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Cagliari. Operatività dei carabinieri del 9 giugno 2021

Cronaca Regionale
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Alla fine spesso la voce pubblica risulta essere veritiera e se quel giovane si era guadagnato la fama di spacciatore qualche motivo valido doveva esserci. La voce era stata raccolta dai carabinieri che in quegli ambiti ci debbono lavorare per missione assegnata ed era stata sviluppata con appostamenti, pedinamenti e tanta discreta osservazione. Alla fine però questi discorsi si concludono spesso con una perquisizione personale e domiciliare che gli uomini dell’Arma possono compiere anche di propria iniziativa nel momento che ritengano più favorevole. Ad ascoltare qualche delazione forse si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Volendo concludere il discorso i carabinieri in borghese del Nucleo Investigativo di Via Nuoro sono così passati all’azione. Hanno atteso il ragazzo per strada, lo hanno perquisito e poi, con l’ausilio dei colleghi in uniforme della Stazione di San Bartolomeo, gli hanno perquisito l’abitazione. Si tratta di un 25enne cagliaritano incensurato, residente in Via Fasano. È stato trovato in possesso di 150 grammi di infiorescenze di marijuana, 5,2 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e strumenti atti al confezionamento delle citate sostanze, nonché 8.319,85 euro in banconote di vario taglio, verosimile provento dell’attività di spaccio. L’arrestato, al termine delle formalità di rito, su disposizione della Procura è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari nel luogo di residenza, in attesa del processo con rito direttissimo che si svolgerà stamane al Palazzo di Giustizia di Cagliari.

A Selargius i carabinieri della Stazione di S.Avendrace, in esecuzione del decreto di sospensione degli arresti domiciliari, emesso in data odierna dall’Ufficio di Sorveglianza del Tribunale di Cagliari, hanno tratto in arresto un 39enne di Assemini domiciliato a Selargius, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Il provvedimento odierno scaturisce da deferimento in stato di libertà dell’uomo per evasione da parte degli operanti, avvenuto in due circostanze nei giorni scorsi in relazione a due distinti episodi nei quali una pattuglia della Stazione si era recata a verificare la presenza in casa del denunciato e questi non era risultato essere presente a casa. Al termine della notifica del provvedimento e della redazione degli atti relativi, munito di una borsa con gli effetti personali, l’uomo è stato tradotto dai carabinieri presso la casa circondariale di Uta.

A Villacidro i carabinieri della locale Stazione a conclusione di un'attività d’indagine scaturita dalla denuncia e contestuale querela presentata dal personale tecnico della società “Enel Distribuzione”, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari un 26enne e una 34enne residenti entrambi nel capoluogo del Medio Campidano e censiti nella banca dati delle forze di polizia. I due avevano da tempo manomesso i sigilli del contatore Enel dell'immobile e si erano allacciati abusivamente alla rete elettrica nel periodo che va dal 20 febbraio 2019 al 12 maggio 2021 (secondo valutazioni della società). Un ottimo sistema per non pagare le spese della corrente elettrica che però non è sfuggito ad uno dei tanti passaggi dei tecnici Enel che hanno potuto constatare come l’artifizio fosse stato posto in essere in maniera peraltro anche abbastanza grossolana. Le successive verifiche in loco dei carabinieri hanno completato il quadro per l’autorità giudiziaria.
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A Samassi i carabinieri del NORM della Compagnia di Sanluri, coadiuvati da quelli della locale Stazione, sono intervenuti per una richiesta pervenuta sull’utenza 112 di pronto intervento, in località Santo Stefano, dove hanno deferito in stato di libertà per lesioni personali un 51enne del luogo, coltivatore diretto. Gli operanti hanno accertato che l’uomo, per futili motivi connessi a pregressi attriti, aveva attinto con un coltello il figlio 30enne, agricoltore anch’egli, ben noto alle forze dell’ordine, causandogli una ferita al fianco, con ricovero in codice rosso presso il nosocomio “Nostra Signora di Bonaria” di San Gavino Monreale con prognosi di gg. 10. Gli immediati rilievi tecnici effettuati dai carabinieri hanno permesso di rinvenire e sequestrare il coltello utilizzato per l’impresa, recante tracce ematiche che, per le successive analisi che verranno condotte dai RIS di Cagliari, sarà custodito presso la Compagnia di Sanluri. Soltanto per l’esiguità della prognosi contenuta nel referto medico non è stato ipotizzato un tentativo di omicidio che peraltro non può essere sostenuto in relazione ad ulteriori elementi. Di sicuro il quadro familiare che ne emerge non è edificante.

 

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