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Operatività delle stazioni dei Carabinieri del Capoluogo della Sardegna

Cronaca Regionale
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Operatività delle stazioni dei Carabinieri del Capoluogo della Sardegna

Cagliari. Ieri i carabinieri della Stazione di Pirri, al termine dei necessari accertamenti, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, per il reato di evasione, un 55enne, disoccupato, con precedenti denunce a carico, in atto sottoposto alla misura della detenzione domiciliare. Questi, in occasione di uno dei periodici controlli effettuati presso la sua abitazione dai carabinieri, in orari variabili del giorno e della notte, ieri alle ore 21:15 non è stato rintracciato presso la propria abitazione, essendo uscito per qualche motivo, comunque difficilmente giustificabile. La detenzione domiciliare è in tutto e per tutto equiparabile a quella in carcere ed è un beneficio concesso in via fiduciaria, essendo evidentemente più gradevole stare a casa piuttosto che presso un istituto di reclusione. Pertanto non è ammissibile interrompere, con uscite non autorizzate, il periodo nel quale si sconta una pena, a rischio di perdere la concessione avuta.


Cagliari. Che le interlocuzioni con gli sconosciuti possano essere pericolose ce lo diceva già la mamma quando eravamo piccoli, che nel frattempo la tecnologia si sia evoluta e che le possibilità di avere a che fare con persone non soppesabili a priori siano aumentate in frequenza, ben lo sappiamo. I social network ci mettono in relazione con una pluralità spesso indistinta di possibili interlocutori e occorre davvero essere prudenti. Lo ha ben compreso una 39enne impiegata di Dolianova che lavora in un ufficio di Cagliari. Nel mese di dicembre scorso era stata agganciata sul proprio profilo Instagram da uno sconosciuto che aveva preso a scherzare amabilmente con Lei. Dopo qualche tempo, vantando un fisico straordinario, le aveva inviato una serie di foto nelle quali egli compariva completamente nudo. L’uomo si era presentato come italiano, ma la donna aveva compreso che gli errori di ortografia, contenuti nelle sue chat, derivavano da operazioni di traduzione automatica da un’altra lingua, operate mediante un apposito programma informatico. La giovane aveva ceduto infine alla richiesta di inviare anche lei delle foto che la ritraessero in costume adamitico, limitandosi però ad esibire la parte alta del corpo, volto compreso. Mai lo avesse fatto, dopo qualche giorno aveva inizio la parte meno gradevole della vicenda. Lo sconosciuto aveva gettato la maschera e richiesto alla ragazza di effettuare un bonifico da 500 euro a un indirizzo da lui indicato, pena la trasmissione delle foto a tutti i contatti Instagram della donna, da lui ormai individuati. Se la vittima avesse ceduto una volta, probabilmente avrebbe ottenuto l’effetto di incoraggiare l’estortore a insistere nella vessazione e nelle richieste di denaro. La donna si è limitata a cancellarlo dai propri contatti. A quel punto per dimostrare che non stava scherzando, il malfattore ha trasmesso una delle foto a una cara amica della giovane, volendo significare che quello sarebbe stato solo l’inizio dell’opera di sottoposizione a una “berlina telematica” che sarebbe poi giunta sino alle estreme conseguenze in termini di delegittimazione. La donna si è precipitata dai carabinieri e ha denunciato accuratamente tutto. Ora i militari stanno cercando di individuare chi possa essere il personaggio che si nasconde dietro al profilo dell’estortore. Non sarà facile perché i primi accertamenti conducono nel continente nero, dove non è certo facile ottenere la collaborazione delle polizie locali. Nel frattempo la ragazza ha richiesto a tutti i suoi contatti di staccare la spina a quel soggetto sgradito. Si spera che tutti vorranno dimostrarsi amici per davvero.


Cagliari. Ieri i carabinieri della Stazione di San Bartolomeo hanno denunciato in stato di libertà alla procura della repubblica presso il tribunale di Cagliari stazione per violazione di domicilio, invasione di edifici e danneggiamento una 34enne e una 24enne di Cagliari. Il tutto ha origine dalla segnalazione dell’amministratrice di sostegno di una pensionata, domiciliata a Domusnovas. Le denunciate, nella serata del 30 gennaio 2021, in via Samuele Utzeri n.28, si sarebbero introdotte all’interno di un’abitazione di proprietà di A.R.E.A. - azienda regionale edilizia abitativa, già assegnata alla donna assistita, previa effrazione di una finestra e della porta di accesso, occupandola con la forza. Pur in maniera del tutto illegittima le abusive hanno posto tutti di fronte a uno stato di fatto che in qualche modo le avvantaggia. Sui tempi dello sfratto ci sarà da discutere.

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