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Tassazione sulla busta paga: tra decreto di detassazione e riforma del fisco

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Le tasse che incidono sulla busta paga sono davvero tante: mediamente, per conoscere il netto dello stipendio bisogna sottrarre una bella percentuale. Secondo i dati raccolti nel rapporto Taxing Wages e confermati da Soldialsicuro.it dell'Ocse, il cuneo fiscale sopportato dai lavoratori dipendenti ha quasi raggiunto il 50%: l'Italia si trova in sesta posizione nella graduatoria della pressione fiscale sul lavoro (47,6% per una persona sola e senza figli).
Queste tasse sono sia a carico del datore di lavoro, sia a carico del lavoratore. Il calcolo preciso con cui quantificare il netto dello stipendio deve tenere conto dei contributi previdenziali, tra cui rientrano l’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF, che incide secondo diversi scaglioni di reddito: 23%, 27%, 38%, 41% e 43%), i contributi per vecchiaia, invalidità, pensione INPS (IVS) e infine le imposte versate per l'addizionale comunale e per quella regionale. Esistono però contratti che comportano anche altri tipi di contribuzione, come quelli da versare alla Cassa di Assistenza Sanitaria Supplementare per i Dipendenti con CCNL Studi Professionali, così come esistono condizioni che possono portare alla riduzione della tassazione; ciò avviene ad esempio per coloro che hanno figli a carico.
Durante quest’anno è stata introdotta una novità: si tratta della Detassazione premi di produttività, approvata ed introdotta dal decreto sulla detassazione dei premi. Grazie alla Legge di Stabilità sono stati messi a disposizione delle aziende che coinvolgono i lavoratori nell’organizzazione del lavoro ben 344,7 milioni di euro per tutto il 2016. Il premio, ossia un elemento retributivo previsto nei contratti di secondo livello, viene aggiunto allo stipendio spettante ai lavoratori che raggiungano risultati di produttività aziendale e dipende dalla capacità di produttività, qualità, innovazione, efficienza e redditività del lavoro del lavoratore stesso. La detassazione che comporta un aumento di stipendio per i lavoratori meritevoli è valida nel periodo di imposta 2016 e per quelli successivi: nel caso di erogazioni relative all’anno 2015 l’applicazione dell’imposta sostitutiva al 10% è possibile qualora vengano rispettate le condizioni stabilite dalla legge n. 208 del 2015 e dal decreto ministeriale stesso.
Un altro cambiamento circa la tassazione sulla busta paga è legato alla riforma fiscale prevista per il 2018 e varata dal Governo Renzi inerente all’IRPEF: la riforma del Nens (Nuova Economia Nuova Società), prevede l’introduzione di otto scaglioni. Inoltre saranno introdotte detrazioni fiscali fisse con importi pari a 1000 euro per lavoro dipendente, 200 per quello autonomo e 800 per i pensionati. L'obiettivo è quello di dare respiro a coloro che percepiscono redditi medio-bassi. Dunque, sebbene le tasse sula busta paga siano ormai al 50% il Governo sembra intenzionato ad alleggerire la situazione, con l’intento di registrare un PIL del 120% entro il 2019.

Angelo Vargiu- Napoli

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