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Sant'Anna Arrresi. Questa sera chiude la XXXI edizione del festival “Ai Confini Tra Sardegna e Jazz”.

Spettacolo
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Andrà in scena questa sera la serata conclusiva della XXXI edizione del festival “Ai Confini Tra Sardegna e Jazz”. Anche se è presto per fare bilanci possiamo dire che è stata un'edizione speciale e ben riuscita, sia dal punto di vista della scelta del cartellone sia per quanto riguarda l'apprezzamento del pubblico e dei giornalisti e critici internazionali presenti anche quest'anno a Sant'Anna Arresi. Anche dal punto di vista organizzativo la risposta della nostra Associazione è stata ineccepibile così come la qualità dell’audio dei concerti, sicuramente aiutata dalla magnifica cornice di Piazza del Nuraghe.
Ancora per una volta quelle pietre antiche e magiche saranno illuminate e invase di note, ancora una volta la musica ci darà l'arrivederci all'anno prossimo lasciando un ricordo di gioia e libertà in ognuno di noi ma anche doverose riflessioni sulla nostra struttura interna e sul territorio che ci ospita.

Alle 21 andrà in scena il Summit Quartet. Il quartetto è composto da Mats Gustafsson, Ken Vandermark, Hamid Drake e dal bassista Luc Ex. Conosciamo singolarmente il valore dei musicisti in programma, già protagonisti di questa edizione, ma non li abbiamo mai sentiti in questa formazione che potrà solo stupirci per le potenzialità messe in campo. L'ensemble è un progetto originale creato per il nostro festival e siamo sicuri che stasera regalerà un concerto difficile da dimenticare.

La chiusura della serata e del festival è affidata a Daniele Sepe. Sepe è un sassofonista italiano molto conosciuto che ha sviluppato un'enormità di progetti in diversi campi della musica. Un talento multiforme che non ha mai nascosto la passione per Frank Zappa, infatti il suo progetto per questa serata si chiama Direction Zappa. Sepe analizzerà i risvolti della musica zappiana e le sue enormi potenzialità, per fare questo ha allestito un sestetto che oltre lui vede Dean Bowman (voce) Davide Castigliola (piano) Gio Cristiano (chitarra) ed Hamid Drake (batteria).
Questo concerto pieno di ritmi, melodie e suggestioni zappiane, ma non solo, sarà il nostro arrivederci alla XXXII edizione di “Ai Confini Tra Sardegna e Jazz”.

E’ presto per fare bilanci ma l’edizione che sta per concludersi è stata densa di grandissime soddisfazioni e grandissima musica.
Il programma di quest’anno è stato considerato dai giornalisti internazionali uno dei più affascinanti e creativi di tutto il panorama mondiale, lo dimostra la fitta presenza dei media al nostro festival cosa che ci onora ma al tempo stesso ci consegna grandi responsabilità per l’edizione che verrà.
Per questo motivo l’assemblea dei soci di Punta Giara ed il suo direttore artistico Basilio Sulis, visto il successo della manifestazione e ritenendo che ci siano le precondizioni che lo permettono, possono annunciare date e tema per l’anno prossimo. Il festival si svolgerà dall’1 al 10 settembre 2017 ed avrà come titolo “Bum Bum Bum-Tutte le Muse del Batterista”.
L’Associazione Punta Giara ha deciso di bandire un concorso di idee sul tema dell’anno prossimo e per questo selezionerà giornalisti, critici e studenti di giornalismo che vorranno partecipare al progetto. Le iscrizioni saranno aperte dal 1/10/2016 e dovranno essere presentate entro e non oltre il 30/12/2016. Tutte le modalità, i dettagli ed i premi saranno disponibili dal 1/10/2016 nel nostro sito www.santannarresijazz.it.
L’edizione del 2016 ha anche segnato un impegno importante del nostro festival per la raccolta fondi dedicata alla ricostruzione del teatro “Giuseppe Garibaldi” di Amatrice e per la solidarietà in genere. Ci siamo spesi in prima persona per dare un contributo attivo e per sensibilizzare artisti e pubblico come testimonia lo speciale “Il jazz per ricostruire” che raccoglie le testimonianze registrate durante il festival e andato in onda il 9 settembre su RAI 5.
Inoltre in collaborazione con l’Associazione Diomira, per tutta la durata del festival, abbiamo ospitato 12 migranti provenienti dall’Africa devastata dalle guerre. A loro è stata offerta la possibilità di vivere il festival in tutte le sue declinazioni con la speranza che la musica possa alleviare in modesta misura le sofferenze terribili che hanno vissuto e continuano a vivere.

Approfittiamo per ringraziare coloro che hanno reso possibile la manifestazione: la Regione Sardegna, gli Assessorati al Turismo, Pubblica Istruzione, Sport e Spettacolo, la Nuova Provincia del Sud Sardegna, il Comune di Sant’Anna Arresi, la Fondazione Banco di Sardegna, Automobili Cocco, Nieddittas e la Cantina Mesa.
Inoltre ringraziamo i nostri soci e tutti quelli che hanno lavorato per e con il festival a partire dai tecnici di Giovanni Carlini “Live Studio”, Mokkes’s Backline, gli albergatori e ristoratori di Sant’Anna Arresi e tutti coloro che si sono impegnati nell’offrire ospitalità a musicisti e pubblico presente quest’anno.

SUMMIT QUARTET

 

Mats Gustafsson è nato a Umea (Svezia) nel 1964. Sassofonista, flautista, tastierista, la sua formazione è all’interno del rock-jazz e del punk scandinavi anni ’80.
Autodidatta, improvvisatore, inizia ad esplorare il linguaggio della free-music europea nella prima metà degli anni ’80. Nel 1986, con il percussionista Kjell Nordeson, fonda il gruppo AALY trio, successivamente allargato al sassofonista americano Ken Vandermark. Da allora, la carriera di Gustafsson è un susseguirsi ininterrotto di collaborazioni, incisioni, concerti in ogni parte del mondo. Il suo stile radicale, che privilegia l’escursione timbrica e la potenza del suono, lo ha messo in luce presso diverse scene dell’improvvisazione. Ha suonato con Derek Bailey, con Paul Lovens e con gran parte dei musicisti svedesi della scena alternativa. Con Sten Sandell (piano) e Raymond Strid (batteria) ha fondato il trio Gush. Parallelamente, Gustafsson ha lavorato con esponenti importanti della scena americana, primo fra tutto Jim O’Rourke; inoltre con i Sonic Youth ed in progetti separati con Thurston Moore e Lee Ranaldo. Era membro del Peter Brötzmann Chicago Tentet dalla fine degli anni 90 e della Barry Guy New Orchestra dal 2000. Assieme a Brötzmann e Vandermark ha condotto il trio Sonore.
Altri frequenti lavori lo vedono a fianco di Joe McPhee, Otomo Yoshihide, Hamid Drake, David Grubbs, Peter Evans, Cato Salsa Experience, Zu. Negli ultimi anni Gustafsson ha curato in particolare il progetto Fire!, trio con Jonad Berthling al basso e Andreas Werliin alle percussioni, e Fire! Orchestra. Ed è stato coinvolto con The Thing nel progetto realizzato con la cantante Neneh Cherry, “The Cherry Thing”. Inoltre, continua ad incidere e a suonare dal vivo in “solo” e con “live electronics”. Altri progetti tuttora attivi: Tarfala (Guy-Gustafsson-Strid), EFG (Evans, Fernandez, Gustafsson), Swedish Azz, NU ensemble.

Hamid Drake: Dopo aver Brillante, sensibile, infinitamente ritmico, intelligente spirituale e potente batterista di Chicago, Hamid ha iniziato a suonare in rock and R&B bands ancor giovanissimo, attirando l’attenzione di Fred Anderson.
conosciuto Don Cherry, Hamid ha viaggiato molto al suo seguito in Europa, dedicandosi all’esplorazione dell’infinito universo percussivo, condividendo con D.Cherry il significato della spiritualità applicata alla musica e delle sue infinite possibilità di trasformazione ed evoluzione. Il bisogno continuo di Hamid di sperimentare le varie espressioni ritmiche dalle radici della musica lo porta all’esperienza alla fine degli anni 70 del collettivo Foday Muso Suso’s Mandingo Griot Society, una mistura di tradizione African music e narrativa, con fusione di elementi jazz, funk, and blues.
Negli anni è stato inventivo supporto ritmico di lungimiranti artisti tra cui Borah Bergman e Peter Brotzmann, con il quale ha suonato in quartetto con William Parker e Toshinori Kondo, Marylin Crispell, Pierre Dørge, il pianista compositore norvegese Georg Gräwe, Herbie Hancock , Misha Mengelberg.

Luc Ex: componente del gruppo The Ex fino al 2002, il gruppo è noto per la sua interpretazione non convenzionale di vari stili musicali. Dopo The Ex è stato con i Dutch BV Popprijs, gruppo che ha guadagnato molto notorietà sia in Olanda che all’estero. L’Ex ha lavorato con una vasta gamma di musicisti e artisti, tra questi si segnalano quelli olandesi come Han Bennink, il celloplayer americano Tom Cora, il belga Arbsurdist Kamagurka, il gruppo Lanaya e i Tortoise e i Sonic Youth. Luc Ex è uno dei fondatori e responsabili di Konkurrent, casa discografica indipendente.

Ken Vandermark: le sopracciglia sono state sollevate nel mondo del jazz quando è stato annunciato che il giovane Ken Vandermark doveva ricevere un “Genius” nel 1999. Il premio tra gli altri è stato consegnato a musicisti jazz di grande spessore tra cui Cecil Taylor e Anthony Braxton – figure quasi mitiche che, nel corso di lunghe carriere, hanno saputo creare musiche che hanno superato la prova del tempo. Vandermark era poco conosciuto al di fuori dell’area di Chicago, il suo sax tenore è forte e molto espressivo, la sua tecnica in tutte le sue improvvisazioni sono estremamente originali. Vandermark ha iniziato a suonare la tromba in quarta elementare e poi passato al sax tenore al liceo. Ha frequentato la McGill University dal 1982 al 1986. Nel 1986, si trasferisce a Boston, dove ha formato un trio chiamato Lombard Street e ha studiato clarinetto. Nel 1989, si trasferisce da Boston a Chicago dove ha trovato posto come membro della NRG Ensemble di Hal Russel. La sua presenza è diventata una costante nel panorama del jazz di Chicago; si esibisce con diverse band, tra cui il DKV Trio, la Witches & Devils, la Joe Harriot Project, Steam, Peter Brötzmann Chicago Tentet e la Vandermark 5.

LINE UP:

Ken Vandermark (barisax), Hamid Drake (dums), Mats Gustafsson (sax), Luc Ex (bassguitar)


DIRECTION ZAPPA By DANIELE SEPE Feat. Dean Bowman & Hamid Drake


Per l’edizione 2016 del festival “Ai confini tra Sardegna e Jazz”, il sassofonista napoletano Daniele Sepe – che per l’occasione ha messo su una band di respiro internazionale – presenterà un progetto interamente dedicato alla complessa figura di Frank Zappa.
L’amore di Sepe per Zappa è storia nota, le composizioni zappiane da sempre sono parte integrante dei suoi spettacoli dal vivo, tra l’altro nel suo ultimo disco “a note spiegate” sono state incise due intense rivisitazioni di Sofa e King Kong del compositore italoamericano.
Con questo nuovo progetto – un sestetto composto da alcuni tra i più interessanti musicisti della scena jazzistica attuale – il complesso universo zappiano verrà esplorato attraverso la visione di un musicista che – muovendosi perennemente tra i confini del jazz-rock, della world music e della musica eurocolta – da sempre sfugge a quasiasi possibile etichetta.
Ad accompagnare il maestro Sepe in questo viaggio nella musica senza confini ci saranno personaggi di grande interesse, primo fra tutti Dean Bowman, il noto vocalist Newyorkese (già al fianco di J. Scofield, Don Byron etc) definito da S. Mingus come “il vocalist più importante dai tempi di B. McFerrin”. Un vocalist che rappresenta la perfetta sintesi tra ricerca (diplofonie, canto scat, grugniti e falsetti da capogiro sono il suo arsenale tipico) e anima (il suo repertorio di elezione è dato da J. Hendrix, rev. Gary Davis, Elmore James etc.)
Altra featuring d’oltreoceano è data dalla presenza del batterista e percussionista americano Hamid Drake (già al fianco di Don Cherry, Herbie Hancock etc), la sua è una visione globale della musica, una fusione di elementi di free jazz, musica afrocubana, musica indiana e percussioni africane.
Tra i musicisti nostrani il capitano Sepe ha scelto due suoi storici collaboratori, il bassista Davide Costagliola ed il pianista Tommy De Paola già al fianco del maestro Sepe in diversi anni di sperimentazioni e concerti. Musicisti di grandissimo livello che lo hanno accompagnato nella realizzazione delle sue ultime fatiche discografiche ed in giro per la penisola nei suoi numerosi tour. Altro interessante connubio è con il chitarrista elettrico Gio Cristiano (già definito come “un chitarrista funk/jazz di matrice hendrixiana” cit La Repubblica), con il quale Daniele Sepe ha inciso recentemente il disco VOODOO MILES (di cui lo stesso Bowman è co-autore). Un chitarrista di provenienza jazz, ma più interessato alle possibilità espressive svelate dalle sperimentazioni di Jeff Beck, Jimi Hendrix e lo stesso Frank Zappa, che ai manierismi di scuola jazzistica.

Con questo spettacolo viene offerto all’ascoltatore la possibilità di immergersi in un caleidoscopio di sensazioni sonore, guidate dalla visione di un musicista senza confini, che alla guida di una band stellare, esplora uno dei più intriganti e complessi repertori della musica del ‘900.

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