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Carbonia. Tra dimissioni in giunta e contrasti con il gruppo consiliare, per Paola Massidda è il momento del “tagliando”

Politica Locale
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Dopo sei mesi arriva il “tagliando” per l’amministrazione comunale a Cinque Stelle. È lo stesso sindaco Paola Massidda a darne l’annuncio, dopo le clamorose dimissioni dell’assessore Riccardo Cireddu, che ha restituito le deleghe al numero uno della giunta per non un meglio precisato «progressivo allontanamento» dal programma di mandato. È evidente che la pratica amministrativa abbia a che vedere con i programmi quanto la prassi con la teoria e l’attuazione delle linee di indirizzo si scontri con la contingenza. Nel caso specifico è inevitabile notare che la giunta targata M5S si sia trovata di fronte una situazione finanziaria traballante e le discussioni piuttosto accese, sia in consiglio che in commissione, fra l’ex sindaco Giuseppe Casti e l’assessore alle Finanze Mauro Manca non hanno lasciato dubbi in proposito. Le dimissioni di Cireddu e le dichiarazioni rilasciate da lui e dal sindaco, tuttavia, hanno fatto emergere un quadro di contrasti dovuti non tanto al programma tradito quanto alla condotta dell’ex assessore, giudicata poco efficiente da Massidda. Insomma: le dimissioni sembrano essere arrivate poco prima che il sindaco stesso provvedesse a riprendersi le deleghe e sostituire il membro della giunta. Anche perché l’assessore non ha voluto mettere in chiaro su quali punti del programma si sarebbe verificato quel «progressivo allontanamento» alla base delle dimissioni. Ad ogni modo, il “caso Cireddu” non sarebbe l’unico ad angustiare la vita dell’esecutivo. Il sindaco infatti ha posto una sorta di “aut aut” ai suoi assessori: dopo l’approvazione del bilancio sarà infatti necessario imprimere un’accelerazione nell’azione amministrativa e caratterizzare il cambio della guardia alla guida della città. I dubbiosi e i titubanti faranno meglio, quindi, a lasciare la carica prima che contrasti vecchi e nuovi finiscano per inceppare la macchina. Massidda e i suoi assessori, però, avranno il loro bel daffare anche per ricucire il rapporto con il gruppo consiliare, dopo lo strappo dell’ultima seduta del consiglio comunale. Una pantomima che non sarebbe dispiaciuta a Beckett e Ionesco: mentre il vice sindaco Gian Luca Lai illustrava un provvedimento – “Adozione Piano particolareggiato di iniziativa privata in località Campo Frassolis. Zona territoriale omogenea G servizi generali. Sottozona G1T” – per chiederne all’assemblea il voto positivo i consiglieri del Movimento 5 Stelle si sono alzati in silenzio e hanno abbandonato misteriosamente l’aula. Il paradosso è che probabilmente, almeno a leggere le dichiarazioni di alcuni dei suoi componenti, l’opposizione avrebbe votato a favore mentre, al di là del mutismo e del successivo comunicato stampa del M5S, che tanto ha detto senza spiegare niente, si capisce che la maggioranza o qualcuno dei suoi membri, non ne aveva alcuna intenzione. Si è parlato di difetti nel percorso di arrivo del provvedimento in aula, di carenza di comunicazione ma le cose non stanno così. Il contrasto fra giunta e consiglieri invece ha origine nelle perplessità espresse da qualche consigliere già in commissione Urbanistica e anche dopo un sopralluogo che la stessa commissione ha effettuato nell’area oggetto del provvedimento. C’è insomma chi non condivide l’idea di consentire la realizzazione di un progetto che, a quanto pare, prevede un nuovo complesso costituito da locali commerciali e uffici, per di più in periferia, in una città che ha visto sparire parecchie attività commerciali nella via Gramsci e dintorni e mentre non v’è chi levi grida di dolore per questo motivo. Di fatto però quale sia il vero motivo della mesta sfilata del gruppo pentastellato verso l’uscita della Sala polifunzionale, non è dato sapere: la speranza di tutti è che il chiarimento arrivi al più presto e nel segno della trasparenza perché, se fino ad oggi è stato giusto concedere il tempo necessario all’amministrazione del nuovo corso per prendere in mano le redini del governo, è bene che il nuovo corso inizi concretamente. I consiglieri dell’opposizione ovviamente si sono scatenati in un coro di critiche feroci che termina con una sola richiesta: le dimissioni del sindaco per manifesta incapacità. A Paola Massidda e ai suoi il compito di non dar loro ragione.

Giovanni Di Pasquale

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