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Musica e scrittura. Quattro chiacchere con Andrea Sanna che racconta le sue passioni di Sara Mascia

Cultura
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L’ispirazione segue la sua strada, spesso misteriosa e imprevedibile, ce lo può confermare Andrea, un ragazzo di Serramanna in Sardegna, che ha iniziato questa interessante avventura….
Già appassionato di musica, Andrea ha appena pubblicato con Condaghes il suo primo romanzo: “Lo Scudo del Danhur”,una saga epica ambientata nell’antica civiltà nuragica, è l’inizio di una trilogia ed è distribuito nelle maggiori librerie

Andrea, di che cosa ti occupi nella vita?

Faccio il commesso in un enorme negozio di scarpe, strano, per uno che non ama trovarsi 5 minuti in un centro commerciale, in mezzo a orde di clienti impazziti che ti circondano e assediano per trovare l’offerta migliore!!

Sei un musicista e uno scrittore: come sono nate queste tue passioni?

In casa i miei ascoltavano ottima musica. Fu quando ascoltai “Shine you crazy diamond” dei Pink Floyd che scattò l’amore per la chitarra e le voci dei Beatles fecero il resto. Iniziai presto a suonare (14 anni) e contemporaneamente a comporre canzoni, quindi scrivere testi.. La mia passione per i brevi racconti dell’orrore di Lovercraft e l’amore che provavo per Kafka mi ispirarono per i primi brevi racconti, che definirei “INCUBI AD OCCHI APERTI”.

Hai appena pubblicato “Lo Scudo del Danur”, una saga epica ambientata nell’antica Civiltà Nuragica…

E’ il primo di una trilogia, edito da Condaghes, ambientata al tempo degli Sherdan (non amo il termine “Nuragico”, chiamiamo forse gli antichi egizi “Piramidei”?); siamo intorno al 1200 A.C. Premetto che l’identità degli Sherdan è molto discussa, due sono le teorie che vanno per la maggiore: 1) Popolo arrivato in Sardegna da un’imprecisata zona dell’Oriente, dopo la tentata invasione dei popoli del mare in Egitto ( che sconvolse gli imperi d’Oriente decretando la fine dell’ Età del Bronzo) 2) Oppure non sono altro che Sardi che fanno ritorno alla loro terra di partenza: la Sardegna. Come potete immaginare, io sono per la seconda teoria, ma il mio è solo un romanzo, dove ho cercato di rimettere in ordine le idee che mi sono fatto dopo quasi 20 anni di lettura… Scriverlo mi è servito a sentirmi più vicino ai nostri antenati.E’ una storia di Eroi e di potenti Sacerdotesse, di giovani guerrieri che ignorano ancora il destino che li aspetta; oscuri presagi minacciano il destino dell’isola. La Dea traccia i primi segni di un disegno che pochi capiscono, disegni che saranno più chiari nei prossimi libri che verranno.E’ una storia che mi piace pensare fosse nell’aria che respiravo da tanto tempo: ogni volta che tornavo da un’escursione, dopo aver camminato tra antiche capanne, all’ombra di un maestoso Nuraghe o nel buio di un Pozzo Sacro, seduto a chiedermi come avessero fatto a erigere quei monumenti e cosa provavano durante i riti….dentro di me nasceva un capitolo.

Che rapporto hai con le tue origini e la tua terra?

La mia esperienza come emigrato mi ha profondamente segnato: mi sono sentito costretto a lasciare la mia terra e questo ha risvegliato qualcosa in me, qualcosa che chiedeva di riprendermi ciò che ero. Per farlo dovevo riprendermi la mia terra, la sua storia, conoscere il suo passato…solo ora che conosco i miei antichi padri posso dire chi sono “io”. Il mio viaggio nell’antica storia della Sardegna e la passione per l’archeologia, sono iniziati nel ’97 quando lessi che in Israele venne scoperto un villaggio che alcuni definirono”Shardana”, fu allora che seppi di essere figlio di temuti guerrieri, mercanti, abili architetti, impavidi marinai….che conoscevano bene il mondo di allora e partecipavano agli eventi che scorrevano sulle onde del Mediterraneo antico. Credo di essere innamorato della mia terra…non faccio abbastanza per dimostrarlo, siamo un pò tutti figli ingrati di una terra bellissima e unica..

Una massima che può descriverti

Sì, dello scrittore cileno Sepùlveda:” Un popolo senza memoria, è un popolo senza futuro”. Che altro aggiungere?

Che tipo di lettore sei?

Leggo prima di andare a dormire o durante la pausa al lavoro. Di solito leggo 2 libri contemporaneamente; di giorno, quando mi sento più concentrato, leggo saggi di archeologia e di storia della Sardegna, la notte cerco un pò di svago con un bel romanzo storico, la mia grande passione, ma non escludo altri generi. Recentemente ho letto un Thriller veramente incredibile, ” La verità sul caso Harry Quebert” di Joel Dicker, che consiglio davvero.

Prossimi obiettivi?

Scrivere, scrivere, scrivere! Ho una marea di idee in testa e tutte queste idee galleggiano in un mare di note, quindi mi tocca suonare, suonare, suonare! :=))))

Hai un progetto a cui tieni, ancora da realizzare?

Si e ci sto lavorando, spero di poter presto ricominciare a suonare e portare dal vivo un progetto musicale nato più di 20 anni fa: è una parte di me che ora chiede il posto che merita.

Sara Maxia

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