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Sant'Antioco. Nuovo ponte e circonvallazione. Scoppia la guerra dei comunicati

Politica Locale
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Dalle parti dell'istmo di SantAntioco si è scatenata una piccola guerra dove chi potrebbe avere la peggio è la città sulcitana. Al momento è solo una guerra a base di comunicati tra Regione 'opposizione nella persona del consigliere di minoranza di Forza Italia di Sant'Antioco Ignazio Locci. Gli schieramenti di truppe vedono infatti da un lato la Regione e dall'altro il consigliere azzurro antiochense. A primo acchito sembrerebbe una battaglia tra Sansone e Davide, con un risultato a senso unico anche se la storia regala a volte, quando sembra che sia tutto perduto, soluzioni impensabili.  La potenza di fuoco regionale sembrerebbe rappresentata dalla possibilità di far piovere manna dal cielo con posti di lavoro e un futuro turistico ed economico per un territorio da decennti asfittico di buste paga e potenzialità economico imprenditoriali che contano.
Nell'altro campo è invece la quasi certezza che l'opera regina da realizzare, quella della circonvallazione, sia inutile ma anzi dannosa per le prospettive turistiche che vorrebbe sviluppare la cittadina lagunare. Il teatro di guerra è rappresentata da quella porzione di territorio dell'isola di Sant'Antioco che, secondo gli intendimenti del "Piano Sulcis", dovrebbe diventare una superba porta d'ingresso dell'isola sulcitana a servizio del futuro economico, turistico, occupazionale e culturale di tutto il Sulcis scaricando nel territorio una barcata di denaro tale da sviluppare una caterva di opportunità.
A lanciare il guanto di sfida e scatenare l'allarme è stato il consigliere azzurro di Sant'Antioco quando nei giorni scorsi, nel leggere una recente riguardante opere del piano sulcis , ha denunciato con un comunicato che per Sant'Antioco la decisione inaspettata assunta dall'Assessore regionale Maninchendda di rimodulare i fondi del Piano Sulcis, definanziando le opere portuali di Sant'Antioco, Calasetta e Carloforte nonché la strada provinciale 77 a favore della circonvallazione Sant'Antioco-Calasetta sarebbe un danno. L'opera infatti da mesi è al centro di critiche e contestazioni sia da parte di diverse forze politiche e associazioni di cittadini che denunciano comne lo spostamento di ingresso nell'isola dell'asse viario, costituito dal nuovo ponte, allontani di alcuni chilometri il centro abitato con conseguenti disagi per gli abitanti. " E' un'opera di cui l'isola non sa che farsene- attacca il consigliere regionale di Forza Italia di Sant'Antioco Ignazio Locci- Sant’Antioco è sotto attacco del colonizzatore Paolo Maninchedda, l’Assessore regionale dei Lavori Pubblici che, come un novello “padre padrone”, decide le sorti della comunità antiochense, arrogandosi il diritto di bypassare le istanze dei cittadini e, con ogni probabilità, anche quelle dell’amministrazione comunale". Con la delibera N. 40/18 del sei luglio scorso (Piano straordinario per il Sulcis” che contiene la "Rimodulazione interventi infrastrutturali sulla viabilità e la portualità di competenza dell’Assessorato dei Lavori Pubblici)" la regione ha deciso di definanziare le opere portuali di Sant’Antioco (9 milioni di euro), parte di quelle destinate ai porti di Carloforte (4 milioni) e Calasetta (6 milioni), nonché l’adeguamento della SP 77 di San Giovanni Suergiu (3 milioni di euro), a favore della circonvallazione Sant’Antioco-Calasetta. Una decisione che arriva inaspettata nonostante una buona parte dei cittadini abbia più volte espresso parere contrario all’opera, evidenziandone l’inutilità manifesta. La Regione ha così stabilito che adesso è determinante reperire le risorse per procedere anche con le gare d’appalto relative alla circonvallazione (per il nuovo collegamento terrestre le procedure di gara sono state avviate tempo fa). "È evidente che lo spirito del Piano Sulcis è morto e sepolto: ai cittadini è rimasta la possibilità di accettare passivamente quello stabilito nelle comode stanze dei bottoni. Bisogna stare zitti e, a testa bassa, prendere quel che passa il convento- denuncia il consigliere Ignazio Locci- Il messaggio è che o prendi quello che ti viene concesso, oppure perdi i finanziamenti e chissà quando mai passerà un treno così. E meno male che il Piano Sulcis doveva essere un progetto per il rilancio del territorio, concordato con le comunità coinvolte. Oggi sembra invece lo strumento con cui la Giunta regionale cerca di farsi bella mostrando quanti soldi riesce a spendere. Ma la verità è che sta fallendo su tutti i fronti. E così- continua Ignazio Locci- dobbiamo dire addio al sogno di sviluppo del porto di Sant’Antioco e, più in generale, di tutta la portualità dell’arcipelago sulcitano. Sarebbe curioso capire - conclude il consigliere regionale antiochense- con chi il novello “padre padrone” si è confrontato per giungere a una decisione così netta e inaspettata. E sarebbe altresì curioso capire cosa ha dire in merito l’amministrazione comunale. Si consideri che, nella succitata delibera, si dice in maniera del tutto generica che i fondi per la portualità verranno successivamente reperiti con un atto di programmazione che però non esiste. Il punto è che Sant’Antioco (che sempre nella delibera di cui sopra viene considerata poco più di una servitù di passaggio) desidera da tempo immemore la riconversione del ponte, e non già una circonvallazione di cui non sa che farsene. Un’infrastruttura, sia chiaro, che è un vero e proprio attentato all’isola di Sant’Antioco".

La replica dell'assessore regionale ai lavori pubblici è giunta a stretto giro di comunicato stampa in cui l'assessore Maninchedda contesta in toto i risultati e le ragioni della contestazione avanzata dall'onorevole Ignazio Locci.
Ormai la guerra dei comunicati è avviata ed infatti la risposta del consigliere ragionale azzurro non si è fatta attendere. Anzi il consigliere di opposizione in Regione allarga il campo
nel tentativo di coinvolgere altri attori. Scrive:

"Confermo e rilancio. Amministrazione comunale e sinistra locale complici compiacenti. Maninchedda mente sapendo di mentire. Con il gioco delle tre carte sposta i fondi destinati alla portualità dell’arcipelago sulcitano (per i quali abbiamo dovuto lottare arrivando ad attendere ben 12 anni), tra Sant’Antioco, Calasetta e Carloforte, per finanziare l’inutile, dannosa e costosissima circonvallazione Sant’Antioco-Calasetta. Perché? Perché per Maninchedda – non ci sono altre spiegazioni – è ormai una questione personale, realizzare quell’infrastruttura, nonostante non se ne avverta minimamente l’utilità, si legeg nel comunicato di Iganzio Locci,
Per fare chiarezza sulla vicenda, è bene ritornare alla delibera N. 40/18 del sei luglio scorso (Piano straordinario per il Sulcis”. Rimodulazione interventi infrastrutturali sulla viabilità e la portualità di competenza dell’Assessorato dei Lavori Pubblici) con la quale si compie il misfatto. Con il documento in questione si definanziano le opere portuali di Sant’Antioco (9 milioni di euro), parte di quelle destinate ai porti di Carloforte (4 milioni) e Calasetta (6 milioni), nonché l’adeguamento della SP 77 di San Giovanni Suergiu (3 milioni di euro), a favore della circonvallazione Sant’Antioco-Calasetta. E sempre nella succitata delibera si dice che “la copertura finanziaria degli interventi sulla portualità del Sulcis sarà assicurata da una quota parte delle risorse destinate alla portualità regionale nell’ambito del “Patto per lo sviluppo della Regione Sardegna”, a valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020”. Ma si tratta di un falso bello e buono. Perché basta andare a vedere la programmazione del Fondo di Sviluppo e Coesione (programmazione stilata dal Governo centrale dell’amico Matteo Renzi) per rendersi conto che tra le opere previste per la Sardegna non figurano certamente quelle per i porti sulcitani. Questo significa che per rientrare nella spendita di quelle risorse, dovremo attendere tutte le procedure di pianificazione (infinitamente lunghe, inutile precisarlo) e di programmazione della spesa, che fanno i conti con le tempistiche di rotazione della spesa pubblica e con i limiti comunitari. Ergo: forse, se va bene, i lavori nei porti li vedranno le generazioni future.
Alla luce di ciò (e parliamo di fatti), confermo quanto detto: Maninchedda sta agendo da novello “padre padrone”, con la complicità del sindaco Mario Corongiu, per portare a compimento sia la realizzazione del ponte (primo lotto), sia la circonvallazione (secondo lotto) in tempi brevi. E poco importa se per ottenere i fondi destinati alle opere portuali (oggi dirottati sulla circonvallazione) abbiamo dovuto attendere ben 12 anni, così come sa bene anche il Commissario per l’attuazione del Piano Sulcis Salvatore Cherchi. Ci risparmi, Maninchedda, le lezioncine: ha fregato tutta la comunità antiochense ma non si aspetti che accetteremo passivamente queste folli decisioni. A breve presenterò un’interrogazione rivolta al Presidente Francesco Pigliaru per chiedere conto di questo scippo a danno degli antiochensi".

Sarà per il fatto che tra meno di un anno in città si dovrà rinnovare il consiglio comunale ed eleggere il nuovo sindaco che il sasso lanciato da Ignazio Locci, in uno stagno che sembra cheto, inizia ad agitare le acque. A non starci subito Sel che risponde immediatamente con una "lettera aperta" indirizzata all'onorevole Locci che riportiamo:

Lettera aperta all' On. Ignazio Locci
Caro consigliere Locci, le sue allusioni ad un nostro essere compiacenti alla politica regionale sono motivo di vanto, vogliono significare che ciò che la sinistra sta realizzando al governo della regione la spaventa molto, tanto da arrivare ad insinuare che ci sia un oscuro disegno per devastare ciò che c'è. ma mi sovviene una domanda da farle caro onorevole Locci, cosa c'è da salvaguardare? o da devastare? o da distruggere?
Glielo chiedo perchè il suo partito ha avuto ruoli, incarichi, commissioni, onorevoli, commissari di enti, posti nelle direzioni ASL, commissari ASL, Assessorati Regionali, Consiglieri comunali, Sindaci ed assessori lagunari per anni e la situazione che viviamo è anche merito del suo partito sa. Il giochino della critica ad ogni cosa può voler denotare un assoluta difficoltà ad ammettere che: dopo anni di potentato politico in città e 5 anni di maggioranza in regione (che vedeva, tra l'altro, tra le fila della maggioranza un eletto antiochense) ci si aspettava tanto, si aspettavano risposte alle decine di promesse fatte, stiamo ancora aspettando e oggi lei viene a dirci che dovremmo ancora attendere, che dovremmo credere che la RAS, quel brutto mostro cattivo pieno di sinistroidi oggi tenta di ammazzarci facendo opere, mica senza fare nulla.
Quindi, in sintesi:
Mi spiega cosa hanno prodotto i 5 anni di governo forzitalioto per Sant'Antioco?
La giunta Capellacci, nella quale il suo partito era largamente rappresentato, cosa e in che modo ha inciso per il futuro di questa comunità?.
Perchè vede, onorevole Locci, che lei faccia la sua opposizione ad una politica differente dal suo schieramento è cosa legittima e anche comprensibile, ma che lei additi tutti di servilismo ci fa un po' sorridere e storcere il naso, non fosse altro il fatto che, questo centro sinistra con tutti i suoi limiti e le sue imperfezioni, riconosciamo i limiti nostri, a fare qualcosa ci sta provando e se mi permette, ci sta anche riuscendo a differenza di ci ha preceduti. Poi su tanti temi siamo critici anche noi, siamo maestri nell'autocritica.
Ritornando alla questione piano sulcis e circonvallazione, le rammento che fu' della sua giunta l'atto che sanciva l'ingresso di una direttrice esterna al paese che collegasse Sant'Antioco e il vicino comune di Calasetta. Folgorati sulla via di damasco?
Oggi la scopriamo ANTI TUTTO, anti ponte, meglio il tunnel o forse no? Anti TERME? ah no già, che strupidi, sulle terme ancora attendiamo una sua posizione, noi comunque la battaglia per salvaguardare il futuro della nostra comunità l'abbiamo fatta, forse lei si è perso il passaggio. SICURAMENTE ERA IMPEGNATO A COMBATTERE IL BOLSCEVISMO CAGLIARITANO.
Le cito le terme perchè sono il segno tangibile del nostro servilismo e della nostra connivenza ai padroni dei partiti, tutti a favore, sindacati compresi e noi contro. ha ragione, non ci sono più i servi di una volta.
Sa, onorevole Locci, ieri ho preso personalmente contatti con uffici regionali per valutare la veridicità delle sue affermazioni, perchè stento a credere a tutto ciò che leggo. Mi è stata inviata copia della delibera incriminata e nella mia breve pausa pomeridiana l'ho letta e mi sono accorto che lei, forse, ha preso un granchio. Volutamente credo. Lei estrapola, da sapiente comunicatore politico quale è, uno stralcio da più di 6 pagine di delibera e ci monta su lo scandalo, e si scaglia contro i colonizzatori dell'isola nell'isola. Quei cacchio di sinistroidi che ci vogliono ridurre tutti alla fame, del resto lei lo deve fare, è il suo ruolo e lo comprendiamo bene. Comprendiamo anche il fatto che lei si trovi in grossa, grossissima difficoltà in questo frangente. Quelli li, gli altri, riescono a fare ciò che noi non siamo riusciti a fare? "ta dannu , ti arrori" si dice in sardegna. E allora la circonvallazione non la vogliamo più. E' vecchia, non ci serve ma la volevamo sino a ieri mattina. Stanno togliendo i soldi del porto per fare quella cosa brutta che avevamo progettato noi. ( in questo frangente ha anche ragione, ma omette di dire che sono state reperite altre risorse per le coperture in fase di progettazione per le aree portuali. forse quel passaggio lo ha perso). Non glielo permetteremo, noi adoriamo l'immobilismo di chi non è in grado, secondo voi, di fare le cose e poi le fa. Vede, onorevole Locci; noi saremo anche dei servi sciocchi, dei piccoli sinistroidi che difendono il fortino, così non è, ma le lasciamo la convinzione ed il diritto di pensarlo, ma lei dovrebbe, per un momento, ripassare la storia politica degli ultimi vent'anni. Se lo facesse, si renderebbe conto della marea di ruoli che il suo partito ha ricoperto senza produrre lo straccio di una speranza, mica pretendevamo risultati, per anni e avrebbe la certezza che tutto è migliorabile, solo il nulla non lo è. E, quando governavate, il nulla è ciò che abbiamo innanzi agli occhi oggi, e speriamo di non averlo più domani.
con immutata stima, L'asservito complice compiacente coordinatore di SEL Sant'Antioco Roberto Martinelli.

Ormai sembra una guerra dichiarata dove sembra nella disputa si accingono a prendere parte attori diversi. Qualcuno non si esprime ignorando la questione. Qulache fincheggiatore inizia già a lanciare post misteriosi su facebook di cui però non si capisce con chi stia e per chi parteggia e, in fondo, cosa voglia dire. Per trovare la soluzione basterebbe risolvere l'interrogativo che si ponevano i latini: Cui prodest, a chi giova? Forse la soluzione è solo al di la del ponte!

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