Alla soglia dei 41 anni, Fausto Paravidino non potrebbe essere definito “giovane autore della nuova drammaturgia italiana”. Anche perché il curriculum del commediografo che firma “I vicini”, in scena al Teatro Centrale martedì 4 aprile alle ore 20.45 per la rassegna del Cedac, è davvero corposo. Da almeno quattro lustri infatti scrive testi per il palcoscenico e sceneggiature per il piccolo e il grande schermo, tutti baciati dal successo, ed è attore in tutti e tre gli ambiti: anche a Carbonia reciterà la parte dell’uomo nella coppia al centro dell’intreccio. Il lavoro, il cui testo ha ricevuto nel 2013 il Premio Hystrio per la drammaturgia, è in giro per i teatri d’Italia da tre anni, a testimonianza del consenso di critica e pubblico che non ammette dubbi per questa produzione del Teatro Stabile di Bolzano. Al centro della vicenda, come spiega lo stesso Paravidino, la paura: in primo piano quella dei vicini di casa, “topos” di tanta letteratura, teatro e cinema e metafora della paura dello sconosciuto, dell’estraneo percepito come pericolo e che, nello specifico, per di più porta la sua “minaccia” dall’appartamento di rimpetto. C’è una coppia dove Lui – il personaggio non ha nome – manifesta il timore verso i nuovi inquilini appena arrivati e al tempo stesso ne è attratto e li osserva dallo spioncino, mentre Greta ne è incuriosita e vorrebbe approcciarsi apertamente, senza remore e pregiudizi. Alla fine l’incontro avviene: i vicini sono una coppia in cui Chiara mostra un carattere complesso, dai tratti vagamente psicotici mentre il Marito di Chiara è un uomo tracotante che si mostra sicuro di sé più di quanto forse non lo sia. Il rapporto che ne nasce diventa una sorta di grimaldello per l’equilibrio esistenziale di Chiara e Lui. Le paure diventano altre e diverse e “i vicini” si rivelano solo la materializzazione di insicurezze assai più profonde C’è anche un quinto personaggio che trasporta l’atmosfera dal realismo alla subcoscienza e che scioglie solo apparentemente la trama nel finale. Gli attori sul palco, per quello che è l’ultimo spettacolo di prosa della rassegna, saranno rispettivamente, come detto, lo stesso Paravidino, anche in veste di regista, Iris Fusetti, Sara Putignano, Davide Lorino e Barbara Moselli. Laura Benzi, Laura Cardini, Lorenzo Carlucci ed Enrico Melozzi curano rispettivamente scene, luci, costumi, e musiche.
Giovanni Di Pasquale