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Decimomannu: Al via i festeggiamenti di Santa Greca. Giovedì il Convegno su storia e devozione della Martire

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Prendono il via Domani, giovedì 24 settembre, a Decimonannu i 6 giorni di festeggiamenti in onore di Santa Greca. Organizzati dall’Associazione Santa Greca, con il patrocinio del Comune di Decimomannu, fino a martedì 29 nel centro dell’hinterland cagliaritano si alterneranno eventi religiosi e civili.


Prendono il via Domani, giovedì 24 settembre, a Decimonannu i 6 giorni di festeggiamenti in onore di Santa Greca. Organizzati dall’Associazione Santa Greca, con il patrocinio del Comune di Decimomannu, fino a martedì 29 nel centro dell’hinterland cagliaritano si alterneranno eventi religiosi e civili.
Si comincia, appunto, domani alle 18.30, al Centro Polifunzionale in Piazza De Gasperi, con il Convegno pubblico dal titolo “Santa Greca – Storia e devozione”; all’introduzione di Tiziana Molinu, seguiranno le relazioni di Mauro Dadea, con “Storicità del culto della martire Decimese Greca”, quella di Paolo Bullitta, che tratterà di “Antichi culti e devozioni a Cagliari e nel Campidano”, e di Andrea Tidili, con “La vestizione del simulacro di Santa Greca”.
Il giorno dopo, venerdì 25, dalle 17.00 la vestizione del simulacro della Martire, l’intronizzazione e la Messa. La sera alle 20.30, la “Cantada campidanesa”.
Sabato 26, si inizia con le Messe dalle 8 alle 10.30. Dalle 18.30, l’incontro del simulacro di Santa Greca e la sua reliquia. A conclusione, la Messa solenne. La sera, ballo liscio con l’orchestra di Pino Aresti.
Domenica mattina, le Messe dalle 7 alle 10 e dalle 10.30 la Processione per le vie del paese con la partecipazione dei gruppi folk e l’accompagnamento della banda musicale e delle launeddas. Al termine la Messa celebrata dal Parroco Don Lanero. La sera, fuochi artificiali e il concerto di Beppe Dettori con Maurizio Di Cesare.
Nella mattinata di lunedì 28, le Messe dalle 7.30 e alle 10.30 processione per le vie del centro con messa conclusiva presieduta dall’Arcivescovo di Cagliari, Monsignor Arrigo Miglio. Nel pomeriggio, dalle 17.00 le Messe. La sera, varietà “Certe notti”.
Martedì 29, giornata conclusiva, si aprirà con la messa mattutina delle 9.30 e quella delle 17.30 dove avverrà la separazione del simulacro di Santa Greca dalla sua reliquia. La notte, commedia sardo campidanese “Maladia informatica” di Ottavio Altea a cura della Filodrammatica Guspinese.

Relazione storico artistica generale della festa di Santa Greca

Tradizionalmente a Decimomannu, da secoli il 1° maggio e l’ultima domenica di settembre si celebra solennemente la Festa di Santa Greca nostra concittadina e compatrona del paese.
Questa cerimonia, con gli altri festeggiamenti collaterali, attira una moltitudine di fedeli e di festanti che si possono valutare in centinaia di migliaia. Ponendo, quindi, in evidenza la tradizionale fede e l’amore per una festa che dagli annali risulta se non la più antica, una delle più antiche di tutta la Sardegna.
Tradizionalmente l'ambito dei festeggiamenti religiosi prevede :

il venerdì la vestizione della Santa,con il cambio d'abito e l'abbellimento con “is prendas” (monili in oro);

il sabato “s’incontru” del Simulacro con la reliquia della Vergine Martire, che da ufficialmente inizio alla festa religiosa;

la domenica la solenne processione accompagnata dai numerosi gruppi folk a rappresentanza delle varie zone della Sardegna, suonatori di launeddas e banda musicale;

il lunedì una processione accompagnata dai numerosi gruppi folk a rappresentanza delle varie zone della Sardegna, suonatori di launeddas e banda musicale, caratterizzata da una maggiore partecipazione di pellegrini provenienti dal Sulcis;

il martedì a terminare la rassegna religiosa si partecipa alla separazione della reliquia dalla Santa, che viene individuato come momento toccante e fortemente identitario.

La singolarità dei festeggiamenti ne fanno una Sagra particolare, il modo genuino e tradizionale di preparare e cuocere gli alimenti (generalmente arrosto), l’allestimento di “ barraccas” ( antiche locande dove i fedeli consumano i loro pasti) che si rifanno a “is cumbessias e muristenis”; tutta una miriade di ambulanti che allestiscono i loro banchi dove sono esposti e venduti oltre che i prodotti di consumo, anche una grande quantità di oggetti di vario genere di artigianato locale e regionale.

La festa di Santa Greca si celebra sicuramente dalla seconda metà del XV secolo ed era tanto seguita che più volte nel corso dei secoli si dovette ampliare la chiesa e creare nuovi spazi per fedeli, festanti e turisti, tanto che negli anni ’50 le ferrovie dello stato nei 5 giorni dei festeggiamenti, incrementarono con corse straordinarie tutte le tratte ferroviarie della Sardegna in direzione Decimomannu e viceversa, inoltre i cittadini diedero atto ad una serie di manifestazioni collaterali di genere artistico-culturali per intrattenere le folle dei fedeli.

Nel III secolo d.C. Decimo era già molto importante, soprattutto per i romani, dal punto di vista strategico e logistico, infatti era una stazione di posta per i viandanti. I due ponti, dei quali permangono le testimonianze, erano punto di svincolo per le città di Sulci , Metalla e per il passaggio in Trexenta, tutto ciò favorì gli spostamenti di persone e merci nell’isola.
In quel tempo (III e IV secolo d.C.) la dominazione romana ha favorito l’arrivo di molti popoli del Mediterraneo in Sardegna tra i quali i cristiani che erano in continua crescita, osteggiati dagli imperatori romani ma benvisti dal popolo e coesi tra loro. Si presume che proprio all’epoca fosse arrivata, e poi stabilitasi a Decimo, una famiglia alla cui figlia diedero il nome Greca, a ricordo del loro paese di provenienza (Grecia). La giovane Greca professò il cristianesimo e nel 304 d. C. fu martirizzata perché non abiurò la sua fede, all’età di 20 anni, due mesi e 19 giorni, come risulta dall’incisione sulla lapide ritrovata nel 1614. Non si sa quando siano iniziati esattamente i festeggiamenti per la Santa, ma esitono dei documenti che parlano della festa in onore di Santa Greca già nel 1400. Il 30 /12/1573 Papa Gregorio XIII concesse alla Spagna e alle sue dipendenze (quindi anche alla Sardegna) la celebrazione delle feste di quei Santi di cui si conservano le reliquie insigni nelle chiese locali; successivamente l’arcivescovo D’Esquivel nel 1618 inserì l’ufficiatura e la messa di Santa Greca nel calendario liturgico. Venivano offerti dei doni materiali ( bestiame, terreni, ecc) alla Santa per grazia ricevuta e si rese necessario nominare dei custodi di questi beni che presero il nome di “obriere” e che rappresentavano i vari ceti sociali, infatti si racconta che gli obrieri fossero: un nobile, un religioso e un popolano. Agli inizi del XX° secolo (1928) fu regolamentato il ruolo degli obrieri con uno statuto ancora oggi in uso. Oggi sono i “ custodi” della chiesa e della Santa nei giorni della festa. A differenza degli altri luoghi di culto, ad organizzare la festa civile, sono sempre esistiti comitati spontanei divenuto poi nel 1991 Associazione Santa Greca regolarmente registrata presso l’ufficio competente. Ancora oggi si occupa dell’organizzazione della festività.

Federico Marini

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