NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
07
Wed, Dec
67 Nuovi articoli

Carbonia. I figli della crisi domani a Cagliari per la mobilitazione generale

Politica Locale
Aspetto
Condividi

39 anni, diplomato, disoccupato storico; questo il profilo di uno di noi, un cittadino del Sulcis. Questo triste messaggio arriva dal movimento disoccupati e denuncia grosse responsabilità. Lo fa proprio il movimento dicoccupati che afferma la necessita di ogniuno di fare tutto quanto possibile per dare significato alle giuste rivendicazioni. "Non c'è futuro senza un comune impegno sociale! Martedì 16 febbraio partecipiamo alla marcia su Cagliari per tutti noi, ma soprattutto per loro.
Territorio della ex provincia di Carbonia Iglesias, dove oltre il 70 percento dei giovani non ha lavoro; dove i più fortunati fanno qualche lavoro per piccole soddisfazioni, un paio di scarpe una maglietta, ed evitare di pesare sulla famiglia.
Siamo “I FIGLI DELLA CRISI” del 2016. Abitanti di un territorio avaro, dove l’esclusione sociale oramai è un fatto conclamato. Noi figli di una crisi senza fine, figli di tante battaglie per il lavoro, figli di una società in degrado costante, dove il tasso di nuzialità è in progressiva diminuzione, e il numero medio dei figli per donna è meno di 1 (0,98). A contatto con il disagio sociale, dove un quarto della popolazione è certificato vivere sotto la soglia di povertà, incapace di soddisfare le esigenze essenziali per una famiglia e per conseguire uno standard di vita minimamente accettabile.
Noi, figli della crisi, mortificati da una condizione di improduttività, noi che vediamo il malessere scolpito negli occhi dei nostri genitori, noi senza prospettive e senza speranza… cosa ci si attende da noi?
Abbiamo un solo modo per farci vedere, MANIFESTARE!
Ma è questo il nostro lavoro? No, non lo è! Non vogliamo che lo sia per nessuno di noi. Ma che fare, quando vedi che nessuno si occupa di creare nell’immediato condizioni minime di sopravvivenza civile e dignitosa?
In questi giorni abbiamo condiviso con altre associazioni sociali la mobilitazione popolare per lo sviluppo economico del territorio. Non lo abbiamo fatto per il piacere di prendere in mano una bandiera, per il piacere di rallentare il traffico nei blocchi stradali, non lo abbiamo fatto per il piacere di creare subbuglio. Lo abbiamo fatto nella genuina ricerca di rendere visibile il malessere, a chi ha chiesto fiducia per il governo della regione, e per sollecitarne le conseguenti azioni di responsabilità!
Siamo stati presi in giro da chi per 3 anni ha agitato il fantomatico Piano Sulcis, quale risolutore di tutti i problemi; ed oggi possiamo comunemente affermare il fallimento totale della sua azione. Abbiamo preso atto che nella sostanza non vi è nessuna possibilità per occupare 37 mila disoccupati del territorio. Abbiamo preso atto dell’assenza di una vera volontà di affrontare il tema del lavoro nella sua interezza, mentre si continua a tergiversare cercando di rattoppare, senza successo, le falle sulle singole vertenze aziendali.
Come tanti di voi siamo stanchi e stufi, ma non rassegnati! Ci vorrebbero remissivi e rinunciatari. Be si sbaglia di grosso chi pensa che il nostro è un fuoco di paglia che presto si spegnerà. Nello striscione che abbiamo disteso nelle strade e nell’occupazione dei comuni è scritto “Senza lavoro, senza futuro, niente ci fermerà”. Questo non è uno slogan, ma è segno distintivo stampato sulla nostra pelle!
Andate fieri di avere questi figli! Affiancate e sostenete i vostri figli, perché questi figli della crisi siete Voi!
I FIGLI DELLA CRISI non si arrendono, la politica faccia il suo dovere, ad ogni livello per sopire la rabbia di chi non ha nulla da perdere!

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Iscriviti!! E' Gratis

Iscriviti attraverso il nostro servizio di abbonamento gratuito di posta elettronica per ricevere le notifiche quando sono disponibili nuove informazioni.
Pubblicità