Discussione dei risultati della conferenza provinciale sulla scuola. Obiettivo: ridurre la dispersione, migliorare la qualità dell’istruzione. Alla luce dei risultati ottenuti in occasione della prima conferenza degli stati generali della scuola, tenutasi il 19 aprile scorso nei locali della Sotacarbo a Carbonia, si richiama l’attenzione di tutti gli attori coinvolti al fine di creare, condividere e approvare le linee guida per il Piano programmatico della Scuola. La conferenza si è tenuta ada Iglesias presso i locali della sala del Centro culturale, in via Cattaneo dove sono stati pubblicamente discussi gli esiti della conferenza provinciale, preceduta da un rapporto sulla dispersione scolastica nel territorio che mette in evidenza una situazione inaccettabile. All’appuntamento, che dovrà portare ad esprime le esigenze reali del territorio per individuarne bisogni e strumenti risolutivi, prenderanno parte i rappresentanti dell’ufficio scolastico regionale e provinciale, i sindaci e gli assessori comunali, gli assessori e i consiglieri provinciali, i dirigenti degli istituti scolastici del territorio, i rappresentanti delle Organizzazioni sindacali di categoria e delle Organizzazioni datoriali.
Ecco l’indagine effettuata tra gli studenti, con i relativi esiti che mettono in evidenza la consapevolezza delle proprie necessità e delle proprie aspirazioni e la necessità di azioni di accompagnamento, sostegno e di meccanismi di ritorno che, spesso, mancano. Gli stati generali della scuola hanno trattato numerose tematiche, comprese in quattro tavoli che hanno riguardato: il fenomeno della dispersione scolastica; edilizia scolastica e trasporti; l’istruzione, la formazione e il territorio; la qualità dell’offerta formativa. E’ intendimento dell’Amministrazione provinciale unire le forze con gli altri attori coinvolti, creando una rete di collaborazione per ottimizzare i servizi e le offerte presenti nel territorio, attraverso il confronto, la conoscenza e la socializzazione delle situazioni delle scuole superiori, le quali si sono raffrontate sulla base di analoghe esperienze, per la costruzione di una scuola capace di reggere le nuove competenze istituzionali, tra l’altro già previste con il nuovo titolo V della Costituzione. La scuola pubblica oggi attraversa una grande crisi, in quanto non riesce a garantire il diritto allo studio a tutti gli studenti, specialmente a quelli diversamente abili. Insomma, oggi nella scuola c’è un diffuso senso di malessere, di sfiducia e di rassegnazione da parte del corpo docente e non solo. "Il malessere – ha precisato l’assessore provinciale, Alessandra Pintus - investe anche i nostri studenti che, sempre più spesso, abbandonano la scuola producendo quel fenomeno noto più comunemente a tutti come dispersione scolastica. Ancora oggi la dispersione scolastica è un tema non risolto, le cause sono tante, come la scarsa attenzione della scuola nei confronti degli alunni, la carenza dei servizi di trasporto, l’incertezza sul futuro, e ancora non si è riusciti ad arginare il problema". Riprendendo alcune tabelle dalla relazione sulla dispersione scolastica, realizzata a cura dell’Ufficio Politiche per l’Istruzione e i servizi educativi della Provincia, si evidenzia nelle scuole del Sulcis Iglesiente un alto numero di alunni dispersi. Poiché i dati sono divisi per genere, emerge una preponderanza forte del successo legata al genere femminile. Nonostante la quasi parità degli iscritti, si noti come in termini macro, per quanto concerne i ritirati, i respinti e gli alunni con giudizio sospeso, il dato per il genere maschile è nettamente superiore a quello del genere femminile. Fra le maggiori cause della dispersione scolastica, vi è, di sicuro, il disagio vissuto a scuola dagli studenti, i quali non trovano risposte ai loro grandi interrogativi adolescenziali. Il disagio scolastico è, purtroppo, una condizione che, a vari livelli di intensità, investe tutte le componenti educative e sociali; da un lato lo studente che lo vive in prima persona, dall'altro l'insegnante che, comunque, deve affrontare le difficoltà ed i problemi interni al sistema scolastico; la famiglia che riflette nel suo equilibrio la qualità dell'andamento scolastico; la società in generale e l'amministrazione pubblica che, ancora, non riesce ad incidere sostanzialmente sulla qualità della scuola. Pertanto, il disagio scolastico esprime la sintesi di una catena che abbraccia l'intero sistema politico-sociale di un Paese. "È indubbio, dunque – ha aggiunto l’assessore Pintus -, che il sistema scuola deve essere ripensato in modo da coinvolgere in modo attivo i giovani e far si che si possano progettare e programmare interventi didattici e formativi efficaci, volti alla loro crescita personale, culturale, civile e professionale. Occorre rivedere il modo di fare didattica, rivedere discipline, contenuti, tempi, rendere protagonisti i giovani e ascoltare le loro esigenze. Il cambiamento della scuola non può neanche prescindere da un ripensamento del ruolo del docente o del maestro: il docente deve dunque ripensare se stesso nel rapporto con il singolo studente".
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Una torta di tre metri di diametro e uno sfilatino di 60 metri farcito di nutella hanno consacrato ufficialmente ieri sera a Sant'Antioco la riapertura di Corso Vittorio Emanuele dopo i lavori di rifacimento del selciato. La manifestazione, con taglio del nastro da parte del Sindaco, è stata organizzata dall'associazione “Sa Passillara” che per l'occasione ha preparato la e l'inusuale baguette.












