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Provincia. Operatività recente dei carabinieri a Cagliari e sud Sardegna

Cronaca Regionale
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Provincia. Operatività recente dei carabinieri a Cagliari e sud Sardegna


Ad Assemini in via Coghe, i carabinieri del Radiomobile della Compagnia di Cagliari, hanno deferito in stato libertà alla Procura della Repubblica presso il locale Tribunale, per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, un 30enne incensurato della Provincia di Brindisi, residente a Villa Castelli (BR), ma di fatto domiciliato ad Assemini. Questi, poco prima, in evidente stato di alterazione psico-fisica, senza alcun apparente motivo, aveva aggredito un suo cugino e coetaneo. I carabinieri intervenuti su richiesta della persona offesa che aveva telefonato al numero di pronto intervento112, in considerazione del grave stato di alterazione dell’uomo e dei reiterati, vani tentativi di bloccarlo e riportarlo alla calma, vista la situazione di pericolo, erano costretti a far uso del dispositivo spray “Oleoresin Capsicum” in dotazione, riuscendo così ad immobilizzarlo. Sul posto è immediatamente dopo intervenuto, su richiesta dei militari, personale del 118 unitamente alla locale guardia medica che ha provveduto a somministrargli un sedativo. Successivamente, l’uomo è stato trasportato presso il policlinico di Monserrato, per le dovute valutazioni sanitarie. È stato dimesso in giornata.
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A Soleminis, nel corso di un servizio coordinato disposto dalla Compagnia Carabinieri di Dolianova, i militari dell’aliquota radiomobile di quel reparto hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per il porto di un coltello di genere proibito un 37enne del posto, disoccupato con precedenti denunce a carico. Questi viaggiava sulla propria auto con due ragazzi di Soleminis rispettivamente di 19 e 21 anni, entrambi disoccupati e incensurati. La perquisizione personale, eseguita d’iniziativa dai militari dell’equipaggio radiomobile, consentiva di rinvenire in una tasca dei pantaloni dell’uomo, un coltello a serramanico della lunghezza complessiva di 24 cm dei quali 13 di lama. Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro probatorio penale e assunto in carico in attesa di essere versato presso l’Ufficio Corpi di Reato del Tribunale di Cagliari.
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Alle 23.00 circa, a Sinnai, i carabinieri della locale Stazione, nell’ambito di un servizio coordinato di controllo del territorio predisposto dalla Compagnia di Quartu Sant’Elena, durante un controllo alla circolazione stradale, hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, per guida in stato di ebbrezza alcolica, un 70enne pensionato di Selargius, residente a Maracalagonis. Questi, fermato in via Serri alla guida della propria autovettura, aveva dato subito da pensare ai militari che avevano proceduto pertanto a una verifica mediante etilometro, dalla quale emergeva un tasso quasi triplo rispetto ai limiti di legge. L’uomo faceva fermare la strumentazione a 1,42 g/l. All’anziano veniva ritirata la patente di guida e gli veniva affidata l’auto in custodia giudiziale, a seguito del sequestro penale del mezzo. In soccorso dell’uomo veniva fatto intervenire un amico che potesse condurre il mezzo sino all’abitazione del denunciato.
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A Villacidro, a conclusione di un’attività d’indagine scaturita dalla denuncia querela presentata da un 55enne commerciante del luogo, i carabinieri della locale Stazione hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per accesso abusivo ad un sistema informatico e truffa una 59enne del luogo, casalinga con precedenti denunce a carico. Le investigazioni compiute dai militari hanno consentito di dimostrare come la donna, il 22 giugno scorso, all’insaputa del denunciante, dopo aver violato i relativi sistemi di sicurezza e protezione, fosse riuscita ad accedere abusivamente nella posta elettronica privata dell’uomo, dove modificava artatamente una fattura in transazione emessa da un artigiano locale, che, qualche giorno prima, aveva provveduto alla sostituzione degli infissi in casa del denunciante, modificando l’IBAN corretto intestato al fornitore d’opera, con uno a lei intestato, inducendo così il commerciante in errore. Questi, ignaro di tale manomissione, effettuava il pagamento convinto di saldare la fattura poi rimasta insoluta. Il danno patito ammonta a quattromila euro e ha viaggiato tramite bonifico. I successivi chiarimenti intervenuti fra il commerciante e l’artigiano, l’esibizione della ricevuta di un preteso pagamento recante un codice iban sbagliato, conducevano la vittima del raggiro nella caserma dei carabinieri di Villacidro. Questi intraprendevano un’indagine complessa, che conduceva all’identificazione della responsabile dell’abile imbroglio, partendo da quel codice che la identificava e ricostruendo l’espediente telematico che non è propriamente da tutti. Si sospetta che la donna possa aver compiuto ulteriori raggiri, vista l’abilità dimostrata, degna di un hacker, e la particolare spregiudicatezza.
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Custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Cagliari - Sezione Seconda Penale - nei confronti di un 29enne, disoccupato, loro vecchia conoscenza per molte vicende pregresse. Nel corso di una precedente perquisizione domiciliare, i militari avevano rinvenuto in casa dell’uomo della sostanza stupefacente del tipo marijuana, per un peso di grammi 8,5. Egli era stato per questo deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Tale episodio aveva peggiorato la posizione dell’indagato, facendo sì che la misura cautelare operante nei suoi confronti venisse aggravata su disposizione dell’autorità giudiziaria. L’arrestato, espletate le formalità di rito: notifica del provvedimento, redazione degli atti relativi, foto-segnalamento, etc., è stato tradotto dai carabinieri presso la casa circondariale di Uta.
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Agricoltore di 52 anni di Castiadas, smanettando su internet, aveva rinvenuto su una nota piattaforma di trading online, un motocoltivatore usato, offerto in vendita a 800 euro, un prezzo che aveva giudicato molto interessante, in relazione alle caratteristiche del mezzo, che egli ben conosceva. A fine dicembre procedeva dunque a chiamare l’autore dell’inserzione sul numero telefonico che questi aveva indicato per tutti i possibili acquirenti di quell’oggetto. Prima di effettuare il pagamento tramite bonifico alla carta Postepay indicata per la conclusione del contratto di compravendita, l’agricoltore inviava in copia una serie di documenti personali al venditore, come da questi richiesto, ma poi, gli sorgeva il legittimo dubbio che potesse trattarsi dell’ennesima fregatura, propinata online da abili affabulatori, come gli era capitato di leggere sui giornali in tempi recenti. Richiamava dunque l’ignoto interlocutore e gli riferiva che quell’acquisto “non s’aveva a fare”, erano troppi i rischi in una contrattazione per corrispondenza con una persona sconosciuta, per quanto cordiale, per cui: fine delle trasmissioni! Lo sconosciuto se ne aveva a male e, non soddisfatto di tale conclusione, prendeva a minacciare telefonicamente il cliente mancato: se non avesse concluso l’acquisto, pagando il dovuto con bonifico, avrebbe utilizzato i suoi documenti per distribuire truffe ai quattro venti. “Dunque si tratta di una truffa anche in questo caso!”: aveva esclamato la vittima sfuggita all’inganno. L’agricoltore, a questo punto, decideva giustamente di formalizzare ogni situazione in una caserma dei carabinieri, raccontando a verbale quanto accaduto e presentando una querela per tentata truffa. Dal racconto dell’uomo i carabinieri di Castiadas traevano elementi per concludere che si era verificato anche un tentativo di estorsione, perché quelle minacce accompagnate da una richiesta di denaro questo costituivano. I militari dopo accurate indagini giungevano all’autore delle minacce, un 72enne crotonese ben conosciuto dalle forze dell’ordine. La carta Postepay su cui avrebbero dovuto confluire i denari è invece intestata a una 25enne pure di Crotone. Lei col tentativo di estorsione non c’entra nulla, ma col tentativo di truffa, in quanto destinataria del denaro, qualcosa si.
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A Quartu Sant’Elena, i carabinieri del Radiomobile della locale Compagnia, intervenuti sul posto a seguito di una chiamata al numero di pronto intervento 112, in conclusione di una breve indagine, hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, per esplosione pericolosa di colpi di arma da fuoco, un 61enne imprenditore del posto. I militari hanno potuto accertare come quest’ultimo, nel pomeriggio precedente, con il proprio fucile da caccia regolarmente detenuto, avesse esploso due colpi in aria, di cui uno dal cortile di pertinenza della propria abitazione e l’altro da un’area limitrofa, allo scopo di intimidire alcuni ragazzini che erano entrati a giocare e far baccano in un fabbricato in disuso, adiacente all’abitazione dell’uomo. L’arma, unitamente a due cartucce esplose è stata sottoposta a sequestro. Nella circostanza sono stati anche sequestrati altri due fucili regolarmente detenuti con le relative cartucce. A parte la denuncia, visto il cattivo uso fatto dell’arma, l’uomo è stato anche proposto per una revoca del “porto d’armi”, che si fonda sempre su una condizione di fiducia che l’autorità rivolge a chi, per pregressi comportamenti, è ritenuto non dover abusare della concessione fattagli. Sparare in aria per spaventare dei ragazzini non è certo da considerarsi un comportamento che predisponga bene in tal senso.
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A Cagliari, i carabinieri della Sezione Radiomobile della locale Compagnia hanno tratto in arresto in flagranza del reato di atti persecutori un 24enne guineano, residente a Cagliari in Viale Sant’Avendrace, studente con precedenti denunce a carico. lo straniero era già stato colpito dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento all'abitazione e ai luoghi frequentati dalla persona offesa, una 25enne estetista cagliaritana, anche lei residente in Viale Sant’Avendrace. L’uomo è stato rintracciato da militari operanti, intervenuti su disposizione della centrale operativa di Via Nuoro, nelle pertinenze dell’abitazione della donna, in violazione a prescrizioni impartitegli dall’autorità giudiziaria. Lo straniero già in passato aveva posto in essere reiterate condotte di molestia nei confronti della vittima, nonostante fosse stato inibito dal perseverare in tali condotte. Contestualmente, gli è stata elevata una sanzione amministrativa da 400 euro per violazione degli art. 3/co.4 del DPCM 3 novembre 2020, relativo alle misure urgenti per il contenimento della pandemia in corso. È stato arrestato e, al termine della redazione degli atti relativi alla misura adottata nei suoi confronti, tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, come ordinato dalla Procura della Repubblica.
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Alle 10.00 circa, a Quartu Sant’Elena, i carabinieri del NORM della locale Compagnia hanno deferito in stato di libertà, per il reato di evasione, un 47enne di Settimo San Pietro, residente a Quartucciu, disoccupato, con precedenti di polizia. Questi, nonostante fosse sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso il proprio domicilio, non è stato trovato nel luogo di detenzione, in occasione di uno dei tanti passaggi sotto casa delle pattuglie che hanno l’onere di vigilare sul rispetto delle prescrizioni imposte dalla Magistratura.
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A Decimomannu, i carabinieri della locale Stazione, unitamente a quelli dell’aliquota radiomobile della Compagnia di Iglesias, hanno tratto in arresto due 28enni di Villasor, disoccupati con precedenti denunce a carico, per il reato di furto con strappo (SCIPPO) in concorso, uno dei due è attualmente sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, e dovrà dunque rispondere anche del reato di evasione. I due si erano responsabili di uno scippo consumato e uno tentato, entrambi commessi a Uta, rispettivamente in danno di una 81enne pensionata del posto, alla quale era stata portata via con violenza una borsa contenente la somma contante di 38 euro, nonché ai danni di una casalinga 61enne anche lei di Uta, alla quale i due avevano tentato di asportare il proprio portafoglio con analoghe modalità, senza riuscirvi. I malviventi, a seguito di immediate ricerche, sono stati intercettati e bloccati a Decimomannu a bordo della loro autovettura. La refurtiva è stata interamente recuperata e restituita all' avente diritto.
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A Guasila invece, i carabinieri della locale Stazione hanno denunciato in stato di libertà per violazione di domicilio e danneggiamento, cinque ragazzi del posto dei quali quattro, i più “anziani”, gravati da precedenti denunce. Si tratta di una 25enne, due 24enni, una 17enne e un 16enne. I militari nel corso di un normale servizio di pattuglia, hanno sorpreso in orario pomeridiano, i giovani che si erano introdotti, sfondando una porta e senza averne titolo, all’interno di un edificio del centro della cittadina, denominato “Casa Mirto”. I carabinieri avevano notato una luce insolitamente accesa illuminare una finestra. Si trattava di un immobile chiuso, di proprietà della Parrocchia della “Beata Vergine Assunta” di Guasila. L’amministratore del bene ecclesiastico ha presentato un atto di querela, in relazione a quanto verificato dai carabinieri. All’atto della perquisizione d’iniziativa i carabinieri hanno accertato il danneggiamento di ambienti, mobili, porte e suppellettili, nonché hanno rinvenuto e sequestrato 20 (venti) grammi di marijuana, nonché una carabina ad aria compressa di libera vendita. I ragazzi si erano probabilmente creati un rifugio per i loro incontri, una sorta di “club” dove incontrarsi, senza fare troppa attenzione nel non danneggiare beni di proprietà altrui.

 

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