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Marocco. Diario di un turista quasi per caso. Casablanca – Rabat, 24 dicembre 2017

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Chi non ha mai sentito parlare del film Casablanca? E’ un vecchio film girato nel '42 e diventato un vero e proprio cult. Casablanca è uno dei film d’amore più visti di tutti i tempi, e come ogni film romantico che si rispetti, i suoi protagonisti pronunciano delle frasi che sono rimaste famose. Mentre i due protagonisti ricordano i giorni trascorsi insieme a Parigi, Ilsa (interpretata da Ingrid Bergman) incontra Rick Blair (Humphrey Bogart) al Rick’s Cafe Americain e gli dice ‘Mentre il mondo crolla scegliamo proprio questo momento per innamorarci?’ Siamo nel 1941, infuria la seconda guerra mondiale e Parigi è stata occupata dalle truppe naziste. Proprio a Casablanca, il 14 gennaio del 1943, Roosevelt, Churchill e il generale francese de Gaulle decidono lo sbarco alleato in Sicilia. Da allora sono trascorsi più di 70 anni, ho visto oggi il Ricks’s Cafe Americain, ma Casablanca è profondamente cambiata da quella del film. Con i suoi 4 milioni di abitanti è la città più grande del Marocco, una delle più popolose dell’Africa, ed e’ il cuore pulsante dell’economia del paese. Attraversando la città ho però visto le contraddizioni che caratterizzano tutte le grandi città dell’Africa. Non c’ è una sola Casablanca, ce ne sono tante. La città si distende in un’insenatura della costa atlantica, vicino al porto antico sorge la Medina, la città vecchia, ricca di antiche moschee, di bazar e piccoli mercati. Alle nove, le dieci italiane, si parte per la visita della città. Il clima è buono, 18 gradi, e il cielo è così azzurro che più azzurro non si può.

Il mercato del pesce di Casablanca 1E’ domenica e i negozi sono chiusi, ma nelle piccole botteghe e nelle bancarelle si vende ogni sorta di cibarie, frutta, verdura, legumi, semi e spezie di ogni genere. Man mano che ci avviciniamo al mercato del pesce, aumenta la presenza dei gatti, piccoli e grandi, alcuni ben pasciuti, altri sofferenti. Il pesce freschissimo, pescato nell’Atlantico, fa bella mostra sui banconi, altri pescivendoli espongono la loro merce sul pavimento, da un enorme pescespada alle sardine, tanti pesci che non conosco, calamari enormi, astici di due chili e cesti ricolmi di ostriche. Su di un banco è esposta bottarga fresca di ogni dimensione, mi riprometto di ripassarci la mattina della partenza per acquistarne alcune, sperando che non mi blocchino alla dogana. Attorno alla Medina sorge la città moderna, che si è estesa a partire dagli anni trenta . È una zona con un aspetto tipicamente europeo, soprattutto per la presenza di numerosi grattacieli. Qui si trovano i grandi alberghi, i ristoranti e i negozi più eleganti. Spostandoci dal centro alla periferia, troviamo i quartieri residenziali della classe media e subito dopo le baracche dei poverissimi e degli ultimi immigrati dalle campagne. Ci dirigiamo verso il mare per il pranzo. Come primo ci servono un’insalata e poi un fritto misto di pesce. Riconosco solo delle piccole sogliole, ma è tutto buonissimo. La cosa però più interessante del pranzo è la mia ‘chiacchierata’ col mio inglese stentato con un sudafricano. Nel gruppo ci sono italiani, inglesi, francesi, spagnoli, giapponesi e anche sudafricani. Mi fosse capitato di avere come commensali i giapponesi, mi sarebbe andata peggio. Perlomeno dal sudafricano sono riuscito a capire che gli piacciono gli spaghetti e la pizza, la Ferrari, Valentino Rossi e la Juventus e che è dispiaciuto per l’eliminazione dell’Italia dai mondiali di calcio.
12 24 moschea AssanIIIl pomeriggio è dedicato alla visita della Moschea di Hassan II, la più grande del Marocco e la terza al mondo, dopo quelle di La Mecca e Medina. Togliamo le scarpe e una delle guide delle moschea ci accompagna nelle sale sontuosamente decorate, tra marmi pregiati, legni e stucchi scolpiti, tappeti finissimi e giganteschi lampadari. Parla benissimo l’italiano e descrivendo il granito del pavimento dice che ‘è rosa come quello della Sardegna.’ Mi avvicino e gli dico di essere sardo e lui mi risponde ‘Ajò’. Jazir confessa di aver lavorato a lungo in Italia. Il Marocco è, fra i paesi musulmani, uno dei più tolleranti in campo religioso. La popolazione è nella grande maggioranza di religione islamica. Vi è però una piccola minoranza di circa 50.000 cattolici e un numero esiguo di ebrei. La mattina abbiamo visitato Notre Dame de Lourds che è la più importante fra le 7 chiese cattoliche presenti in città. Nello spiazzo antistante la chiesa, sulla sinistra, si trova una ricostruzione della grotta di Lourdes. Dopo la visita della Moschea partiamo alla volta di Rabat, la capitale. Facciamo in tempo a visitare la kasbah, ma mi rendo conto di aver superato lo spazio a mia disposizione. Di Rabat vi parlerò domani. Inshallah, ‘Se Dio lo vuole’.

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