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C’era una volta…la famiglia!

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Qualche giorno fa con una mia amica discutevamo di un articolo “Coppie? No Trippie. Comunque affollate” di Umberta Telfener. Devo dire che ignoravo l’esistenza di questa professionista, ma ultimamente assisto alla disfatta di coppie o di coppie leggermente in crisi e perciò, dopo la segnalazione dell’articolo, ho letto con blando interesse per capire il fenomeno. Interesse che via via è cresciuto per lo scenario futuro offerto dalla Telfener. La psicologa sostiene che fra una ventina d’anni uomini e donne avranno probabilmente più relazioni contemporaneamente, cosa che nel corso dei secoli non è mai avvenuta. Tutte salde famiglie con Amore affacciato al balcone fiorito.
Sostiene ancora che “una relazione sarà di gioco” presumo intendesse quella nascosta, “una funzionerà da riparo e protezione”, ritengo quella palese. Aggiunge che “i rapporti saranno poco conflittuali, senza gelosie e possesso”. Infatti le energie verranno disperse in attività ludico-procreative che sederanno la conflittualità.
Tra vent’anni si augura che vi siano “uguali possibilità di incontro e conoscenza e la possibilità di frequentare chi si vuole”. Rincuora il fatto che “l’innamoramento sarà mantenuto dalla non definizione dei rapporti…la scelta di farne durare alcuni e spegnerne subito molti altri”.
Sorge un dilemma, dove sarà posizionato il tasto on-off? E ancora, Se nella coppia o nella trippia o quadrippia ecc… lo spegnimento o l’accensione non corrispondesse a quello dell’altro, non creerebbe disagio?
Sostiene che “i matrimoni saranno a tempo e ci si potrà sposare di nuovo con la stessa persona, per mantenere vivo il rapporto” e qui gli wedding planner hanno ululato alla luna di miele per la felicità. Ora sorge un dubbio, sarà possibile montare una porta a vento dei sentimenti per evitare traumi? Rincuora che “le separazioni non saranno traumatiche” e che “le famiglie si allargheranno”, maliziosamente non solo quelle, e i “bimbi avranno dei papà- veri” presumo intendesse “oppiati” e “dei papà-finti”, cioè dei bambolotti gonfiabili che potrebbero allietare le serate di mamma-vera.
Si dovrà trovare necessariamente un nuovo modo di chiamarli per non confondersi tra loro. Si potrebbe, dopo il termine papà, inserire una numerazione ordinale o cardinale a piacere di papà.
Si parlerà ancora fra vent’anni, di fedeltà “a se stessi, ai propri valori e nessuno apparterrà a nessun altro”. Le trippie “metteranno su famiglia insieme” un modo come un altro per legittimare e formalizzare il Triangolo. “Pansessualità, netloving, diventeranno pratiche condivise”…condivise, bel termine, adeguato alle circostanze. Penso ai risvolti per l’industria del mobile, dovranno progettare un nuovo letto a più piazze, tante quanti i componenti dell’ensemble familiare.  
Per fortuna che la professionista ci dice che si potranno avere “più rapporti contemporaneamente, oppure uno solo” per gentile concessione. Perciò, se vi siete stancati di maratone sessuali a due, tre, quattro e via dicendo, potreste anche concedervi il lusso di dormire in un letto a una piazza e dedicarvi a voi stessi, anche sessualmente parlando.
Conclude che ci saranno “poche regole e tanta sperimentazione”. Poi si chiede in un raro momento di lucidità, “sto delirando?”, a me verrebbe da dirle “giusto un cincinnino”, ma Marzullianamente risponde a se stessa dicendo “personalmente non lo credo”.
Il dubbio amletico finale: “saremo più felici di ora?” getta nello sconforto. Già mi prefiguravo passeggiate familiari in comitiva. La dirimpettaia dentro casa sarebbe stata usuale. Un’economia che riparte con un nuovo impulso. Non più una stanzetta, ma delle camerate stile Sirai. Invece…utopia.

Il Punteruolo Rosso

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