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Carbonia. Comunali, Casti sfida "A Duello" i suoi avversari ( di Giovanni di Pasquale)

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Sull’opportunità o meno di sottoporsi ai confronti elettorali, c’è la tradizione degli Stati Uniti, paese in cui se un candidato si sottraesse al “duello” televisivo con il suo avversario – negli States i contendenti, primarie a parte, sono sempre e solo due – farebbe meglio a ritirarsi prima del voto. Dalle nostre parti il confronto televisivo pre-elettorale è diventato da tempo, soprattutto dopo l’introduzione del maggioritario nella legge elettorale, un appuntamento della campagna elettorale. Tuttavia, non sono mancate le “deroghe” di un certo peso. Berlusconi, per esempio, non l’ha rispettata sempre e comunque ma piuttosto ha applicato un suo personalissimo principio che si può così sintetizzare: «se sono in vantaggio nei sondaggi, niente confronto: magari mi scappa una frase sbagliata e finisco per regalare due milioni di voti al mio avversario; viceversa, se non sono in vantaggio, evviva il confronto: non sia sa mai che la frase sbagliata scappi al mio avversario e i due milioni di voti li guadagno».
Di questo si parla in quanto sindaco uscente Giuseppe Casti, nei giorni scorsi, ha sfidato “a duello” i suoi competitors per un confronto pubblico sulle proposte per la città. Il “guanto di sfida” è stato lanciato, ovviamente, attraverso i social network con un messaggio di 30 secondi: «Buon giorno a tutti. Le elezioni comunali ormai sono alle porte e, proprio per consentire a tutti i cittadini di Carbonia di farsi un’idea precisa sui programmi e sui prossimi candidati a sindaco, invito gli stessi candidati Daniela Garau, Paola Massidda, Andrea Corda, Francesco Cicilloni, Ugo Piano a un pubblico dibattito. Un incontro dove si discuta dei vari problemi della nostra città. Io son qua, vi aspetto: scegliete luogo, data e ora per poter effettuare questo incontro assolutamente importante per la nostra città. Un saluto e un abbraccio». Una richiesta legittima, che merita tuttavia qualche considerazione, anche perché il confronto pubblico è già fissato, come sempre, su Rai Regione che, almeno per i comuni oltre i 15 mila abitanti, programma sempre un confronto fra i sindaci e fra i rappresentanti delle liste. Non mancherà neppure Videolina, quanto a momenti di confronto. E, allora, perché Casti, a cinquanta giorni dalle elezioni, avverte l’impellenza di un confronto con i suoi avversari in anticipo sugli appuntamenti già prevedibili?
Non si leggerà qui, né ora ne mai, un cenno ai sondaggi, a meno che i medesimi non siano corroborati da tutti i dati che ne confermino la validità metodologica. Purtroppo non mancano gli pseudogiornalisti della rete che diffondono percentuali paragonabili alle interviste nel condominio di casa loro: si desidera ardentemente non essere annoverati in quel numero, largo od esiguo che sia. Si conoscono, per sentito dire, numeri, quote, forchette e tutto l’armamentario del sondaggismo elettorale: mancano soltanto, si fa per dire, i riferimenti, come detto, metodologici che consentono di prenderli per buoni. E tuttavia, l’appello-sfida di Casti non può lasciare indifferenti.
Se si dovesse assumere come metro di giudizio il “metodo Berlusconi”, ne conseguirebbe che il sindaco uscente non ha fra le mani sondaggi confortanti, tanto da tentare la mossa di annichilire gli altri candidati in un confronto in cui ritiene, per ovvi motivi, di uscire vincitore. Il problema, per il PD e i suoi tanti alleati – si parla di cinque o sei liste a sostegno di Casti – sembra essere questo: stavolta, a differenza di quanto è accaduto nel 2006 e nel 2011, la vittoria al primo turno non è per niente sicura. Si profila, a quindici anni dall’ultima volta in cui si verificò, un ballottaggio. Non sapendo, in questa eventualità, a quale distanza dal 50 % più un voto si potrebbe fermare il candidato sindaco della coalizione al governo, è comprensibile la preoccupazione di Casti nel voler accelerare il confronto per tentare di mostrare ai cittadini l’inconsistenza dei suoi avversari. Perché l’ipotesi di una convergenza, non tanto di partiti e liste, quanto degli elettori, sul candidato che gli si contrapporrà nella possibile probabile sfida a due del 19 giugno, è un rischio che mette i brividi. Il colpo, insomma, e nella coalizione che sostiene Casti non lo si esclude, evidentemente, potrebbe riuscire. D’altronde, cinque anni fa, l’attuale primo cittadino non avvertì l’esigenze di accelerare i tempi di un confronto diretto che, al di là dei luoghi e dei tempi di cui si è parlato, non avvenne.
Si vedrà che cosa risponderanno i competitor: per adesso, nessuno ha raccolto il guanto. Volendo azzardare una previsione, il guanto resterà per terra: c’è aria di risultato incerto, nell’aria di Carbonia. Nessuno può permettersi di fare passi falsi. Giuseppe Casti dovrà aspettare.

Giovanni Di Pasquale

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