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Carbonia. La Waterloo del centrosinistra, trionfa Paola Massidda. Carbonia è a Cinque Stelle.

Politica Locale
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È finita 61,60 a 38,40 per cento: 9219 a 5784. Paola Massidda è il nuovo sindaco di Carbonia: la prima, dopo 70 anni, a sconfiggere un candidato del centrosinistra. Per Giuseppe Casti è la notte più amara: è il primo sindaco in carica a mancare la rielezione, è il primo candidato del centrosinistra a consegnare la città in mani “aliene”. Per il PD e i suoi alleati un tracollo vertiginoso e inimmaginabile: il candidato a sindaco della coalizione che ha avuto il 40 per cento dei consensi al primo turno, 670 circa in più del suo leader, non è riuscito neppure a confermare i consensi del 5 giugno e ne ha lasciato per strada 290. Un’autentica Waterloo, impensabile fino a qualche mese fa e perfino nei giorni prima del ballottaggio di ieri. Adesso, nella dirigenza del partito di Viale Arsia e nei partiti e liste schierati da tempo o all’ultimo momento nella coalizione sconfitta, si apre una resa dei conti dagli esiti difficili da immaginare: si vedrà, soprattutto, quanti degli alleati di estrazione piuttosto lontana dalla sinistra, cooptati in vista delle elezioni, saranno disponibili a proseguire un’esperienza alquanto sfortunata dal punto di vista dell’esito finale.
Il risultato è apparso da subito scontato. Qualcuno immaginava un possibile testa a testa ma, fin dal primo affluire dei dati definitivi dello spoglio, si è capito che il M5S avrebbe vinto a mani basse. In definitiva, in nessuna delle 31 sezioni in cui è suddiviso il corpo elettorale, Casti è riuscito a sopravanzare Massidda: perfino le tradizionali roccheforti elettorali dell’eterno potere di sinistra – Cortoghiana, Bacu Abis, Barbusi, Is Gannaus – hanno voltato le spalle al portabandiera e sindaco uscente. La lettura del voto è univoca: gli elettori che al primo turno hanno votato per i candidati a sindaco non arrivati al ballottaggio, vale a dire: Francesco Cicilloni, Andrea Corda, Daniela Garau e, soprattutto, Ugo Piano, concorrente a sinistra dell’alleanza a sostegno di Casti – si sono recati in massa alle urne a spingere la candidata del M5S. Non è un caso che, mentre la festa penta stellata impazzava nella sedi di Via Nuoro, si sia presentata per prima Garau a fare i complimenti al nuovo primo cittadino, prima donna a rivestire questo ruolo. Quando poi il popolo grillino ha raggiunto la Piazza Roma per l’apoteosi, è arrivato Francesco Cicilloni, l’unico dei candidati a sindaco sconfitti al primo turno a dichiarare esplicitamente il suo appoggio a Massidda, per il personale “in bocca al lupo” alla trionfatrice del ballottaggio.
Una notte storica, per Carbonia e per i nuovi governanti della città. Paola Massidda, raggiante e commossa, ha pronunciato qualche parola di circostanza, nella confusione degli “hurrà” e dei cori calcistici dei suoi sostenitori. A suo favore, nell’azione di governo prossima ventura, il fatto di essere sostenuta esclusivamente da consiglieri del suo partito e non avere, cioè una coalizione con cui contrattare e mediare, a cominciare dalla questione della composizione della giunta. Da domani, ovviamente, smaltita l’euforia della clamorosa vittoria, per il nuovo sindaco e il M5S, si apre la questione degli incarichi dell’esecutivo: sei assessori – magari anche meno, chi lo sa – e un presidente del consiglio comunale da individuare prima della seduta inaugurale del nuovo consiglio comunale. Tutti gli altri staranno per ora alla finestra: per il PD, erede di una lunga storia di egemonia politica e sociale, una posizione alquanto scomoda.

Giovanni Di Pasquale

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