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Carbonia, Casa dell’Anziano. Operatori e familiari: «No alla chiusura, la responsabilità è di AREA».

Cronaca Locale
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Non ci stanno gli operatori della Casa Famiglia di Carbonia e i familiari degli ospiti della struttura assistenziale, alla decisione dell’amministrazione comunale, annunciata dal sindaco Paola Massidda in una conferenza stampa tenutasi venerdì, di non autorizzare la prosecuzione dell’attività a causa di inadempienze riguardanti i lavori di adeguamento richiesti già nel 2013. In sostanza, non si accetta la chiusura della struttura e il trasferimento degli ospiti e si chiedono nuove soluzioni per il proseguimento del un servizio: è stato chiesto anche l’intervento del vescovo di Iglesias Giovanni Paolo Zedda. «Le competenze – spiegano in una nota – ricadevano in parte sulla cooperativa CAM [titolare della gestione della struttura, ndr] e in parte su AREA, proprietaria dello stabile. La CAM ha portato a termine quasi completamente le opere di sua competenza. L’azione della cooperativa è stata limitata però dal fatto che spesso si è dovuta sostituire ad AREA che non si è fatta carico dei lavori di sua competenza. La stessa cooperativa, inoltre, si è dovuta far carico di lavori di manutenzione straordinaria non previsti e anche questi di competenza di AREA. In alcuni casi la cooperativa, per garantire il mantenimento del servizio, si è dovuta sostituire ai reali responsabili, realizzando lavori che non le competevano. Detto questo, CAM non si sottrae alle responsabilità nella gestione del servizio però ci tiene ad evidenziare che è corresponsabile insieme ad AREA che, va detto, detiene la responsabilità dei lavori più importanti ed urgenti, per i quali non si è mai, o quasi mai, spesa. Siamo rimasti stupiti dall’atteggiamento dell’amministrazione comunale che in alcuni articoli o interviste rilasciate ai mezzi di informazione ha addossato alla cooperativa la totalità delle responsabilità. Riteniamo questo atteggiamento non corretto e in parte fuorviante, in quanto fornisce ai lettori e ai cittadini una visione non corretta del problema». Secondo operatori e familiari sussiste una differenza fra inagibilità e mancanza dei requisiti strutturali: «In un primo momento, a seguito della visita effettuata dal sindaco e da altri componenti dell’amministrazione comunale, era stato dichiarato che i problemi erano ormai superati. A distanza di pochi giorni, dopo aver preso visione degli incartamenti relativi alla struttura e al servizio, l’amministrazione ha cambiato decisamente rotta. Questo ci porta a sostenere due cose: la prima è che probabilmente vertenze così delicate non si affrontano senza aver prima preso visione di tutte le problematiche e di tutta la documentazione; in secondo luogo un’amministrazione non può dare delle dichiarazioni per poi smentirle dopo pochi giorni. Ricordiamo che la Casa dell’anziano è al servizio di persone che versano in condizioni particolari e che meritano anche da parte dell’amministrazione un atteggiamento più serio. Si fa presente che i famigliari degli ospiti della struttura, preoccupati per il futuro dei loro congiunti derivante dall’imminente chiusura della stessa, si stanno per riunire in un comitato per difendere i loro diritti e per garantire un futuro sereno a tutti gli ospiti».

Giovanni Di Pasquale

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