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Sant'Antioco. Bruciati 130 ettari di macchia intorno a Maladroxia. Nessun danno a persone e cose ma danni ambientali ingenti. Le reazioni sui social

Cronaca Locale
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Per domare le fiamme ci sono voluti 40 lanci di liquido di due canadair giunti da Olbia e dell'elicottero della base forestale di Marganai di Iglesias entrati in azione alle prime luci dell'alba. A terra per tutta la notte hanno operato invece le squadre antincendio locali della sezione terrestre e marittima dei forestali, vigili del fuoco, Assosulcis, barracelli e volontari insieme a quelle della protezione civile di Giba, Santadi e Sant'Anna Arresi mentre i carabinieri hanno regolato il traffico nelle strade di accesso al borgo. Sono state sicuramente mani criminali quelle che sabato notte intorno alle 21 hanno acceso il cerino a lato di un parcheggio a pochi metri da un ristorante, a quell'ora affollato, che per precauzione è stato fatto subito evacuare dai gestori. Da quel momento l'avanzata delle fiamme sospinte dal forte maestrale verso il borgo marino di Maladroxia, in questo periodo particolarmente popolato, è stata inarrestabile favorite dalla vegetazione rinsecchita da mesi di siccità. In poco tempo il fuoco, prima fermato all'altezza di Portixeddu, ha ripreso vigore raggiungendo la parte alta di Maladroxia da dove sarebbero potute irrompere tra le case e villette. Il borgo è stato circondato così dal fuoco, dal fumo e dalla cenere sollevata dal vento che irritava gli occhi e rinsecchiva la gola. <Per fortuna l'hanno fermato prima che raggiungesse le recinzioni delle case- racconta Gabriella Ferralasco, una dei tre proprietari delle tre villette costruite sulla collina sopra Maladroxia- avvolti dal fumo che, come una nebbia fitta ci impediva persino di vedere, siamo scappati portando le auto verso la spiaggia>. Nel borgo intanto si vivevano momenti di paura con i villeggianti che si sono riversati in spiaggia dove una quarantina hanno trascorso la notte. <sono stati momenti di sgomento per tutto quello che stava succedendo -ricorda Ester Fadda– si avvertiva solo l'odore del fumo e i bagliori del fuoco>. Ma sono stati anche un momenti di grande solidarietà. Molti abitanti hanno aperto le proprie case per aiutare chi scappava e i gestori dell'albergo Maladroxia hanno dato assistenza a tutti rifornando di bottigliette d'acqua fresca a chi era impeganto nell'opera di spegnimento. <Un grande esempio di altruismo e solidarietà di cui mi sento onorato- afferma il sindaco Ignazio Locci, sul posto insieme alla polizia urbana e funzionari dell'ufficio tecnico- Come istituzione avvieremo anche con l'aiuto della Regione, che ci è stata vicina in questa sciagura, il ripristino delle fasce taglia fuoco e quant'altro sia utile per gestire queste emergenze che stanno diventando endemiche >. Per precauzione sono state evacuati un albergo e alcune case vacanze ma moltissimi turisti hanno preferito lasciare subito le case affittate e ripartire. <Abbiamo sistemato gli ospiti -Raccontano Massimiliano Grosso e Mattia Uccheddu, gestori dell'hotel Maladroxia e proprietari di un'agenzia turistica -nelle nostre strutture vuote mentre una decina li abbiamo trasferiti presso l'albergo Solky in città>. <Eramo impauriti e trascorsa la notte alcuni hanno deciso di interrompere le vacanze- dice la proprietaria Alessandra Sanna- altri invece sono rientrati in mattinata a Maladroxia>.

Unanimi anche i giudizi di sdegno sui social che hanno stigmatizato e condannato il gesto criminale.

“Se l'incendio avesse preso un'altra strada si sarebbe scatenato l'inferno, dietro il nostro locale le fiamme sono arrivate all'altezza di cinque sei metri -scrive il gestore Daniele Pollicino- scrive il gestore del ristorante “Sa Funtana” - Sant'Antioco poteva essere sulle pagine dei giornali per qualche morto che per fortuna non c'è stato”.

Più accorato il pensiero di Francesco Piras
“infine ci siete riusciti. Avete distrutto fauna e flora, isolato per ore una frazione, scrive, rovinato l'immagine turistica e costretto le istituzioni e impegnare altre risorse per un problema che semplicemente non dovrebbe esistere se qualcuno piuttosto che appiccare un incendio, leggesse un bel libro, andasse a guardare il panorama o a lavorare”.

«Quanto accaduto la scorsa notte nell’isola di Sant’Antioco è un atto gravissimo, che condanniamo in modo assoluto, senza alcuna riserva – ha scritto invece il sindaco Ignazio Locci in un post pubblicato nel suo profilo facebook - La mano maledetta di chi ha agito con l’obiettivo di distruggere il nostro patrimonio naturalistico, tra flora e fauna, mettendo a rischio anche la vita umana di quanti risiedono nelle zone colpite dalle fiamme, ha mandato letteralmente in fumo svariati ettari di macchia mediterranea. I danni sono ingenti (tra la frazione di Maladroxia e i pressi di Canai) e, se non fosse stato per il pronto intervento delle forze in campo, il bilancio sarebbe potuto essere ben più drammatico. Ringrazio di tutto cuore quanti, per tutta la notte, si sono prodigati per domare l’incendio: Vigili del fuoco, Protezione civile (di Sant’Antioco, Santadi, Narcao e Sant’Anna Arresi), Corpo Forestale, Vigili Urbani, Carabinieri, Barracelli. Grazie agli operatori turistici che, con estrema professionalità, hanno prestato assistenza e aiutato a mantenere la calma. Grazie, infine, ai residenti di Maladroxia, che hanno trascorso buona parte della notte fuori dalle abitazioni, in attesa che tornasse la normalità. Il rogo, anche alla luce dell’ausilio dei mezzi aerei antincendio di questa mattina, è stato adesso sconfitto (procedono, tuttavia, le operazioni di bonifica). Il nostro impegno – ha concluso Ignazio Locci – oltre a prevedere dovute misure antincendio affinché questi tristi episodi non si verifichino più, sarà quello di contribuire a individuare, fermare e condannare gli incendiari. Nessuno sconto per questi barbari.»

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