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Dolianova. Al festival Street Books La musica di Gaber e il noir di Massimo Carlotto. A chiudere un concerto di Stefania Secci e Francesca Puddu

Spettacolo
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Musica, noir e ancora musica. Giunge alle battute finali il festival Street Books - Scrittori, lettori e libri a Dolianova, che questo fine settimana propone alla Villa De Villa di via Carducci 2 gli ultimi tre appuntamenti di un cartellone, lungo e articolato, che per 38 serate ha animato il centro del Parteolla. Si parte sabato 22 luglio alle 21.30 con “Sto bene, proprio ora, proprio qui”, un viaggio musicale e per immagini nel mondo di Giorgio Gaber che vedrà in scena Raoul Moretti all’arpa elettrica, Gerardo Ferrara alla voce e le foto di Reinhold Kohl. Doppio appuntamento invece per l’ultima giornata, quella di domenica 23, che alle 20.30 vedrà protagonista uno degli indiscussi protagonisti della scena noir interazionale, lo scrittore Massimo Carlotto. “Tutte le sfumature del noir” è il tema dell’incontro che verrà condotto dal giornalista Vito Biolchini e nel corso del quale lo scrittore presenterà il suo ultimo romanzo “Il Turista”. La seconda edizione del festival Street Books - Scrittori, lettori e libri a Dolianova si chiuderà in musica alle 21.30 con lo spettacolo “Cercare l’amore è più facile che cercare parcheggio”, di e con Stefania Secci e Francesca Puddu. Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito. “Sto bene, proprio ora, proprio qui” è un’analisi narrata dell’”illogica allegria” di Giorgio Gaber, un viaggio nel teatro-canzone dell’artista attraverso il tentativo di ri-lettura dei temi che hanno animato e agitato l'animo del “signor G.”: la fatica dell'animo umano, la sua leggerezza, il disagio esistenziale, la bellezza delle “periferie umane”, la complessità del pensiero e la semplicità e la forza dell’amore. Music e testi in cui l'invettiva e la poesia sono tese non solo ad idealizzare, ma "anelare" finalmente ad “un uomo nuovo”. Nello spettacolo, accompagnato dalle proiezione di alcune foto tratte dal libro di Reinhold Kohl “Io mi chiamo Gaber e sono ancora qui”, l’arpa di Raoul Moretti traccia musicalmente il solco gaberiano con una vena “reinterpretativa” originale che mette a proprio agio la voce narrante di Gerardo Ferrara.
Massimo Carlotto è considerato come uno dei migliori scrittori di noir e hard boiled a livello internazionale. Il suo ultimo romanzo, “Il Turista” (edito da Rizoli) ha convinto pubblico e critica. Dopo il suo esordio nel 1995 con il romanzo-reportage “Il fuggiasco”, pubblicato da e/o e ispirato alla sua esperienza di latitante (clamorosa la vicenda giudiziaria che lo ha visto a lungo protagonista, culminata con la grazia concessa nel 1993 dal Presidente della Repubblica), Carlotto ha intrapreso una fortunata carriera da scrittore. “Arrivederci amore, ciao”, “La verità dell’Alligatore”, “Il mistero di Mangiabarche”, “Nessuna cortesia all’uscita” (premio Dessì 1999), “Il maestro di nodi” (premio Scerbarenco 2003), “Niente, più niente al mondo (premio Girulà 2008), “Nordest” con Marco Videtta (premio Selezione Bancarella 2006), “La terra della mia anima” (premio Grinzane Noir 2007), sono i suoi titoli più conosciuti, fino ai recenti “Alla fine di un giorno noioso (2011), “Respiro corto” (2012), “Cocaina” (2013, con Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo), “Il mondo non mi deve nulla” (2014) e “La banda degli amanti” (2015). Ne “Il Turista” (Rizzoli, 2016) Carlotto racconta la storia di un serial killer diverso da ogni altro. Ma dopo aver commesso un errore, da cacciatore diventa preda e la sua storia di incrocia a Venezia con quella di Pietro Sambo, l’ex capo della Omicidi che grazie a questo caso potrà riacquistare un ruolo perduto con ignominia.
Amiche da vent’anni, sospese tra l’analogico e il digitale, la cantante Stefania Secci e la chitarrista Francesca Puddu affrontano in musica lo scarto tra reale e virtuale, locale e globale. “Cercare l’amore è più facile che cercare parcheggio: concerto a favore della ricerca” è così un ironico e divertente divertissement in cui le due artiste verranno supportate dalle note e dalle parole dei cantautori italiani.
Dopo essersi avvicinata giovanissima alla musica grazie alla banda di Dolianova, Stefania Secci si è laureata in canto nella facoltà di Jazz al Conservatorio di Cagliari per poi conseguire il master in Composizione al Conservatorio di Birmingham. In seguito ha focalizzato i suoi studi sulle interazioni tra il tango, la musica contemporanea e la musica ebraica dell’est Europa. Numerose sono le sue esperienze teatrali e cinematografiche sia in Italia che all’estero, mentre continua ad esplorare nel canto e nella composizione la musica tradizionale dei paesi dell’Est Europa, del Medio Oriente, del Portogallo, di Capo Verde e del Brasile.

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