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Sant'Anna arresi. In mille a gridare “No alla Guerra”. Cronache di una giornata di lotta

Cronaca Regionale
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Si è conclusa nel tardo pomeriggio di martedì scorso con   echi di annunciate denunce, il disperdersi del fumo dei lacrimogeni e il tonfo secco dei manganelli utilizzati dagli agenti di polizia, carabinieri e Guardia di finanza in assetto antisommossa, la manifestazione di protesta organizzata dai pacifisti sardi contro l'esercitazione Nato Trident Juncture. Un gioco di guerra che ha coinvolto 36.000 persone provenienti da oltre 30 paesi alleati e partner delle Nazioni, in Italia, Portogallo, Spagna, Oceano Atlantico, Mar Mediterraneo, Canada, Norvegia, Germania, Belgio e Paesi Bassi. Contro la guerra, le basi militari nell'isola e le rivendicazioni di  autonomia, antimilitaristi e pacifisti provenienti da tutta la Sardegna si sono dati appuntamento martedì a Porto Pino. A manifestare erano in mille ma non erano soli. Con loro c'erano anche le altre decine di migliaia di sardi che aborriscono la guerra e la violenza, il sopruso e l'ingiustizia delle armi.  Così per diverse ore intorno a Porto Pino si è vissuto un clima di grande tensione che, per fortuna, non ha provocato incidenti gravi. Imponente l'azione deterrente delle forze dell’ordine che hanno fermato auto ed autobus ad alcuni chilometri dal parcheggio di Porto Pino, scelto come punto di partenza della manifestazione, dividendoli da quelli che erano riusciti a raggiungere la spiaggia. I manifestanti, ricomposto il corteo, hanno ripreso la marcia verso il poligono. Durante il cammino però un gruppo di manifestanti ha svoltato in una strada sterrata che, aggirando la spiaggia Porto Pino, conduce direttamente al perimetro del poligono. A quel punto la tensione è salita alle stelle. Ci sono state alcune cariche di polizia con lancio di lacrimogeni e manganellate con il risultato di due persone rimaste lievemente ferite. Una decina di pacifisti però sono riusciti a superare la recinzione e ad entrare nel poligono militare dove sono stati bloccati dai militari che li hanno individuati e saranno denunciati. La manifestazione di protesta non ha fermato l’esercitazione militare che è stata interrotta solo per alcuni minuti dopo l’irruzione nell’area militare dei dieci manifestanti, avvenuta poco prima della conclusione delle esercitazioni previste nella giornata. ( vignetta di Gianfranco Pischedda)

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