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Carbonia, le comunali. Gli intricati intrecci fra il voto al ballottaggio e la conquista di un seggio in consiglio comunale.

Politica Locale
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Parafrasando i versi dell’immortale aria del Duca di Mantova, certi candidati a sindaco e a consigliere comunale, smaltite le fatiche, le gioie e le delusioni di lunedì mattina, vanno cantando fra sé e sé: «Questo e quella per pari non sono!». Già, perché i destini politici di taluni dei contendenti di questa battagliata campagna elettorale sono strettamente legati all’esito ballottaggio: se vincesse “quello”, ovvero Giuseppe Casti, sindaco uscente che parte in vantaggio nel rush finale del 19 giugno, i seggi  del consiglio comunale sarebbero distribuiti in un certo modo. Se a prevalere fosse “quella”, cioè la portabandiera del Movimento 5 Stelle Paola Massidda, la rappresentanza avrebbe tutt’altra conformazione. In poche parole: c’è chi rischia di restare a terra se a vincere sarà quest’ultima.
Ci sono, è vero, quelli che hanno già conquistato il posto al sole: ovviamente i contendenti della partita a due ma, a questo punto, sarebbe una magra consolazione, soprattutto per il sindaco in carica. Tra gli altri candidati a sindaco, Daniela Garau entrerebbe in consiglio solo se vincesse Casti, mentre Francesco Cicilloni non ci sarà comunque. In una botte di ferro sia Ugo Piano che Andrea Corda. La differenza sta nel fatto che questi entrerà comunque da solo, mentre Piano, se Massidda dovesse diventare sindaco, perderebbe per strada il seggio della sua coalizione. Situazioni, queste, che potrebbero pesare nella scelta di indirizzare i voti all’uno o all’altra.
Per quanto riguarda i candidati a consigliere, la situazione è assai più complicata.
In caso di vittoria di Casti, i 14 seggi della maggioranza sarebbero così distribuiti: 5 – Pietro Morittu, Federico Fantinel, Ivonne Fraternale, Cinzia Grussu, Antonio Caggiari e Roberto Cotza – al PD; 3 – Fabio Usai, Nino spanu e Giampaolo Puddu – al Partito dei Sardi; 2 – Piero Porcu e Claudia Di Marco – a Cittadini per Carbonia; 2 – Matteo Sestu e Moreno Pilloni – a SEL; 1 – Roberto Concas – a Unione Cittadina . I 10 della minoranza sarebbero assegnati come segue: 4 – Paola Massidda, Carla Mario, Manolo Cossu e Marco Serafini – al M5S; 2 – Ugo Piano e Massimo Usai – per Carbonia Possibile; uno a testa a Carbonia Rinasce – Luisa Poggi – , Carbonia Unica – Michele Stivaletta – , Insieme per il Rinnovamento – Daniela Garau –  e Unidos – Andrea Corda.
Se Massidda strapperà la fascia tricolore all’attuale possessore, il Movimento 5 Stelle avrà tutti e 14 i seggi della maggioranza: oltre ai tre sopra menzionati (il sindaco ha diritto di voto in consiglio), entrerebbero Elenora Cera, Silvia Pinna, Gian Luca Lai, Paola Argiolas, Daniela Marras, Mauro Uccheddu, Maurizio Soddu, Matteo Piras, Angelo Rosas, Giorgio Santoru e Sabrina Soru. Nella lista del M5S, dunque ci sono dodici candidati che correranno più degli altri a caccia del voto di chi, al primo turno o non ha votato o ha votato per i concorrenti fuori dal ballottaggio. Ecco, invece chi si aggiudicherà il resto dei seggi spettanti ai “loser”: 3 – Casti, Morittu e Fantinel – spetterebbero al PD e uno a testa a Carbonia Possibile – Piano – , Partito dei Sardi – Usai –, Unidos – Corda – , Cittadini per Carbonia – Porcu –, Carbonia Unica – Stivaletta –, SEL – Sestu – e Carbonia Rinasce – Poggi. Come è chiaro, il successo del M5S farebbe perdere il seggio a Fraternale, Grussu, Caggiari e Cotza del PD, Spanu e Puddu del PdS, Concas di unione Cittadina, Pilloni di SEL, Usai di Carbonia Possibile, oltre alla già citata Daniela Garau.
Le ambizioni personali potrebbero fare aggio sulla coerenza politica della scelta al ballottaggio? Se ne parlerà dopo il 19, in attesa di possibili endorsement verso l’uno dei due contendenti. I quali probabilmente non arriveranno o arriveranno per sottintesi o esclusione, almeno a dare retta alle prime avvisaglie. Ugo Piano, come è noto, ha dichiarato prima del voto di non poter appoggiare Massidda al ballottaggio, pur senza esprimersi direttamente in favore di Casti: ma si era a qualche giorno dal 5 giugno, adesso la situazione è diversa. In un post su Facebook, Ignazio Cuccu, uno dei fuoriusciti del PD ed esponente di punta dello schieramento di Piano ha però messo le cose in chiaro: «Negli ultimi 10 giorni sono calati in campo personaggi e poteri forti che hanno spregiudicatamente usato tutto il loro potenziale di condizionamento e di ricatto in tutti i campi, eppure non sono riusciti nel loro intento di evitare il ballottaggio. Ciò significa che possono essere battuti. In queste ore anche io ricevo appelli e richiami a non si capisce bene quale senso di responsabilità come se chi ha ingannato i cittadini in questi anni questo senso di responsabilità lo abbia mai mostrato e non abbia invece usato il potere in maniera assolutamente clientelare e, spesso, perfino familistica. Senza grandi entusiasmi, ma la mia decisione è netta». Daniela Garau, come detto, avrebbe il seggio solo con la riconferma di Casti ma è da escludere un appoggio diretto ed esplicito: potrebbe invece sorprendere tutti e fare l’esatto contrario, vista anche la sua campagna elettorale, corretta e mai sopra le righe ma puntigliosamente critica nei confronti degli attuali amministratori e dei loro predecessori. Francesco Cicilloni lo ha già fatto, praticamente, esprimendo una preferenza per il cambiamento. Andrea Corda non si è ancora espresso, così come il sue mentore, dai microfoni di Radio Luna, Luciano La Mantia: in atessa di prese di posizione più chiare, si registra la scelta netta, in ambienti sindacali che hanno sostenuto candidato e lista di Unidos, in favore di Paola Massidda.          
Giovanni Di Pasquale

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