«L’asilo nido non chiude. Bisogna fare molta attenzione a quelle persone che usano i bambini e le persone fragili come scudi umani per la propria politica. Questo crea allarme sociale e abbiamo bisogno di stare tranquilli». Parola dell’assessore comunale alle Politiche sociali, Loredana La Barbera che, nel corso di un’intervista rilasciata all’emittente radiofonica Radio Luna stamani, ha smentito categoricamente quanto affermato ieri dall’ex sindaco Giuseppe Casti. A suo dire infatti, a leggere il bilancio di previsione per il 2017, l’asilo nido dovrebbe interrompere la propria attività il 31 luglio prossimo e non solo: la scure della giunta Massidda calerebbe su ludoteca, Informagiovani, sala prove per i gruppi musicali, Servizio educativo, trasferimenti alle scuole e servizi in favore dei giovani disabili. «Voglio tranquillizzare il consigliere Casti – ha detto l’assessore – e tutti i cittadini: l’asilo nodo continuerà a lavorare e, anzi, sarà potenziato. Per quanto riguarda la Ludoteca, la sala prove e l’Informagiovani, ci sarà un nuovo bando che, probabilmente, consentirà la riapertura». In sostanza, La Barbera nega che l’ipotesi paventata dall’esponente del Partito Democratico sia prevista dal bilancio che sarà esaminato entro il mese dal consiglio comunale: «Si tratta solo di supposizioni: noi lavoriamo per la realizzazione del nostro programma e per il potenziamento dei servizi», ha tagliato corto l’assessore. Qualche parola anche a proposito dei fondi contrasto delle povertà estreme, dopo alcune proteste espresse da cittadini di Carbonia su Facebook: «L’amministrazione – ha detto La Barbera – ha erogato i sussidi per tutto il 2016, con fondi di bilancio propri. In passato la regione elargiva un contributo assai elevato, che veniva erogato fra giugno e settembre. Questo, l’anno passato, non è accaduto, in seguito all’approvazione della legge sul REIS (il cosiddetto “reddito di inclusione sociale”, ndr). Ricordo che, nel corso della prima conferenza stampa con il sindaco, abbiamo lanciato l’allarme per il mancato trasferimento delle risorse da parte della regione e qualcuno, in quell’occasione, ha ironizzato intorno alla nostra denuncia ma i fatti ci hanno dato ragione. Di fatto quel contributo è stato annullato e le risorse sono state trasferite per la realizzazione del programma del REIS. Tra l’altro, con un taglio del 50%. Faccio notare che, nel 2016, il comune di Carbonia ha fatto fronte a questa spesa con fondi propri pari a più di 270 mila euro, la somma più alta di sempre: viceversa, l’anno precedente l’amministrazione ha potuto soddisfare l’esigenza contribuendo al fondo con 50 mila euro».
Giovanni Di Pasquale