nell’ultima puntata ha brillato con i successi del passato, molto meno col predicozzo di premessa all’inedito brano, malinconico manifesto di un uomo al tramonto. Un tempo il suo anticonformismo veniva mostrato con atteggiamenti provocatori, oggi con il proselitismo.
Finalmente oggi possiamo dire, certi di mantenere l’equilibrio…AVANTI POPOLO CHE SPERA IN UN MIRACOLO ED ELABORA IL LUTTO per la fine del gran carosello mediatico sanremese CON UN AMEN
 Punteruolo Rosso

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