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Carbonia. Presunti debiti verso l’AIAS da parte del comune. Il sindaco Massidda: «Notizia infondata, valutiamo una denuncia per calunnia e diffamazione»

Cronaca Locale
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«La notizia apparsa i giorni scorsi sul sito dell’AIAS, relativa ai mancati pagamenti da parte dell’amministrazione comunale di Carbonia, nel periodo 2014-2016 per 367.699,62 euro (quota sociale), dal 1990 al 2016 per 25.581,68 euro (assistenza) e dal 1985 al 2016 per 23.322,01 euro (trasporti) è destituita di ogni fondamento. Non solo. Esistono crediti che questa amministrazione vanta nei confronti della società sui quali mi riserverò di essere più esaustiva nelle prossime ore». Così Paola Massidda, sindaco di Carbonia, che interviene dopo la diffusione di notizie provenienti dalla società della famiglia Randazzo, che accusavano alcune amministrazioni comunali, fra le quali quella di Carbonia, di essere da anni creditrici morose a danno dell’AIAS per centinaia di migliaia di euro. «Ancora una volta l’AIAS, distintasi in questi anni per l’incapacità di far fronte agli impegni contrattuali e al pagamento del giusto salario ai lavoratori – rincara la dose il primo cittadino – tenta di mistificare la realtà inserendo in queste ore, in cui lo scontro con le organizzazioni sindacali si fa più caldo, elementi fuorvianti tesi a distrarre l’opinione pubblica e ad addossare ad altri le proprie responsabilità». La conseguenza della diffusione di una notizia definita senza mezzi termini «falsa» potrebbe essere, per l’AIAS, di dover risponderne davanti a un giudice: «Nelle prossime ore – annuncia Massidda – valuterò con i legali del comune se denunciare l’AIAS per diffamazione e calunnia. È mio dovere difendere l’onorabilità di questa amministrazione in tutte le sedi opportune». Massima attenzione, dice il sindaco, per i pazienti e per la vertenza in atto dei lavoratori privati dello stipendio: «È mio dovere stare al fianco dei malati e delle loro famiglie e dei lavoratori ai quali va tutta la mia solidarietà. Questa amministrazione è al fianco dei lavoratori che nella giornata odierna hanno iniziato lo sciopero della fame di fronte alla sede AIAS di Cagliari e più in generale di tutti i lavoratori ai quali non viene riconosciuto il giusto salario alla base della piena dignità di ogni persona». Al di là delle ragioni di ciascuno, si cui tuttavia incombono i numeri, desta curiosità – per voler restare nell’orbita degli eufemismi – la pretesa dell’Associazione Italiana Assistenza Spastici di riscuotere crediti risalenti agli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso. Sarebbe interessante infatti capire se mai queste pretese siano state avanzate in passato o se, invece, si tratti di un espediente per un vano buttare la palla in calcio d’angolo.

Giovanni Di Pasquale

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