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Crisi. Movimento Partite Iva appoggia l'iniziatiava Cisl. Appello ai sindaci: Si dichiari lo stato di emergenza

Politica Locale
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«Siamo pronti a sostenere la mobilitazione lanciata dalle forze sindacali, condividiamo punto per punto il contenuto della rivendicazione; così come condividiamo tutte la recente lettera di contestazione dell’Unione dei comuni al presidente della Regione – aggiungono Corrado Di Bartolo e Elio Cancedda, vice presidenti del Movimento Partite Iva-  Non possiamo stare inermi nella rassegnazione, e i Sindaci del territorio devono essere in prima linea, in quella che sarà una mobilitazione di tutta la società civile per pretendere il rispetto della dignità umana. Lanciamo un appello ai Sindaci perché si facciano parte attiva nell’affiancare le legittime rivendicazioni di un territorio oramai sull’orlo del precipizio.» Si schierano le partitte Iva che danno pieno sostegno alla mobilitazione lanciata dalla Cisl Territoriale. Il Sulcis sull’orlo del precipizio e nessuna prospettiva all’orizzonte, sono i motivi che muovono la rivendicazione delle forze sociali. Il territorio è il malato, e l’assenza di occasioni di lavoro è la malattia cronica da combattere. Oramai sono migliaia le famiglie in povertà estrema, sostenute dai servizi sociali delle amministrazioni locali e dalla Caritas diocesana. Istituzioni, anch’esse in difficoltà e impossibilitate a soddisfare tutte le richieste di aiuto. «La riflessione sulle dinamiche economiche del Sulcis Iglesiente porta a una conclusione desolante: si sopravvive in una precarietà diffusa e non più sopportabile, gli indici che crescono sono solo quelli negativi – afferma il presidente del Movimento Partite Iva Sulcis Iglesiente, Paolo Bullegas. Parlare di ripresa economica nell’attuale contesto è impossibile. Le Partite iva che rappresentano la maggiore forza produttiva del Sulcis Iglesiente con 22 mila addetti, sono nella precarietà più totale, ma con qualche differenza, perché per esempio nel settore edile la precarietà è superata dalla disperazione. Rimaste inascoltate tutte le sollecitazioni, resta solo la mobilitazione generale – continua Bullegas. Abbiamo il dovere di raccogliere il malessere e renderlo visibile alle istituzioni di governo, Regionale e Nazionale. Abbiamo il dovere di aiutare il nostro territorio a far ritrovare dignità e luce negli occhi delle donne e degli uomini del Sulcis; violati nel loro diritto al lavoro e umiliati nel loro intimo da una insostenibile precarietà quotidiana.»

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