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Carbonia. Disagi cui vanno incontro i pazienti della Asl 7 di Carbonia, aggravati dalla stagione estiva. Lo denuncia Ignazio Locci (Fi)

Politica Locale
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Servizi sanitari in stand-by, carenza di personale, scarsa informazione al cittadino e pazienti “parcheggiati” in reparto in attesa di cure. È il quadro impietoso della sanità nel Sulcis-Iglesiente nell’era del centrosinistra in Regione e del Commissario Antonio Onnis al timone della Asl 7. A denunciare questa situazione  è il consigliere regionale  di Forza Italia di Sant'Antioco Ignazio Locci: "È il frutto di quella che gli illuminati del centrosinistra chiamano razionalizzazione dei servizi sanitari (avvallata dalla conferenza dei sindaci del territorio, ormai completamente incapaci di fare gli interessi del cittadino), ma che agli occhi dei sulcitani altro non è che la demolizione del sistema sanitario, che costringe a continui e deplorevoli disagi, aggravati dalla stagione estiva e dalle ferie del personale medico e infermieristico. Le malattie, purtroppo, non vanno in ferie, caro Onnis, e chi non è in grado di garantire la giusta assistenza medica al di là delle legittime assenze del personale, non è degno di guidare la Asl. È da due anni che denunciamo l’opera scellerata di Arru e Onnis (complici, lo ripetiamo, i sindaci della Provincia) che pian piano ha letteralmente distrutto la sanità del Sulcis-Iglesiente. Ma nonostante l’abbiamo detto in ripetute circostanze, non possiamo certamente guardare in silenzio mentre i pazienti pagano il prezzo delle scelte sbagliate di una politica inadeguata e incapace di porsi dalla parte dei cittadini. Perché loro, gli illuminati, potranno pure chiamarla razionalizzazione dei servizi, ma sta di fatto che quotidianamente i cittadini si scontrano con un sistema malato (e naturalmente non “razionale”), che non sa rispondere alla domanda di salute. Come si definisce quella sanità che lascia un paziente “parcheggiato” in reparto perché non ci sono anestesisti e chirurghi (vedi Sirai di Carbonia)? E come definire, invece, quella che obbliga un cittadino con gravi problemi agli occhi a vagare nel fine settimana tra gli ospedali del Sulcis alla ricerca di un oculista per poi, suo malgrado, essere costretto a recarsi a Cagliari? La chiamino pure razionalizzazione dei servizi, se vogliono, poi però il significato lo spieghino agli utenti dei servizi razionalizzati, se ne sono capaci. È evidente che esiste un disegno preciso: smontare tutto (o quasi) il sistema. E il risultato è che ci trasformeranno da pazienti in clienti con l’illusione di poter contare su servizi sanitari accettabili, che ormai non esistono più. Per l’ennesima volta ribadisco che sono necessarie azioni politiche per tentare di modificare la programmazione dei servizi sanitari, affinché vengano calibrati sulle esigenze dei cittadini e non su quelle di qualche manager".

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