Ancora un colpo durissimo all'occupazione in Sardegna. Da lunedì mattina due gennaio tutti i cantieri dove da anni operavano i 525 addetti dell'Ati Ifras, licenziati dal primo gennaio, sono rimasti chiusi. Se non interverrà la Regione con iniziative risolutive rischiano di rimanere chiuse per sempre. Ma il danno maggiore sarà quello di perdere degli operai altamente specializzati. Si tratta dei cantieri che operavano nei siti archeologici come la necropoli di Sant'Antioco, nel ruraghe di Seruci a Gonnesa, di Monte Sirai a Carbonia e nella necropoli di Pani Loria a Santadi. Ma i cantieri chiusi intererravano anche altre attività che riguardavano il verde pubblico come a Domusnovas, a Iglesias e l'area mineraria di Rosas.
Dal primo gennaio per questi lavoratori l'unica certezza è l'indennità di disoccupazione, fino a quando saranno assorbiti dall'Igea a tempo determinato per poi essere assunti dalla società che si aggiudicherà il bando per la gestione del Geoparco.
Sulcis. Ati Ifras: Cantieri chiusi nel Sulcis Iglesiente
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