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Operatività del 14 e 15 gennaio delle stazioni dei Carabinieri delle province di Cagliari, Sud Sardegna, Medio Campidano, e Capoluogo

Cronaca Regionale
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Operatività del 14 e 15 gennaio delle stazioni dei Carabinieri delle province di Cagliari, Sud Sardegna, Medio Campidano, e Capoluogo

Villasimius
i carabinieri della locale Stazione hanno tratto in arresto un 37enne del luogo, in ottemperanza ad un “decreto di sospensione dell’esecuzione di misura alternativa”, emesso dall’ Ufficio di Sorveglianza del Tribunale di Cagliari. Il provvedimento scaturisce dalle reiterate violazioni alle prescrizioni imposte all’uomo dall’autorità giudiziaria, per cui egli è risultato essere non idoneo alla prosecuzione della misura alternativa concessagli, essendosi più volte sottratto al programma terapeutico e riabilitativo imposto. Egli era stato ammesso, con precedente ordinanza dello stesso Giudice, datata 09.07.2019, a scontare la pena della reclusione in regime di affidamento in prova ai servizi sociali, in quanto giudicato colpevole di reati in materia di stupefacenti. L’arrestato, al termine della redazione degli atti relativi alla misura e della notifica del provvedimento, con suo piccolo bagaglio di effetti personali, è stato tradotto alla casa circondariale “Ettore Scalas” di Uta.
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Cagliari
i carabinieri della Stazione di San Bartolomeo hanno tratto in arresto, in flagranza del reato di evasione un 43enne, domiciliato in quel quartiere e vecchia conoscenza dei carabinieri. L’uomo era in atto sottoposto agli arresti domiciliari. I militari intervenuti, alle precedenti ore 16:45, nel corso di controllo effettuato nell'abitazione della persona ristretta, avevano constatato la sua assenza, rintracciandolo però, poco dopo, nell’abitazione della sua compagna, come avevano previsto potesse essere. Per un po’ di tempo ora egli non potrà vederla. Avrebbe forse fatto meglio ad invitarla a casa. L’arrestato, al termine della redazione degli atti relativi a quanto accaduto, è stato ristretto presso le camere di sicurezza di Via Nuoro, in attesa del rito direttissimo previsto per la mattinata di oggi, al palazzo di giustizia di Cagliari.
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Capoterra
Ieri Stamattina all’albai carabinieri della locale Stazione hanno dato esecuzione a un decreto emesso in data 13 gennaio 2021 dall’Ufficio di Sorveglianza del Tribunale di Cagliari, nei confronti di un 27enne di Capoterra, disoccupato con precedenti denunce a carico. Con tale provvedimento, l’autorità giudiziaria ha disposto nei confronti dell’interessato la sospensione della misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali e ha contestualmente ordinato l’accompagnamento dello stesso presso un istituto di pena, essendo egli stato condannato ad anni uno e mesi quattro di reclusione per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Evidentemente il beneficio a suo tempo concessogli non aveva sortito effetti positivi sui suoi comportamenti. L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso casa circondariale di Uta.
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Samassi
i carabinieri della locale Stazione hanno notificato a un 47enne del luogo un’ordinanza emessa dal GIP presso il Tribunale di Cagliari, che dispone, nei suoi confronti, l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla parte lesa. La misura accoglie quanto denunciato dall’Arma del luogo, in merito al reiterarsi dei maltrattamenti che l’uomo aveva inflitto nel tempo alla propria consorte, alla condizione di pericolo che ne discende e che non può essere prudentemente gestita qualora in cui i due coniugi continuino a convivere sotto lo stesso tetto. L’autorità giudiziaria ha concordato coi carabinieri sulla sussistenza a carico del denunciato di gravi indizi inerenti ai reati contestati, relativi all’insostenibile e umiliante condizione nella quale era stata ridotta la donna, tramite maltrattamenti fisici e morali. Il 47enne dovrà pertanto andarsi a cercare un’altra sistemazione alloggiativa e non avvicinarsi alla donna a una distanza inferiore al mezzo km. Qualora egli non ottemperasse a tale ordine tassativo e la cosa venisse constatata e riferita alla Procura dai carabinieri, potrebbero intervenire provvedimenti più gravi, come previsto e come accaduto molte volte in passato, sino alla carcerazione dell’uomo. Si tratta di un provvedimento generalmente molto efficace che mira a sottrarre la vittima dalle grinfie del proprio persecutore.

Muravera
Alle volte ci vuole poco, giusto una telecamera, per risolvere i problemi. Così è stata una piccola telecamera di quelle che appena s’intuiscono, solo se ci si fa attenzione, a scoprire l’arcano di Muravera. Angelo, chiamiamolo così tanto per dargli un nome, un anziano signore di 80 anni aveva osservato miracolosamente sparire alcune banconote che di volta in volta aveva infilato nel proprio portafoglio, alimentato periodicamente dai prelievi sul postamat e da un’accettabile pensione. Inizialmente egli non ci aveva fatto caso, come spesso succede, ma poi facendo mente locale, ricordando quanto ci fosse in saccoccia e notando come in assenza di spese, il malloppo comunque diminuisse sempre, aveva cominciato a preoccuparsi. Chi poteva essere l’autore delle sottrazioni malandrine? Il denaro sparisce quando qualcuno lo prende e non erano poi tante le persone che frequentavano casa sua. Succede così ad una certa età, i rapporti sociali si riducono, si frequentano poche persone. Dei familiari, dei figli e nipoti non poteva sospettare, restava la badante che pure sembrava una così brava persona. Non trovando una soluzione al problema, si rivolgeva ai carabinieri. Questi raccoglievano la sua denuncia querela e la trasmettevano alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari. Era solo un primo atto, ma era necessario. Così, qualche tempo dopo, col consenso dell’uomo e della magistratura inquirente, una piccola telecamera veniva fissata alla cornice dello specchio della camera da letto, di fronte al cassetto dove solitamente l’anziano custodiva il proprio portafoglio. Normalmente non si fanno intercettazioni in camera da letto, per ovvie ragioni, trattandosi del luogo della massima intimità ma, dal momento che la vittima delle sottrazioni non aveva problemi a consentirlo, si procedeva in tal modo. Non era necessaria una lunga attesa per venire a capo dell’arcano. Non era il classico maggiordomo a cadere nella trappola ma la badante. Questa, dopo aver effettuato l’ennesima sottrazione, non sospettando nulla, si era anzi fermata davanti allo specchio per la banale civetteria di riavviarsi i capelli, facendosi riprendere per bene in pieno volto dalla spia elettronica collocata dai militari. Ora Angelo ha una nuova badante. Quella vecchia ha un procedimento penale per furto aggravato e continuato, innescato dall’informativa dei carabinieri di Muravera che in breve tempo, in collaborazione coi colleghi in borghese di San Vito,, hanno risolto il problema.

 

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