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Carbonia. I carabinieri denunciano tre ricattatori a sfondo sessuale

Cronaca Locale
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Avrebbero estorto più di 60.000 euro a un uomo, residente nel Sulcis, che aveva postato un'inserzione in vari siti e riviste di incontri e scambi di coppie. Lo hanno reso noto questa mattina nel corso di una conferenza stampa che si è svolta presso la compagna provinciale di Carbonia

Avrebbero estorto più di 60.000 euro a un uomo, residente nel Sulcis, che aveva postato un’inserzione in vari siti e riviste di incontri e scambi di coppie. Lo hanno reso noto questa mattina nel corso di una conferenza stampa che si è svolta presso la compagna provinciale di Carbonia al termine delle indagini, coordinate dal capitano Giuseppe Licari, scattate ad aprile dello scorso anno. Vittima di un vero e proprio sexy ricatto è stato  un 37enne che abita nel Sulcis. I carabinieri della Compagnia di Carbonia sono riusciti a mettere fine all'estorsione a luci rosse identificando Andrea Formola, 42 anni, di Sassari; Rosetta Vitali,  47 anni, di Sedilo quali autori del ricatto insieme al complice  Ferdinando Mancino, 57 anni, di Oristano che adesso dovranno rispondere di estorsione continuata concorso tra di loro. Ai tre inoltre il magistrato ha stato vietato di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima e di contattarlo. Il 37enne aveva pubblicato inserzioni su siti di incontri a luci rosse alla ricerca di qualche piccante avventura. Una coppia, dopo aver registrato alcune conversazioni erotiche, con l'aiuto del complice  avrebbe minacciato la vittima di rivelare le sue inclinazioni sessuali alla madre, con la quale aveva un conto corrente cointestato che aveva completamente dilapidato, al datore di lavoro e ai suoi conoscenti. L'uomo era stato così costretto a versare periodicamente somme di denaro. Per essere più credibili e intimorirlo, gli autori del ricatto avevano accompagnato le richieste anche con minacce di danni fisici alla sua persona. Secondo le accuse il complice della coppia Fernando Mancino partecipava all’estorsione telefonando più volte alla vittima spacciandosi come un notaio o un direttore di banca, esortandolo a pagare le rate di un fantomatico mutuo che la coppia di ricattatori avrebbe acceso nell’interesse della vittima. La coppia, dopo aver ricevuto il denaro, frutto della convincente opera di persuasione del complice, girava a quest'ultimo una congrua parte del profitto.

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