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Sant'Antioco. Locci fi) Bando di Gestione degli impianti sportivi destinato a creare disagi alle società sportive.

Politica Locale
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Consigliere regionale Forza Italia Sardegna Ignazio Locci interviene con un comunicato sul bando per la sulla Gestione degli impianti sportivi di Sant'Antioco con il quale, secondo il consaigliere regionale di Sant'Antioco, l'Amministrazione introduce una logica imprenditoriale destinata a creare disagi alle società sportive.
"L’analisi del bando per l’affidamento in concessione per dieci anni degli impianti sportivi del Comune di Sant’Antioco solleva alcune perplessità e mette in luce macroscopici errori di valutazione politica. La volontà dell’ente, infatti, di affidare i beni senza spendere un quattrino con l’intento, addirittura, di ricavarci qualche soldo, rischia di produrre un effetto deleterio: caricare sulle spalle di associazioni e società con bilanci e contributi sempre più risicati spese di utilizzo insostenibili -scrive Ignazio Locci- L’Amministrazione comunale deve avere ben chiaro che non può mettere sullo stesso piano (in termini di affidamento a soggetti terzi) beni di proprietà comunale come l’ostello della gioventù e la casa dell’anziano, con gli impianti sportivi, in quanto si tratta di tipologie di strutture e servizi differenti, con finalità e scopi diversi tra loro. Gli impianti sportivi nascono per garantire un servizio primario alla collettività, la cui fruizione non può essere soggetta alle logiche imprenditoriali che l’amministrazione vuole invece adottare così come ha fatto con l’ostello e la casa dell’anziano (con risultati, peraltro, alquanto discutibili)-continua il consigliere regionale- Fino a oggi, invece, il metodo utilizzato (basato sulla disponibilità del Comune a investire le risorse necessarie a mettere il concessionario nelle condizioni di offrire un servizio completo ed efficiente) assicurava strutture sportive decorose e curate. Non si può prescindere dal fatto che la cosiddetta logica imprenditoriale prevede che, in assenza di fondi pubblici, conclude locci, il gestore delle strutture (ammesso e non concesso qualcuno partecipi al bando, viste le condizioni proibitive) si comporti da imprenditore rifacendosi sulle società sportive che regolarmente utilizzano gli impianti. Con il risultato, scontato, che i costi di fruizione siano destinati ad aumentare nel giro di poco tempo. E questo l’Amministrazione lo sa bene, come sa bene che costantemente quelle stesse società le si rivolgono con l’intento di ottenere sconti e ore in più per le varie attività. Le strutture sportive non sono aziende e non possono sottostare alla logica imprenditoriale, conclude il comunicato, sono prima di tutto beni pubblici destinati alla collettività, e il loro utilizzo deve essere garantito sempre e comunque, senza cadere nella fredda gestione manageriale. È indispensabile assicurare la massima disponibilità ed elasticità alle società sportive dilettantistiche antiochensi che, con mille sforzi, si impegnano per diffondere la pratica sportiva in città. Ci pensino bene, Giunta e uffici competenti quando, qualora dovesse andare deserto questo avviso, si troveranno a dover rimettere mano allo stesso bando.

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